Cosa imparare dall’epidemia da Coronavirus?

Quando accendiamo la TV e guardiamo le notizie circa la diffusione della pandemia di COVID-19, recentemente dichiarata, abbiamo paura, e la domanda che ci passa per la mente è la seguente: “Quando finirà?”

Mentre preghiamo il Signore della misericordia, onde porre fine a tutto questo, possiamo, fino ad ora, apprendere alcune preziose lezioni di carattere spirituale.

Due riflessioni su cui desidero che la Chiesa mediti mentre guardiamo le notizie e i documentari sul COVID-19.

Non dovremmo avere una visione troppo alta riguardo alla capacità dell’uomo, poiché viviamo in un mondo decaduto; l’umanità con la scienza e la tecnologia di cui dispone, non sarà mai in grado di prevenire o eliminare disastri naturali come terremoti, tsunami, tifoni, inondazioni, frane ecc. o altri mali come patologie e malattie di vario genere. Queste sono le conseguenze della caduta dell’uomo, che sono in essere, da quando il peccato è entrato nel mondo attraverso il primo uomo, Adamo. L’uomo, nonostante i suoi sforzi, è incapace di salvarsi dal peccato del proprio cuore e da quello che lo circonda, così com’è incapace di arrestare i disastri naturali summenzionati.

Lo scoppio del Coronavirus, e le sue conseguenze, stanno cagionando grandi danni al sistema economico mondiale, come ad esempio il ribasso delle previsioni economiche, influenzando e plasmando lo stile di vita e il lavoro dei popoli.

Non serve essere un esperto di economia, di politica o di sociologia per argomentare in merito all’impatto della diffusione del virus nel mondo globale, sulle classi sociali che compongono la nostra società; l’annullamento di eventi sociali e d’intrattenimento programmati (cerimonie nuziali, tutti i campionati sportivi, concerti, vacanze, viaggi), solo per citarne alcuni, attestano una sola cosa: “L’uomo non è padrone del suo destino, né il capitano della sua anima”. L’uomo non può controllare né il corso della sua vita né quello della storia.

Dovremmo avere una visione biblica sul potere di un Dio Sovrano, e tale visione dovrebbe condurci dinanzi alla Sua presenza in ginocchio, onde esprimere la nostra dipendenza da Lui, per umiliarci davanti al Dio Onnisciente, avendo una visione biblica della potenza di un Dio Sovrano e riconoscendo la nostra fragilità e finitezza, e che Dio ha tutto sotto il suo controllo, e “la nostra vita è un vapore che appare per un po’ di tempo, e poi svanisce”. (Giacomo 4: 14)

Ricordiamoci della parabola del ricco stolto in Luca 12: 13-21; egli si sentiva sicuro, faceva piani razionali in vista di una confortevole pensione, ma il Dio Sovrano lo chiamo “stolto…… questa stessa notte l’anima tua ti sarà ridomandata… (Luca 12:6-21).

Che cosa fare allora?

Pianifichiamo con Dio, non solo dicendo alla fine di una preghiera “se Dio vuole”, ma avendo in mente e nel cuore la volontà di obbedire a Lui dopo aver presentato in preghiera ogni nostro progetto, desiderando ardentemente di ascoltare la sua voce ferma per mezzo dello Spirito Santo.

Ricordiamoci le parole di questo canto Gospel “He’s got the whole world in his hand“ (Lui ha tutto il mondo nelle sue mani). Dio vi benedica

Missionario Aimè Akmel & Pastore Guglielmo

Testimonianza raccolta da Lella Francese

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