Caccia alle streghe in Svizzera

Un capitolo buio della storia elvetica, segnato dalla morte di seimila presunte streghe.

Catastrofi ed epidemie avevano bisogno di una spiegazione. Occorreva trovare un colpevole, identificare un capro espiatorio. L’accusa era infame: avere fatto un patto con il diavolo allo scopo di arrecare danno a persone, animali e cose. Le persone accusate di stregoneria erano inoltre sospettate di avere abiurato il cristianesimo ed essersi votate al culto del signore delle tenebre.

In Europa morirono decine di migliaia di presunte streghe, in prevalenza donne

Streghe e terroristi
Per poter punire una strega, era necessaria una confessione. Da ottenere tramite la tortura. Secondo la storica Kathrin Utz Tremp, già docente presso l’Università di Losanna, “la stregoneria gonfiata, fantasticata da chi esercita il potere, ricorda da vicino l’ideologia sviluppata dagli americani nella lotta contro il terrorismo”. La tortura dell’acqua è stata usata in tutti i secoli, “il waterboarding praticato nelle prigioni della CIA non è stato dunque purtroppo nulla di nuovo”.

Caccia alle streghe in Svizzera

La storica stima che in Europa, tra il 15. e il 18. secolo, siano state uccise da 30’000 a 60’000 streghe, 6’000 delle quali in Svizzera. Ma c’è chi parla addirittura di 100’000 tra streghe e stregoni uccisi.

Battaglia contro il diavolo
All’inizio fu la Chiesa cattolica, con il sostegno delle autorità secolari, a perseguitare prima gli eretici e poi chi era sospettato di praticare la magia. Da lì si sviluppò la caccia alle streghe.

Secondo Utz Tremp, l’inquisizione “aveva bisogno di una sorta di contromondo governato dal diavolo”. Nel 16., ma soprattutto nel 17. secolo, il potere – e dunque la responsabilità per la caccia alle malefiche – passò dagli inquisitori alle autorità politiche.

Caccia alle streghe in Svizzera

Chiesa e Stato
Nel 15. secolo i processi colpirono in primo luogo persone che non si sottomettevano né alla chiesa né ai detentori del potere. Il loro comportamento ribelle aveva chiaramente una connotazione politica. Quando nel 16. e soprattutto nel 17. secolo il potere delle autorità politiche si fu consolidato, i processi alle streghe furono sempre più utilizzati come mezzo per il mantenimento dell’ordine e della disciplina. “Fu allora che si scatenò la grossa caccia alle streghe”, sostiene Kathrin Utz Tremp, autrice di numerosi studi sul fenomeno.

Caccia alle streghe in Svizzera

Chiese in Diretta RSI Rete Uno | Streghe a Poschiavo
Una storia di confini

La storica ritiene che la repressione della stregoneria sia stata più dura nelle regioni attraversate ad esempio da confini confessionali. Ma il fenomeno potrebbe avere anche una spiegazione politica: più lo Stato era centralizzato (come la Francia sotto Luigi XIV), minori erano gli sforzi che doveva compiere per imporre la propria autorità e, di conseguenza, era anche meno incline alla persecuzione. La Svizzera è sempre stata molto frammentata – politicamente e confessionalmente -, così come il Reich tedesco.

Caccia alle streghe in Svizzera

Non a caso, rileva Utz Tremp, “nel cantone di Friburgo la maggior parte delle persecuzioni si concentrarono nel distretto della Broye, che consisteva in un groviglio di piccole comunità cattoliche e protestanti, germanofone e francofone. Più erano i confini, più era alto il numero delle condanne al rogo”.

La caccia alle streghe (Segni dei Tempi RSI La1)

Processi alle streghe
Considerata un’eresia, la stregoneria venne criminalizzata dopo il 1500. La maggior parte dei processi si svolsero nel 17. secolo, istituiti dalle autorità secolari. L’ultima strega giustiziata in Svizzera e in Europa fu Anna Göldi, a Glarona nel 1782. Venne riabilitata nel 2008.

Ampiezza del fenomeno
La caccia alle streghe portò alla denuncia, alla condanna e all’uccisione di un alto numero di donne. Sebbene siano stati messi a morte anche molti presunti stregoni, il 70%-80% delle persone accusate furono donne, e nel 60% dei casi la condanna fu a morte (quasi sempre per decapitazione).
In Europa morirono dalle 30’000 alle 60’000 persone, 25.000 delle quali in Germania. Rispetto al numero di abitanti, tuttavia, è la Romandia, con 3’500 esecuzioni, a occupare la prima posizione in Europa. (pt)

Voceevangelica.ch

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