Ancora terremoti!

Il bilancio delle vittime per il violento sisma di 6.5 in Albania del 25 scorso, con epicentro Durazzo e avvertito in tutto il sud Italia, si aggrava man mano che i soccorritori scavano fra le macerie della città; al momento i morti sono 32, mentre mancano all’appello diverse persone.

Le autorità locali hanno proclamato un giorno di lutto nazionale per ricordare le vittime, mentre i media sottolineano come a settembre scorso nella stessa area si era registrato un terremoto di 5.4 di magnitudo. Tuttavia, a distanza di poche ore dalla scossa in Albania, la terra ha tremato in Grecia (6.1), in Bulgaria, in Argentina (4.6 – epicentro a 200 km di profondità), nuovamente alle isole Tonga (5.6) e in Bosnia Erzegovina. Sicuramente non vorremmo sentire notizie di questo genere, ma l’aumento delle calamità naturali è uno dei segni dei tempi più marcati davanti ai quali gli esperti del clima, pur in ritardo, adesso si pongono domande, dato che la situazione meteorologica peggiora su tutto il pianeta. D’altra parte, quanto sta succedendo nel nostro paese da settimane dopo l’alta marea a Venezia, ossia le esondazioni del Po e del Bormida che hanno invaso il Piemonte, l’Alessandrino e l’Emilia Romagna, la valanga che ha colpito la Val Martello (Bolzano) e la frana in Liguria che ha tagliato in due l’autostrada Torino-Savona, conferma l’estrema fragilità del territorio italiano ancorpiù resa difficile per la scarsa manutenzione delle infrastrutture. Ciònondimeno, nonostante le tesi scientifico-tecniche prevalgono sempre sull’aspetto spirituale ed escatologico degli eventi atmosferici, resta il fatto che la situazione peggiora e che non c’è nazione immune o esente dai cambiamenti climatici.

Naturalmente, come credenti non dovremmo aver bisogno di concentrare tutta la nostra attenzione solo e soltanto sui disastri che si abbattono sulla terra, né tantomeno dovremmo focalizzare lo sguardo esclusivamente sui drammatici avvenimenti di questi tempi, visto che il ritorno di Cristo sarà preceduto proprio da questi tragici fenomeni; ma se un autentico cristiano ha gli occhi attenti a discernere, allora costui sarà ben capace di “vegliare” (Matteo 24:42) e vivrà nella calma e nella pace, in attesa della beata manifestazione del Signore. Ma è così che si riscontra nella Cristianità professante di oggi? Se a questo quadro climatico  aggiungiamo i recenti e devastanti incendi in California e Australia, i risvegli dello Stromboli e dell’Etna, le passate trombe d’aria in Puglia, le ripetute eclissi di sole e di luna del 2018 e di quest’anno, allora non possiamo affatto indugiare, poiché “l’angoscia degli uomini per il fragor del mare e dei flutti” (Luca 21:25), e i “terremoti in ogni luogo” (Matteo 24,7), come questo in Albania, rendono realistici i futuri flagelli apocalittici malgrado gli scettici continuano a rimanere tali, e i cristiani nominali rimangono nominali!

Pertanto, pur se addolorato per il dramma in Albania, invito chi legge a farsi latore di quel messaggio ormai non più procrastinabile che Gesù sta “tornando”, e che è ora di arrendersi a Lui prima che sia troppo tardi.

Salvatore Di Fede | Notiziecristiane.com

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un "Mi Piace" qui sotto nella nostra pagina Facebook