Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia

Domanda: Conosco il Signore da sette anni, ma nessuno della mia famiglia si è ancora convertito a Gesù. Ma la Bibbia non dice:

“Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia” (Atti 16:31)

Risposta: “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia (Atti 16:31)

Detto così sembra scontato che chi si converte al Signore, automaticamente avverrà anche ai loro familiari, ai loro figli, ai loro mariti e alle loro mogli. Non è per niente scontato e non è vero. Ho visto nella mia vita persone, figli di cristiani, o genitori di cristiani, morire senza dare il cuore a Dio. Purtroppo, molti leggono la Scrittura in modo superficiale o addirittura non la leggono affatto. Dicono cose per sentito dire e non perché lo hanno appreso direttamente dalla Parola di Dio. Molti si rincuorano, che un giorno i loro amati, “comunque” verranno salvati, perché “lo ha detto la Bibbia”. Ma la Bibbia non ha detto precisamente così. Bisogna dare una spiegazione spirituale a un fatto biblico!

“Quando il carceriere di Filippi… vide tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gli gridò ad alta voce:

“Non farti del male, perché siamo tutti qui”. Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e, tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; poi li condusse fuori e disse: “Signori, che debbo fare per essere salvato?” Ed essi risposero: “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia” (Atti 16:27-31).

Però, la parola del Signore continua dicendo:

“Poi annunciarono la Parola del Signore a lui e a “tutti” quelli che erano in casa sua. Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con TUTTI i SUOI. Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con TUTTA la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio (Atti 16:31-34).

Che cosa successe dopo che l’apostolo Paolo disse: “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia?” Il carceriere li portò a casa sua, credette e creò un’opportunità per i suoi familiari. Li fece ascoltare la “Parola” del Signore, dopo aver testimoniato egli stesso della potenza di Dio. Quindi, ebbe cura di loro “lavò le loro piaghe”, dimostrò amore e riconoscenza, tanto che venne “battezzato” lui e, i suoi “familiari” in quella sera stessa. Poi si rallegrarono, mangiando e dialogando del Signore Gesù, perché “aveva creduto!” Anche se qui, l’espressione è singolare perché si parla del carceriere, alla fine credettero tutti, perché “TUTTI” furono battezzati.

Spesso sentiamo persone che hanno mariti o mogli o figli non convertiti, e se gli chiedi come mai non sono ancora salvati, ti rispondono che loro credono “alla promessa di Dio” che salverà loro e la loro casa. Magari anche se questo non avviene da anni o da decenni, loro non si preoccupano, perché credono “alla promessa”. Io non dormirei sonni tranquilli. Quello che dobbiamo fare è non dormire sugli allori, non dormire su speranze che forse non si concretizzeranno mai. Noi abbiamo il compito non di dire “il Signore ha detto che salverà me e la mia casa”, ma di darci da fare per i nostri cari. La promessa non è delegata in un futuro remoto, ma a “subito” come fece il carceriere di Filippi. Il detto dice che il ferro va battuto quando è ancora caldo. Con il tempo i nostri cuori possono essere soggetti a scoraggiamenti, a prove e perfino allontanamenti momentanei dalla fede. Tutto ciò può accadere mentre i nostri cari non hanno ancora fatto una scelta e stanno camminando sulla strada “larga”, la cui fine è l’inferno. Bisogna innanzitutto che diamo buona testimonianza (spesso è proprio il contrario e i figli dei convertiti, invece di avvicinarsi al Signore si allontanano) perché quelli di casa nostra, finché non saranno salvati, saranno i nostri primi giudici, saranno quelli che ci punteranno il dito contro quando cadremo, perché sono animati da uno spirito carnale. Bisogna pregare per loro, intercedere sempre ogni giorno davanti al trono di Dio. Purtroppo, certe persone, certi credenti si danno da fare più per apparire belli nella chiesa, avere un ruolo importante, diventare consiglieri, monitori, responsabili etc., mentre si disinteressano quasi completamente dei loro cari inconvertiti, se non, solo nelle loro litanie domenicali, “pregando e ricordandoli” davanti alla assemblea dei santi. Il Signore ci dice che prima i figli di Israele devono avere il pane e poi gli altri. Spesso vogliamo andare a fare i missionari nelle case degli altri, mentre i nostri figli non hanno ancora fatta nessuna esperienza con Gesù. Per questo, nella tua famiglia forse non c’è nessun convertito ancora, devi essere più decisa, e credere che Dio lo può fare e lo farà. Devi pregare il Signore sempre, dobbiamo essere noi stessi a chiedere e a mettere fretta al Signore. Il Signore gli piace essere disturbato dai Suoi figlioli per chi Gli prega e Gli fa richieste giuste e adeguate ai Suoi stessi pensieri. Questo messaggio non è di condanna per chi ha parenti inconvertiti, né per te né per chi legge, ma per dirti non basatevi su promesse incomplete, ma datti da fare a intercedere per loro, davanti al trono di Grazia. Poi ci sono le eccezioni di chi nonostante abbia ricevuto una brutta testimonianza in famiglia, si converte lo stesso, e chi invece nonostante le preghiere e un ottima testimonianza, mantiene un cuore indurito davanti a Dio. Ma sono eccezioni e non è la regola. La regola è una buona testimonianza e una vita di preghiera, affinché ogni nostro caro venga anch’egli ai piedi della Croce di Cristo

Francesco Francesco La Manna | Notiziecristiane.com
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