Ancora un’altra eruzione… Situazione allarmante!

Mentre il Cumbre Vieja a Las Palmas non smette di eruttare dopo oltre due mesi e mezzo quasi di attività, a causa delle altre due bocche effusive apertesi a sud una settimana fa quando sembrava che l’eruzione fosse vicina al termine della sua attività, un altro vulcano si sveglia sul pianeta: il Semeru, che si trova a Giava (Indonesia) è entrato da qualche giorno in attività causando morti e distruggendo oltre 11 villaggi.

A differenza dell’eruzione alle isole Canarie, quella del Semeru somiglia molto a quella dell’epoca di Pompei ed Ercolano, tant’è vero che le prime immagini videoamatoriali pervenute dai media mostrano una gigantesca nuvola di zolfo e cenere che scende velocemente lungo il pendio del vulcano e si abbatte sui miseri villaggi a valle: 13 al momento le vittime, ma il numero è destinato a salire. I soccorritori cercano tutti i dispersi dei piccoli villaggi rurali, dato che l’eruzione ha colto di sorpresa la gente del posto, ma l’Indonesia purtroppo si trova geograficamente sul tristemente famoso “anello di fuoco” che attraversa il continente asiatico dove sono oltre 130 i vulcani presenti in questo territorio.

La stampa parla, non a torto, di scenario “apocalittico” ma il mondo ignora che la vera “apocalisse” non è ancora iniziata, ragion per cui questo ennesimo risveglio vulcanico presagisce che siamo vicini a quel tempo, tanto che il monito di Gesù appare pienamente realistico! (“Farò prodigi nei cieli e sulla terra: sangue, fuoco e colonne di fumo” – Gioele 2:30).

Alle Canarie è drammatico quanto accade da settembre, con fiumi di lava “a delta” che hanno cancellato strade e colture, distruggendo oltre 1500 abitazioni e persino il cimitero di Las Palmas; inoltre, le ripetute colate laviche hanno formato una specie di grande isolotto sulla rinomata spiaggia di Los Guirres che si affaccia sull’Atlantico, ma la colossale nuvola di lava e cenere e anidride solforosa emessa dal Semeru fa rabbrividire per le dimensioni colossali della coltre di cenere che ha oscurato il cielo di Giava. Invertendo gli eventi, se fosse stato il Semeru alle isole Canarie non sarebbe rimasta nessuna persona viva sull’isola spagnola! Ma chiediamoci: il mondo sta dando il giusto peso a queste calamità? I leader europei si preoccupano per simili eventi?

Penso proprio di no, forse perché il Cumbre Vieja è lontano dal Parlamento Europeo…., ma il risveglio dei vulcani un po’ dovunque non dovrebbe allertare credenti e non credenti? Tuttavia, a un Cattolicesimo che si esalta per l‘ennesimo viaggio apostolico (o politico?) del pontefice argentino a Lesbo (Grecia), si contrappone un evangelismo di massa che non presta grande attenzione a questi avvenimenti, forse perché sicuri che l’essere evangelico o cattolico garantisca la salvezza e l’ingresso nell’eternità: ma la situazione climatica e geografica peggiorerà in futuro e perciò è bene non illudersi.

Certamente nessuno gioisce per queste tragedie, ma il fatto che le catastrofi ambientali colpiscano gli altri non dovrebbe farci capire che la vita è come il vapore di un fumo (Ecclesiaste)? Io penso che tutti dovremmo essere spinti a solidarizzare con questa gente e pregare Dio affinchè stenda la sua mano su queste popolazioni e faccia cessare questi flagelli, dato che quando Israele peccava e poi si pentiva per le conseguenze del suo peccato, le calamità cessavano e Yavhè tornava a guidare il suo popolo. Se il mondo di oggi facesse lo stesso, riconoscendo di stare a peccare del continuo davanti al Signore Dio, di certo l’Eterno opererebbe in nostro favore.

Salvatore Di Fede

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