Gesù, crediamo che Tu ci stia parlando proprio ora. Grazie perché ci stai guidando in tutta la verità. Vogliamo vedere le nostre difficoltà di oggi come un mezzo per fidarci di più di Te. Modellaci mentre diventiamo sempre più simili a Te. Amen.
Di recente, stavo parlando con un amico riguardo all’essere grato per le sfide. Sinceramente, credo di crescere di più nelle stagioni di sfida che in quelle di comfort. Quando sono messo alla prova nella mia vita, ho bisogno della voce e della direzione di Dio, e prego con più passione e diligenza.
L’amico con cui stavo parlando era in ospedale per una misteriosa malattia che aveva lasciato i medici sconcertati. Non dimenticherò mai il suo commento: “Perché c’è voluta una malattia per riportarmi in un luogo così dolce di dipendenza e connessione con Gesù?” Prego che tu e il mio amico non dimentichiate mai questo sentimento! Romani 8 dice:
‘Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.’Lettera ai Romani 8:26-27
Dio sta parlando attraverso il tuo dolore e vuole che tu risponda! So che Dio non si compiace del dolore, ma lo userà per avvicinarci al Suo cuore. Ascolta le parole del Salmista:
‘Prima di essere afflitto, andavo errando, ma ora osservo la tua parola. Tu sei buono e fai del bene; insegnami i tuoi statuti.’ Salmi 119:67-68
Prima che il mio amico lasciasse l’ospedale, Dio mi ha parlato e mi ha chiamato a pregare per la sua guarigione e a sperare per lui. Ricordo di aver pregato: “Dio, Simone ha bisogno di un miracolo e tu sei un Dio che fa miracoli. Ha iniziato questo viaggio a 80 kg e ora è sceso a 66. Gesù, abbiamo bisogno che tu faccia una virata di 180 gradi e riporti Simone a 80 kg! Tu hai detto che tutto ciò che è stato slegato sulla terra è stato slegato in Cielo, quindi, noi abbiamo fede e crediamo che questo è stato fatto. Amen.”
Amico mi to sto pregando con questa verità per il tuo bisogno di un miracolo. Possa Dio parlare del Suo conforto alla tua persona e tu possa ASCOLTARLO e sperimentarlo, oggi! Tu stai per ricevere una completa inversione di tendenza oggi, nel nome di Gesù! La tua sfida è il luogo perfetto in cui Dio può mostrarsi forte per te, e lo farà.
Robin Dion Myers, un uomo di 63 anni da oltre trent’anni nel braccio della morte in Alabama (Usa), non morirà inalando azoto puro: la governatrice Kay Ivey ha commutato la condanna a morte in ergastolo senza possibilità di libertà vigilata, rendendo Myers il primo uomo nella storia moderna di quello Stato a ricevere clemenza in un caso di pena capitale. Secondo il Death Penalty Information Center, in Alabama, sono 157 le persone attualmente condannate alla pena capitale; dal 1976 lo Stato ha giustiziato 78 persone, e già sei nel solo 2024.
8 giugno 1972: gli elicotteri americani bombardano un villaggio vietnamita con bombe al Napalm. Kim Phúc aveva soltanto nove anni. Quel giorno fu fotografata mentre scappava nuda, in lacrime, un’immagine che fece il giro del mondo e che ben presto sarebbe diventata un’icona della guerra del Vietnam. Quel villaggio era stato sequestrato dai soldati vietkong, per questo fu bombardato. Le bombe al Napalm contenevano un gas vischioso che si attaccava ai vestiti e al corpo bruciando tutto.
Adorare il Signore è un atto di riconoscimento della Sua grandezza, bontà e santità. In un’epoca in cui spesso ci sentiamo sopraffatti dalle sfide quotidiane, l'adorazione diventa un momento di umiltà, un modo per ricordarci della nostra posizione nei confronti del divino. È un richiamo a fermarci e riflettere su ciò che è veramente importante.
La Corte ha infatti sottolineato che l'assenza di un adeguato sistema di cure palliative può indurre i pazienti a percepire la morte assistita non come una scelta libera, ma come un dovere imposto dalle circostanze, alimentando una "pressione sociale indiretta" che può portare i malati a sentirsi un peso per la società e per i propri cari, come tra l’altro la stessa Consulta aveva già affermato con la sentenza n. 135/2024.
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