CONDIVIDI LA TUA VITA

Dio mi ha reso viventi alcuni versi in 1 Tessalonicesi. Come molti ministri, avevo studiato Paolo nella speranza di cogliere i segreti di un lavoro così potentemente efficace per Cristo. Già conoscevo il suo messaggio immutabile – il vangelo di Gesù Cristo. Avevo anche analizzato la sua metodologia: egli dipendeva totalmente dallo Spirito Santo. egli era guidato e fortificato giornalmente dalla potenza dello Spirito.

Ma ora una terza verità iniziava a saltare fuori dalle pagine del mio Nuovo Testamento – la motivazione di Paolo. Nel ricordare ai credenti la sua visita a Tessalonica, alla quale seguì la loro conversione e la fondazione di una chiesa cristiana, Paolo disse, “E non abbiamo cercato gloria dagli uomini, né da voi, né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità come apostoli di Cristo. Ma siamo stati mansueti fra voi, come una nutrice che alleva teneramente i suoi bambini” (1 Tessalonicesi 2:6-7). L’immagine dall’originale greco qui è proprio quella di una madre che nutre il figlio. Che immagine tenere di amore e devozione. Quando una madre nutre un neonato, ogni cosa riguarda lui, non lei. Paolo dichiara che così egli si comportò mentre era con loro – ogni attenzione e premura era per loro, non per lui. La motivazione dell’apostolo fu un amore fervente per i credenti di Tessalonica spiegabile solo dall’amore di Dio stesso su di lui.

Ma poi prosegue: “Così, nel grande affetto che nutrivamo per voi, eravamo contenti di comunicarvi non solo l’evangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci eravate divenuti cari” (2:8).

“Vi abbiamo amato così tanto”, disse Paolo, “che non volevamo condividere solo il vangelo con voi, ma le nostre stesse vite!”

Non c’è da stupirsi che i messaggi di Paolo toccassero i cuori delle persone. Le sue parole non provenivano solo dalla sua bocca, ma anche da un cuore tenero. Cosa faceva sì che un ministro offrisse non solo prediche alla gente ma la sua vita stessa? L’amore – l’amore di Dio!

Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo e fatiscente edificio in una parte difficile della città. Nativo di Brooklyn, è amico di vecchia data sia di David che di Gary Wilkerson.

Da: worldchallenge.org

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