Catania. Battisti e valdesi: “Basta morti nel Mediterraneo”

No all’imbarbarimento del discorso politico nazionale sui temi dell’immigrazione, no alla strumentalizzazione del crocefisso, no allo sfruttamento dei paesi poveri. Con un documento le chiese battista e valdese della città etnea chiedono una radicale inversione di rotta nella gestione dei flussi migratori.

Roma (NEV), 1° agosto 2018 – Dopo approfondito dibattito, battisti e valdesi di Catania riuniti in assemblea, esprimendo strazio e indignazione per l’impennata, da giugno di quest’anno, del numero di morti annegati in mare, hanno ratificato un documento dal titolo: “Per un mondo diverso. Basta morti nel Mediterraneo”.

“Come cittadini di questo Paese, ancor di più come credenti nel Dio che si è rivelato in Gesù Cristo, non solo siamo straziati per la morte di ognuno di questi migranti ma anche indignati per l’imbarbarimento del discorso politico nazionale sui temi dell’immigrazione e per l’abuso di potere di un Ministro dell’Interno che disattende il diritto internazionale e pone in atto politiche di chiusura non avallate da alcun dibattito e atto parlamentare”, si legge nel testo ratificato lo scorso 15 luglio.

Senza nascondere la complessità del quadro geopolitico, il documento elenca una serie di con-cause che vanno a determinare i flussi migratori e denuncia “lo sfruttamento delle risorse dei cosiddetti paesi poveri o in via di sviluppo da parte dei paesi cosiddetti industrializzati, occidentali e asiatici”.

“Serve un’inversione di rotta”, ammoniscono battisti e valdesi di Catania che non mancano di fare riferimento a quel crocefisso che l’attuale ministro dell’Interno vorrebbe vedere appeso pure nei porti italiani. “Noi professiamo che la fedeltà al crocifisso, Gesù Cristo, non risiede nel fare di un idolo di legno la bandiera della propria identità nazionale, ma nell’ascoltare il grido di dolore dei crocifissi e delle crocifisse del nostro tempo”, si legge nel documento, che si conclude con una citazione di Martin Luther King: “ogni religione che professa di essere interessata all’anima delle persone, ma non è preoccupata dei tuguri in cui vivono da dannate, delle condizioni economiche che le strangolano, delle condizioni sociali che le umiliano, è una religione secca come la polvere”.

Inoltre, nella stessa sede è stata anche richiesta la revoca della delibera del neo Sindaco di Catania, che prevede, fra l’altro, il “divieto di bivaccare specie nelle aree del centro cittadino, anche per l’intera notte, all’aperto, con sedute e ricoveri di fortuna … utilizzando oggetti di varia natura, come cartoni, coperte, scatoloni, materassi…”, imponendo a chi viola l’ordinanza multe che vanno da 50 a 300 euro.

Per il documento integrale vedi la notizia pubblicata da Riforma.it qui.

da: nev.it