Corda di Speranza

“Anima mia, trova riposo in Dio solo, poiché da lui proviene la mia speranza.” Salmo 62:5
Il salmista dichiara che…

… SOLO in Dio è possibile trovare RIPOSO.
Perché? Perché da Dio proviene la mia speranza…è Lui la fonte della mia speranza, da Lui ha origine la mia speranza…e siccome è Lui l’origine di tale speranza allora riesco a trovare riposo.

Speranza sta qui a tiqvâh (pronuncia tik-vaw‘) = in ebraico questo termine significa CORDA.

הָוְקִתּ) tiqwàh) i suoi significati vanno da “corda, fune” (es. Gs 2:18,21) a “speranza, attesa” (es. Rt 1:12). L’attesa del giusto, nell’AT, se fatta con perseveranza è una grande espressione di fede: possedere una speranza fiduciosa secondo cui, alla fine, Dio agirà per la salvezza dei Suoi.

C’è un detto “comune” che in circostanze difficili, complesse, drammatiche, precarie, dice: “la speranza è appesa ad un filo”.
Spesso a questo “filo” sono appese: le speranze, i sogni, la vita, la libertà, la riuscita di un qualcosa…
Questo filo in diversi casi è così sottile che sembra quasi che da un momento all’altro possa spezzarsi, rompersi e tutto andrà in frantumi, allo scatafascio.

Le “scosse” che la vita produce sono talmente forti che arrivi a temere il peggio.
Hai sperato per tanto tempo che qualcosa cambiasse…tutto è appeso ad un filo…

Questo termine tiqvâh (pronuncia tik-vaw‘) compare altre volte nelle Scritture.
La prima volta che nella Parola troviamo questo termine lo troviamo in una storia bellissima.

Giosuè con tutto il popolo d’Israele si trova nel deserto. Deve conquistare Gerico. Manda due spie a perlustrare il paese. Alloggiarono in casa di una prostituta. Il re di Gerico viene informato della cosa e manda le guardie in casa della donna. La donna, che si chiamava Raab, nascose le due spie.
Le nascose perché aveva sentito parlare del Dio degli israeliti, di come li avesse liberati, di come asciugò le acque del Mar Rosso. Tutta Gerico temeva Israele a motivo di tutto ciò.
Mentre lascia andare le spie, chiede loro di avere pietà di lei e della sua famiglia nel giorno che avrebbero attaccato Gerico. E chiede un segno, un segno che sigilla questa accordo.
“E quegli uomini le dissero: «Noi saremo sciolti dal giuramento che ci hai fatto fare, se tu non osservi quello che stiamo per dirti: quando entreremo nel paese, attaccherai alla finestra per la quale ci fai scendere, questa cordicella di filo rosso; radunerai presso di te, in casa, tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli e tutta la famiglia di tuo padre.” Giosuè 2:17-18

Il termine: CORDICELLA è tik-vaw= speranza
Quel filo rosso era la speranza di quella donna.
Era un “filo rosso” che simboleggiava: il patto istituito tra le spie e la donna e da quel patto, da quel filo, dipendeva la sua speranza di salvezza, per lei e per la sua famiglia.
Tutti coloro che si sarebbero trovati in casa nel momento della battaglia, sarebbero stati salvati se l’esercito israelita avesse trovato il filo rosso appeso alla finestra.

Abbiamo detto che questo termine significa almeno due cose: CORDA e SPERANZA, ATTESA.

Raab avrebbe messo quel filo attaccato alla sua finestra, e avrebbe ATTESO con SPERANZA per vedere la salvezza sua e della propria famiglia.
Mettendo quel filo ella ERA IN ATTESA SPERANZOSA DI SALVEZZA.
La cordicella rossa avrebbe impedito la distruzione!

Il ROSSO è chiaramente simbolo del SANGUE.
E’ questo non è il primo caso nel quale il “sangue” previene la distruzione.
Ricordate gli israeliti mentre erano in Egitto? Misero per ordine divino il sangue sull’architrave e sui due stipiti delle porte delle loro abitazioni.
Dio disse: “Il sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; quand’io vedrò il sangue, passerò oltre, e non vi sarà piaga su di voi per distruggervi, quando colpirò il paese d’Egitto.” Esodo 12:13

Il SANGUE è un SEGNO.

La stessa cosa avviene per coloro che credono in Cristo Gesù Il Signore.
Paolo dirà: “e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall’ira imminente.” 1 Tessalonicesi 1:10
L’ira imminente è la fine dei tempi quando Dio giudicherà il mondo che non avrà creduto in Gesù.
Il sangue di Gesù ci libererà dall’ira di Dio.
Ancora Paolo dirà: “Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira.” Romani 5:9

Colui che è nato di nuovo non attende il giudizio divino, attende il ritorno di Gesù.
“Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore” Filippesi 3:20

Il Ritorno di Gesù è ciò che l’apostolo definisce: LA BEATA SPERANZA
“… aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù.” Tito 2:13
Cosa s’intende per ira?
Pietro dirà: “… per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall’acqua e sussistente in mezzo all’acqua; e che, per queste stesse cause, il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì; mentre i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi.” 2 Pietro 3:5-7

“Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà, mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! MA, secondo la sua promessa, NOI aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.” 2 Pietro 3:11-13

Paolo parlando della cena del Signore, dirà a i Corinzi: “Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga».” 1 Corinzi 11:25-26

Gesù Cristo ha fatto con noi un patto, un patto nel Suo sangue.
Bevendo il vino parliamo del sacrificio di Cristo che ha compiuto e annunciamo che Egli ritornerà.
Quando ritornerà, per mezzo di quel Sangue, SAREMO RISPARMIATI, non subiremo il giudizio finale.

Per mezzo del sangue di Cristo siamo stati redenti, comprati, affrancati, liberati dalla morte eterna, dalla distruzione eterna.
Quel sangue sparso sulla croce è la nostra speranza, è la “corda” sulla nostra vita.

Gesù ha promesso:
“In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.” Giovanni 5:24

Francesco Caldaralo | Notiziecristiane.com