Consapevolezza sulla Fede Evangelica Oggi

LAOS_-_cristiani_arrestati_ok-1Oggi la teologia evangelica ha pluralità di significati e di usi del termine “evangelico” che porta a comprensioni diversificate.

Essa è segnata, nei manuali italiani sia cattolici che protestanti, dalla teologia contemporanea del liberalismo tedesco, dalla teologia della crisi e dalle declinazioni più recenti della teologia post-liberale (della speranza, della correlazione, della storia, dei generi ecc.).

Questi contesti hanno fatto sì che non presti la dovuta attenzione alla sua comprensione così com’è intesa in ambiti anglo-americani, francofoni, latino-americani, africani e asiatici.

In sintesi in questo modo, la sua storiologia rimane del tutto sconosciuta.

E’ importante, dunque, risalire alla sua fonte che ha le radici con i protagonisti dell’Ottocento e Novecento, alcuni tra i quali B. B. Warfield, H. Bavinch, C. Henry, J. Stott, J. Paker, H. Blocker; uomini di Dio impegnati a richiamare la coscienza alla “pura” vocazione teologica. E’ a questo che il movimento evangelicale è richiamato oggi, a ri-considerare la teologia come responsabilità propria nei confronti dell’impegno teologico intellettualistico che si trova dinnanzi a uno scenario segnato dalle istanze critiche dello scetticismo moderno che vede la fede evangelica in modo anti-teologico in quanto le direzioni della teologia sono state segnate dal liberalismo teologico che si è disimpegnato dalla teologia e ha consentito alle declinazioni liberali di riempire di loro significati il termine “evangelico”. Da qui la necessità di un ripristino teologico con gli obbiettivi di tipo missiologico e con l’importanza di avere polso della teologia evangelica che riconosce le proprie radici, la propria eredità nella “Riforma” protestante e nei “Risvegli” con base le “convinzioni dottrinali e le passioni missionari” che hanno caratterizzato la storia dell’evangelicalismo e che ancora lo segnano in profondità in quanto idee, storie, movimenti, teologi, istituzioni presenti nello scenario europeo e globale.

Queste sono le tracce nel suo DNA riformato sia dalla prospettiva biblica che da quella storica nella sua forma originaria che implica la dottrina di fede e le regole della virtù cristiana.

La riflessione teologica deve essere basata sulla vera dottrina nella sua forma originaria, dove la verità, la conoscenza e la sapienza vengono per grazia attraverso una comunione trinitaria, attraverso la Parola e lo Spirito che oltre ad essere al servizio dell’azione della chiesa esso convince il mondo del proprio stato davanti a Dio nel confronto tra Gesù e l’uomo peccatore, lo Spirito Santo agisce come testimone a favore di Gesù. Esso agisce dunque come un pubblico ministero che accusa il mondo per non aver conosciuto e non aver ricevuto il Messia (Giovanni 1:10,11 “Egli (la Parola) era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non lo ha conosciuto. Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto”).

Per quanto riguarda il peccato (Giovanni 16:9 “Quanto al peccato, perché non credono in me”), lo Spirito Santo fa presente a ciascuno il suo peccato e lo incita a pentirsi, questo implica l’azione e non semplicemente l’operazione intellettuale (Atti 3: 19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore”).

Tutti gli uomini ai quali è stato annunciato il Vangelo sono posti davanti al tribunale di Dio dal quale se ne può uscire giustificati solo attraverso la “fede” nel Signore Gesù, chi non lo riconoscerà sarà condannato (Colossesi 2:15 “Avendo quindi spogliato le potestà e i principati, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro in lui”).

L’annuncio del Vangelo tocca il cuore e persuade alla verità  (1Timoteo 1:5 “Ora il fine del comandamento è l’amore, che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta”) e produce morte o vita (2Corinzi 2:14,16 “ Or sia ringraziato Dio il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e attraverso noi manifesta in ogni luogo il profumo della sua conoscenza. Perché noi siamo per Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono salvati, e fra quelli che periscono; per questi un odore di morte a morte, ma per quelli un odore di vita a vita. E chi è sufficiente a queste cose?”), infatti il mondo rispecchia le perfezioni invisibili di Dio, la sua eterna potenza e divinità che sono manifeste sin dalla creazione del mondo (Romani 1:20 “Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili”).

Per questo il rigetto del Vangelo va ricondotto a un’azione di soffocamento piena di implicazioni morali. (Tratto dalla rivista: Studi di Teologia n.46-Ifed, Padova).

Luisa Lanzarotta | Notiziecristiane.com


Sostieni la redazione di Notizie Cristiane con una donazione, clicca qui