Cosa succederà a coloro che si sono separati e poi risposati?

Nelle generazioni passate questa domanda veniva fatta raramente, semplicemente perché il divorzio non si verificava quasi mai fra i cristiani ed era insolito anche fra la popolazione in generale. Oggi, invece, per i cristiani evangelici il divorzio è diventato un problema reale. L’infedeltà non è più una cosa rara e non possiamo far finta di non vedere il dilagare di un fenomeno che va via via sempre più allargandosi a macchia d’olio. Innanzitutto prima di un divorzio c’è il matrimonio, vincolo per me sacro e ritengo che non bisogna mai far morire un’unione che è stata benedetta e che deve durare tutta una vita, a meno che, non ci siano cose per cui questa debba essere per forza interrotta. Il matrimonio è sacro secondo Dio e, come tale va rispettato, ma quando ci sono delle infedeltà la purezza perde il suo valore, ci possono essere anche dei perdoni ma rimane un matrimonio segnato e sporcato dal tradimento. Parlo di un tradimento commesso da una persona già in Cristo. Perché chi non è in Cristo vive a braccetto col peccato. Chi è in Cristo “sa” o dovrebbe “sapere” e odiare ogni peccato, in quanto è partecipe ai piani e alla volontà di Dio.

Ci possono essere mille problemi in un matrimonio e si possono superare, ma superare l’infedeltà è dura per davvero. Certo, riparare un matrimonio è meglio che distruggerlo, ma può avvenire ciò solo se la persona che ha arrecato danno con la sua infedeltà dimostra pentimento sincero e fedeltà presente. Spesso però, accade che le situazioni di infedeltà possono portare a relazioni dannose e perfino pericolose. In questo caso il divorzio è la cosa più giusta da fare.

Ma la mia domanda è un’altra: cosa succede a quelli che si sono separati e poi risposati?

Io credo che l’amore di Dio è immensurabile. Che il peccato di divorziare e risposarsi non sia un peccato imperdonabile; il peccato che porta alla morte; il peccato contro lo Spirito Santo. Poi bisognerebbe esaminare ogni caso a se.

Conosco una sorella di Roma che nella sua giovane età, 14 anni, si convertì al Signore, a 20 scese nelle acque battesimali e nello stesso giorno fu battezzata nello Spirito Santo. A 21 anni si sposò con un uomo non cristiano. Questa sorella non si consultò con Dio e pensò di saper gestire bene la situazione. Oggi lei ammette di aver fatto una scelta sbagliata, una scelta che sono in tanti a fare: sposano la persona sbagliata, la persona che non è convertita a Cristo e, una persona che non è convertita a Cristo, non ama il Signore. Forse non lo odia, ma nemmeno lo ama. Questa sorella si sentiva forte, come spesso si sente chi sposa un inconvertito. Era tanto sicura che il marito l’avrebbe seguita, e lo ha sposato nonostante il consiglio di molti di desistere nel fare questo passo. Tuttavia, l’ostacolo è molto più arduo di quando si creda. Inizialmente, si presentano le incomprensioni, i litigi, gli allontanamenti dalla chiesa fino ad arrivare al divorzio. Nel frattempo si vive lontano da Dio, forse si pensa addirittura che Dio ti abbia abbandonato. E come la sorella di Roma, si fa una vita non peccaminosa, perché ormai si conosce il peccato in sè ma, si vive comunque lontano da Dio. Dal matrimonio nascono due bimbe, ma il divorzio sembrava essere l’unica strada percorribile. Negli anni che la sorella ha vissuto il suo allontanamento da Cristo ha conosciuto un altro uomo, più maturo, più comprensibile e con cui va d’accordo.

Ma ecco che dopo anni il Signore ritorna nella Sua grande misericordia e compassione a cercarti. Non che Egli si fosse allontanato da te, ma eri tu che credevi che Dio t’avesse abbandonata, e quando Lo Spirito Santo viene a riscaldarti il cuore, ecco che si riaccende una nuova speranza, e ti chiedi se sarà vero che Dio non si è mai scordato di te! Egli non si è dimenticato e la tua coscienza ritorna ad essere più sensibile. Il tuo cuore si riapre e ritorni a Lui. Riprendi ad andare in chiesa. Adesso ti nasce il dubbio se lasciare l’uomo in cui stai convivendo la tua vita da decenni. Sai che a Dio non piaceva il divorzio e cerchi un rimedio. Forse è meglio restare sola? Ma non hai il coraggio di lasciarlo perché lo ami per davvero, perché hai scoperto che questo è l’uomo che ti rende felice. L’uomo che ti fa tremare il cuore. Allora che fare…? L’ho detto prima e lo ripeto: ogni situazione ha una storia a sè. Ma Dio conosce il tuo cuore; i tuoi dubbi; le tue incertezze.

“L’Eterno è pietoso è clemente, lento all’ira e di gran benignità … Poiché egli conosce la nostra natura; egli si ricorda che noi siamo polvere” (Salmo 103:8, 14).

“Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele è giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità (1Giovanni 1:9)”.

Questa promessa è rivolta specialmente ai cristiani e include anche il peccato di adulterio, sempre che ci sia un pentimento genuino. L’Eterno lo dimostrò chiaramente con il Suo comportamento verso la donna che fu colta in flagrante adulterio (Giovanni 8:4). Gesù, infatti, ricordò agli accusatori della donna che anche loro erano peccatori e che non avevano il diritto di punirla, e poi disse alla donna: “Neppure io ti condanno; va e non peccare più – (Giovanni 8:11)”.

Gesù non condonò assolutamente il suo peccato, ma quando la donna dimostrò di provare un dolore pio e di essere decisa a non peccare più in questo modo, Gesù la perdonò. In situazioni simili i discepoli di Cristo farebbero bene a seguire il Suo esempio. Almeno in questo contesto in particolare, Gesù non mise ulteriori condizioni di libertà della donna e non le ordinò né di tornare dal marito, se ne aveva uno, né di sposare un altro uomo, se fosse stata già divorziata.

Come abbiamo detto, Dio è in grado ed è disposto a perdonare tutti i peccati, compreso quello del divorzio. Dio ci ha chiamati alla pace, non alla schiavitù legale, e può fare in modo che un matrimonio sia riuscito e che la famiglia sia felice a prescindere dalla storia passata delle persone coinvolte, a patto che nelle vie di queste persone ci sia veramente pentimento, fede sincera per la salvezza e desiderio di servire l’Eterno. Queste, però, sono scelte di seconda categoria. Per i giovani che non hanno commesso simili errori è molto meglio, oggi è sempre, cercare il meglio di Dio, il matrimonio ideale che Dio ha stabilito fin dal principio. Un matrimonio simile permette di pregustare il Paradiso, perché è figura dello Sposo celeste e della Sua casta Sposa.

Ferrentino Francesco La Manna | Notiziecristiane.com
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