Bangladesh: Inondazioni, frane e pericolo epidemie

NELLA FOTO: edifici e strade allagati, rifugi di fortuna.

È stagione dei Monsoni in Bangladesh, periodo in cui, a causa dei forti venti, inondazioni, frane e piogge incessanti si abbattono sul paese. Quest’anno sono già diverse le segnalazioni di catastrofi naturali.

Le forti precipitazioni delle ultime settimane hanno portato a massicce inondazioni nelle zone basse dei distretti settentrionali e orientali del Bangladesh. Scuole chiuse, strade e ponti danneggiati e grossi problemi di comunicazione stanno mettendo in ginocchio la popolazione. Ad oggi vi è il reale pericolo di epidemie a causa dell’acqua sporca che la popolazione potrebbe ingerire.

“Nel distretto di Jamalpur”, ha riferito un nostro partner locale a nord del paese, “anche molte case di cristiani sono state inondate, alcune fino al livello del tetto. Non sono riuscito a raggiungerne molte, perché le linee di comunicazione sono state distrutte, sommerse dall’acqua. Diversi argini di protezione hanno ceduto”.

Mentre cerchiamo di comprendere bene quale sia la portata dei danni, migliaia di famiglie rimangono bloccate nelle loro case o in rifugi di fortuna. ”Qui circa 700 famiglie di cristiani sono state colpite”, ci ha raccontato un partner locale di Porte Aperte/Open Doors che opera in un’altra zona del paese, “la maggior parte di loro è rimasta senza casa e dorme all’aperto, altri sono riusciti a trovare riparo presso i parenti. La situazione è terribile! La gente sta soffrendo molto!”.

Alcune testate giornalistiche hanno riportato il decesso di 14 persone nella zona delle Colline di Chittagong, regione a sud-est del Bangladesh, morte a causa delle inondazioni e delle frane. “A Bandarban”, distretto all’interno della regione delle Colline di Chittagong, “alcune strade sono sepolte da frane e altre sommerse dall’acqua. Molti credenti hanno perso il loro reddito perché non possono andare al mercato per vendere i loro prodotti agricoli”, ci ha riferito un nostro contatto in quella zona.

Vi chiediamo di pregare per le vittime del disastro come anche per i cristiani locali, spesso vittime di discriminazione in fase di distribuzione degli aiuti, affinché possano sperimentare il conforto e l’aiuto di Dio ed essere di testimonianza all’intera comunità colpita. Il Bangladesh si trova alla posizione 48 della World Watch List.

Porte Aperte Italia

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