Come uscire dalla depressione

Salve, sono Elia il Tishbita.

Sono stato un profeta dei tempi andati. Io voglio scrivere per quelli che vivono un momento di “depressione”. Non voglio fare alcun sermoncino e dare le solite medicine inutili. Voglio parlare come uno che è passato attraverso la depressione. Non credo che voi che siete depressi, lo siate perché vivete nel peccato o perché la vostra vita spirituale non eccelle. Non comprendo i meccanismi per cui ci infiliamo, tanti di noi, durante la nostra vita in questi tunnels oscuri. Forse siamo più sensibili di altri, forse più deboli. Non è una questione di amore o di fedeltà verso Dio. Che poi Dio permetta di entrare in questi tunnels resta un mistero per me. Certo è che Lui solo ha la capacità di rialzare i depressi. “L’Eterno sostiene tutti quelli che cadono e rialza tutti quelli che sono depressi”. (Salmo 145:14).

Avete notato che invece i vari dottori chiamati vi stendono giù sul lettino? Solo Dio vi fa rialzare e gratis. Era solo una battuta, quella del lettino naturalmente. Sono certo che vi siete chiesti spesso il perché della vostra depressione e non avete trovato risposta. Non dovete vergognarvi dei vostri stati d’animo. Dio vi ama lo stesso. Non credete alle apparenza di solidi inattaccabili cristiani sempre sulla cresta dell’onta che vi fanno la morale, non vi paragonate a loro. Sarebbe tempo perso. Io ho trovato in Dio la mia consolazione. Sembra una soluzione facile? Non lo è. So che spesso avete chiesto a Dio perfino di morire. Non ve ne fate una colpa. Io ho fatto lo stesso. Ero un profeta temuto, rispettato. Dio mi aveva dato potenza di chiudere il cielo alla pioggia e la potenza di richiamarla. Mi aveva risposto dal cielo col fuoco. Che vittoria avevo ottenuto sul Monte Carmel! (1 Re 18). Il futuro era roseo. Poi, non so cosa sia successo, tutto è diventato strano. Un’ombra di dolore mista a paura è scesa su di me. Sono scappato via nel deserto. Avevo il desiderio di restare solo. Sapete di cosa parlo, vero? Li ho pianto. Li ho chiesto di morire (1 Re 14).

La stessa richiesta che forse voi avete fatto nelle vostre preghiere, nei momenti di sconforto, a casa, in auto, per strada. Ho vissuto il silenzio che voi cercate. Ho vissuto la paura che voi vivete. “Dov’era il grande Elia? Mi martellava la mente.

Dov’era Dio? Quando quell’ombra di dolore o di tristezza o di altro ci avvolge, non siamo più capaci di vedere la realtà, anzi imploriamo per poterne uscire fuori. Credetemi, che sciocchi che siamo!

Un mio amico salmista un certo Davide, in momenti di confusione e di depressione riusciva sempre a dirsi molto chiaramente: “Il mio aiuto viene dall’Eterno, Egli non permetterà che il tuo piede vacilli (Salmo 121). Voglio incoraggiarvi ad alzare lo sguardo perché alla fine del tunnel c’è la luce e benché non vediate Dio, vi garantisco ch’è accanto a voi e credo che in questo momento ne stia portando alcuni di voi sulle spalle.

Proprio quando ero al limite della mia disperazione, Dio ha operato. Non mi ha mortificato, anzi mi ha risollevato. Mi ha parlato e mi ha affidato altri compiti. Ha avuto fiducia in me. Dio ha fiducia in voi e di chi lo ama.

Coraggio, allora.

Domenico Barba

Ferrentino Francesco La Manna | Notiziecristiane.com
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