Alberi che uccidono!

Se quanto accaduto nelle ultime 48 ore nel nostro paese non fosse realistico, potremmo pensare che si tratta di un film di fantascienza dove gli alberi della foresta si “animano” e diventano carnivori, muovendo guerra agli esseri umani: ma così non è, purtroppo! Infatti, il maltempo che in appena 48 ore ha sferzato diverse regioni della penisola, specialmente Liguria e Veneto, generando persino delle trombe d’aria a Manduria (Taranto), nel brindisino, a La spezia e a Terracina (Latina), ha dell’incredibile perché sei delle 12 vittime accertate ad oggi sono morte in una stessa giornata, schiacciate dagli alberi sradicati dalla furia del vento; i lungomare di Rapallo, Santa Margherita Ligure e Portofino sono stati devastati dalle mareggiate, con onde alte sino a 10 metri che hanno scagliato imbarcazioni e detriti dappertutto, tanto che la popolazione all’unisono ha dichiarato di non aver mai visto cose del genere.

Due i morti a Frosinone, uno a Napoli, una a Belluno, uno a Latina, una a Feltre e una a Savona, con un disperso nel catanese, precisamente un velista naufragato con la barca sugli scogli e diversi feriti. Sicuramente nessuno di queste persone immaginava di poter perdere la propria vita in una circostanza simile, ma non credo di esagerare quando affermo che ci troviamo nelle fasi ultime della storia dell’uomo, laddove per “ultime” non va intesa la fine del mondo bensì “l’ora della prova su tutto il mondo abitato” (Apocalisse 3:10). Nel porto di Savona, la mareggiata ha provocato un corto circuito in un’area dove erano custodite un migliaio di Maserati pronte per il mercato arabo: le auto sono andate tutte bruciate. Strana coincidenza. Ma il maltempo ha addirittura interessato anche il medioriente, dove una tempesta di vento e grandine ha soffiato a oltre 100 orari in Libano, in un momento storico in cui la terra non smette di tremare: dopo il recente tsunami in Indonesia e la scossa del 26 scorso in mar Egeo avvertita dall’Albania alla Campania, un terremoto di 6.2 ha colpito ieri notte la Nuova Zelanda a ventiquattr’ore di distanza dal sisma di 6.3 Richter sulla costa meridionale dell’Argentina. In sud Africa, invece, una tempesta di sabbia ha colorato di rosso il cielo e ridotto la visibilità a meno di 50 metri, costringendo molti a non uscire da casa. L’evento ha richiamato alla mia mente una delle maledizioni comminate a Israele in caso di disubbidienza ai precetti di Yahvè, cioè “il cielo color rame” (che è rossastro) e la “sabbia e la polvere come pioggia” (Deuteronomio 28:23-24).

Pertanto, sarebbe da stolti se anche la Chiesa ignorasse questi fenomeni, a maggior ragione che tutto sta accadendo dopo l’eclissi storica della luna rossa del 27 luglio e del transito visibile di Marte a occhio nudo, esattamente in sintonia con gli avvertimenti di Luca 21:25 che parlano di “segni del sole, nella luna e nelle stelle”.

Salvatore DI FEDE | Notiziecristiane.com