Divorzio… perché?

Domanda:
Parlando del suo rapporto con il marito, una sorella mi confidò di non sopportarlo più perché si sentiva oppressa dal suo carattere. Era talmente sfinita al punto di desiderare di morire e andare con il Signore.

Risposta:
Analizzando i comportamenti umani, l’uomo per istinto fugge da tutto ciò che lo spaventa. C’è lo abbiamo nel nostro DNA. Si chiama: Istinto di conservazione che Dio ha messo anche negli animali. (Genesi 2:17). Qualsiasi cosa mina il nostro corpo, per istinto reagiamo con comportamenti insoliti. Per esempio, tempo fa davanti a un falso allarme in piazza affollata, tutti, istintivamente, fuggirono come una mandria impazzita, gridando e calpestando tutto e chiunque. Accadde a Torino. Una notte di caos e paura, poco prima della conclusione della finale di Champions League, in piazza San Carlo tra le migliaia di persone che stavano seguendo la partita sul maxischermo. Un falso allarme, probabilmente lo scoppio di un petardo ha scatenato il panico, dando il via a una fuga incontrollabile delle moltissime persone presenti. Ci furono oltre 1500 feriti. Avere calma e sangue freddo in certe situazioni è davvero una virtù.
Tantissime persone soffrono di stati ansiosi anche in situazioni normali.
Nemmeno i cristiani ne sono immuni. Spesso hanno attacchi di ansia per tantissime ragioni: mancanza di lavoro, mancanza di soldi, malattie, futuro incerto, poca fede, prove e quant’altro. Dio ci mette alla prova. Nelle difficoltà possiamo misurare la nostra fede, e in quelle difficoltà Dio vuole trasmetterci qualcosa; darci la possibilità di crescere spiritualmente e diventare maturi nella fede. Qualcuno storcerà il naso, perché a nessuno piace soffrire, ma se il Signore ce le manda una ragione c’è sicuramente.
Spesso sento fratelli che si lamentano delle mogli inconvertite, o viceversa le mogli si lamentano dei mariti inconvertiti. Ma ambedue si sono chiesti se quel carattere che tanto fa “stizzire” non sia una prova da parte di Dio affinché il carattere venga affinato e porti bene all’interno della coppia?
(Sia chiaro qui sto parlando di conversioni avvenute dopo il matrimonio).
Spesso ci arrabbiamo e andiamo in crisi e non sappiamo che fare con quella “capa tosta”. Convinti che potremmo dare il meglio di noi stessi se quel marito, o quella moglie, fosse come lo si vorrebbe. Quindi, se si è deboli nella fede si ha la scusante del marito con il brutto carattere. Spesso lo vediamo come una spina nella carne che va a fermare il cammino spirituale, eppure nonostante la spina, Paolo ha continuato la sua corsa. Tu invece vuoi morire come Elia!
Solo perché il tuo partner non è come te, stai con le quattro ruote a terra. Quindi, se non fosse stato per quella “spina nella carne”, cioè il caratteraccio di tuo marito, saresti diventata forte nella fede? Quindi se si è deboli è colpa di qualcuno, è colpa dell’altro?
Sia chiaro, lo dico a tutte le donne, se tuo marito ti alza le mani, scappa da quella casa e denuncialo per aggressione. Questa non è una prova, è la cattiveria di un uomo malato. Nessuno ha il diritto di essere violento con la propria moglie. L’uomo che alza le mani su una donna è un delinquente, anche se è un cristiano, perché è evidente che non ha capito nulla del vero cristianesimo, di come bisogna condursi e come bisogna trattare la propria carne.
Dunque, ritornando al discorso di prima…crescendo nella fede scopriremo delle virtù, scopriremmo la pazienza, la tolleranza. Come credenti siamo chiamati ad essere più pazienti con il nostro partner inconvertito. Certo non sono tutte prove che Dio manda, ma, nelle situazioni peggiori potremmo tirar fuori la vittoria. A volte capita anche fra entrambi i coniugi credenti si hanno differenze di opinioni, e spesso si ci arrabbia e spesso si pecca!
Ogni qualvolta che ottenevo una vittoria nella fede, mia moglie il giorno dopo era lì che mi faceva la guerra. E io ritornavo da vincitore a perdente, perché discutevo e mi arrabbiavo. Fino a quando decisi di affidarmi a Dio totalmente: anche se mi fosse passata sopra i piedi con un tosaerba, dovevo restare calmo. Mia moglie mi istigava (ma non lo faceva apposta, era il nemico) , e io non le rispondevo, lei incalzava di più, io nel mio intimo pregavo, anche se a lei sembravo indifferente. Due o tre volte bastarono: mia moglie non mi dette più fastidio. Il nemico si arrese. Giacomo ci esorta “ … resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi.”
Sia chiaro, anch’ io, a volte, sono stato complice del nemico senza saperlo. Molti addirittura arrivano a separarsi per incompatibilità di carattere. E parlo di persone “cristiane”, persone che sono scesi nelle acque battesimali. Persone addirittura che hanno ricevuto il battesimo nello Spirito Santo. Spesso senti i loro discorsi mondani:
“Lo sò che è peccato, ma vivere con quella donna è come vivere all’inferno… no, non potevo più stare neanche un minuto più con lei. I figli? Capiranno!”
“Separarmi da mio marito è stata veramente molto dura, noi siamo… “cristiani”, quindi il divorzio… è… peccato… diciamo… ma ho fatto la scelta giusta, non c’era altra soluzione. Vivere con quell’uomo, era come vivere in guerra tutti i giorni!”
Questi sono due esempi su migliaia di coppie “cristiane” che hanno seguito i propri desideri, il proprio orgoglio senza mai calcolare il parere di Dio.
Queste coppie, purtroppo, raccoglieranno quello che di amaro hanno seminato. Spesso finiscono anche nel mondo senza ritornare mai più ai piedi di Cristo Gesù.
I caratteri dei nostri coniugi ci rivelano quelli che veramente siamo, ci rivelano la temperatura della nostra fede. Sorella, fratello… non piangere più, quando il nemico ti attacca per mezzo della persona amata, non vedere in lui un potenziale nemico, ma prega in silenzio, per lui/e e per te, e vedrai che Dio ti darà la vittoria. Non è facile, lo sò, ma se la fede sposta le montagne, allora può cambiare, addolcire, anche i nostri caratteri.


Ferrentino Francesco La Manna | Notiziecristiane.com
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