Dubai: Taxi per prigione

dubaiLa meravigliosa Dubai era proprio lì davanti ai miei occhi, la giornata incominciò subito bene, e un sole splendente iniziava a scaldare la città.

Lasciato l’hotel e percorsi appena cinque minuti in auto passammo subito dall’esclusivo hotel a forma di vela; non l’avevo mai visto di presenza, solamente in TV o in qualche foto sul web, ma vederlo dal vivo mi accese subito un’emozione; un’opera davvero particolare, bella, maestosa, ammirevole nella sua robustezza, elegante e nello stesso tempo raffinata. La suite imperiale sospesa in aria ha un costo di 33.000 euro a notte, e prenotarla, in sostanza, é impossibile vista la continua richiesta dei ricchi sceicchi che la occupano, per svariati servizi, insomma cose dell’altro mondo…

A rovinare la giornata però ci pensò la fortissima tempesta di sabbia, che in pochi minuti ricoprì tutto di piccolissimi e finissimi granelli di sabbia; i miei occhi non riuscivano a stare aperti e cercavo riparo dentro qualche struttura, avevamo ormai lasciato l’automobile (presa in affitto) parcheggiata al sicuro; e decidemmo di cambiare strategia e di muoverci in taxi, giacché il GPS non riusciva mai a indicarci una strada giusta.

Dubai, infatti, è talmente in continua evoluzione di giorno in giorno, che nemmeno i navigatori GPS riescono a stargli al passo, un continuo nascere di nuove strade, rotonde, edifici, etc

Quindi, non ci restava che aspettare la fine della tempesta e bloccare, stile Football americano, il primo taxi in prossimità della nostra direzione. In quel momento desideravo anch’io uno di quei turbanti in testa, per coprirmi almeno il viso e respirare meno possibile la sabbia che già avevo in gola, una sabbia fastidiosissima che aveva tutte le sembianze di una polvere di cemento.

In quel momento a colpire la mia attenzione era una Ferrari lussuosissima parcheggiata proprio vicino a me, ricoperta totalmente di sabbia; e dire che il tutto era accaduto all’istante, con una rapida successione di forti venti che soffiavano da est. In tutti gli Emirati Arabi quando il vento soffia di così forte intensità, il governo addirittura chiude anche le scuole e la maggior parte delle attività viene sospesa per giorni interi, ovviamente, per prevenire incidenti dovuti alla scarsa visibilità lungo le strade.

Finalmente! Un taxi ci nota, l’accostarsi del driver non solo ci offrì riparo, ma soprattutto ci diede dell’aria fresca per i polmoni che piano piano ripresero a incamerare aria pulita.

Avevo finalmente ripreso a respirare in maniera regolare, e non mi restava altro che passare al “driver” l’indirizzo della destinazione.

L’uomo mi guardò con aria triste ma sicura e annuendo con la testa mi fece capire che conosceva perfettamente il luogo che avremmo dovuto raggiungere.

Gli occhi dell’autista mi lasciarono per un attimo perplesso, avevo notato qualcosa di strano, proprio cosi, qualcosa di strano e profondo allo stesso tempo avevano attirato la mia attenzione.

Gli chiesi subito il suo nome e mi rispose in maniera fredda: Fuaad Hamed con un H pronunciata in maniera impeccabile.

Iniziammo un dialogo piacevole, per strada c’era traffico, e la rotta prevedeva almeno 30 minuti d’attesa… Era un 50enne del Pakistan arrivato parecchi anni fa’ con un unico obiettivo: trovare lavoro e spedire del denaro alla sua famiglia.

Chiesi subito se gli mancasse un po’ la sua patria, i suoi affetti e la sua gente; Fuaad mi diede subito una risposta abbastanza diretta: “Quando sei in un paese che non è il tuo paese, e sei lì perché sei un turista, all’inizio casa non ti manca mai, vedi i posti più belli e ti godi la vacanza, ma quando sei in un paese che non è il tuo e sei costretto a lavorare per tirare avanti, posso garantirti che conosci i posti più brutti e speri sempre di andare via, prima possibile”.

Capii subito che quell’uomo non era per niente felice e che ciò che mi aveva appena condiviso era frutto di una profonda tristezza portata in cuore… Piano piano iniziò ad aprirsi sempre di più, lo lasciai parlare, ascoltarlo era un mio dovere.

Mi chiese di aprire la mano, ed io lo feci, poi mi disse vedi la parte delle unghie? Mi rispose: “Vedi, è una mano ben curata splendente e molto giovane.

Poi mi disse: “Adesso capovolgila”. Vedi, All’interno è piena di linee rugose e non più cosi bella come prima, ecco questa è Dubai; da fuori bella piena di lusso perfetta per i turisti, vissuta da dentro invece migliaia di gente poveraccia come me costretta a lavorare ogni giorno senza sosta.

Rimasi esterefatto dall’esempio che Fuaad mi aveva fatto; il suo tono di voce era spento e molto malinconico, volevo aiutarlo ma non era ancora arrivato il momento di rispondere, dovevo continuare ad ascoltare, facendogli capire che ero lì con il corpo e con lo spirito.

Fuaad continuò a ruota libera a parlare della sua vita e del suo lavoro di tassista… Mi raccontò che la compagnia per la quale lavora (che noi di notiziecristiane.com per privacy abbiamo oscurato) detiene il suo passaporto come condizione lavorativa, lasciandolo quindi incastrato e senza possibilità alcuna di uscire dal paese, una vera e propria prigione…

I suoi orari lavorativi sono ogni giorno dalle 06.00 a.m. alle 06.00 p.m., ossia dodici ore no stop e senza giorni di riposo. Ogni due anni di lavoro, quindi, 730 giorni lavorativi, ottiene indietro il suo passaporto per tornare dalla sua famiglia per un totale di 45 gg di vacanza.

La sua famiglia è numerosa: una moglie e quattro figli più una suocera. E i figli il giorno del rientro del padre piangono per la gioia, mentre il giorno della ripartenza piangono di nuovo, ma per tristezza. Il più piccolo Adil di 6 anni sogna già di fare il pilota di aerei per andare un giorno a Dubai e far rientrare Fuaad a casa.

La paga di Fuaad è di 800 dollari al mese, di cui spende metà per sostenersi e metà per spedirli alla famiglia.

Dopo questa interminabile serie d’informazioni Fuaad mi guarda e mi dice: E’ la legge del più forte, il pesce più grande mangia sempre il pesce più piccolo ed io sono il pesce più piccolo.

A quel punto sentivo forte lo Spirito Santo suggerirmi le seguenti parole: No Fuaad non dire così, forse sarai il pesce più piccolo su questa Terra, ma posso garantirti che Gesù ti vede già grande nel regno dei cieli, conosci Gesù, Fuaad?

Fuaad mi guarda con occhi ormai pieni di lacrime pronte a sgorgare, ma che improvvisamente si asciugavano dentro i suoi occhi, prima di dirmi: “Si ho sentito parlare di Gesù, grazie per le tue parole, sei un Cristiano? Si rispondo prontamente, e tu Fuaad?  Sono musulmano e spero davvero che un giorno sarà come tu dici.

Il viaggio volgeva al termine e non mi rimaneva che un ultimo saluto prima di saldare la corsa:

-Fuaad quanto pago chiesi io;

Niente, rispose lui, va bene cosi;

-No Fuaad non se ne parla nemmeno dimmi cosa ti devo;

Hai reso un giorno triste felice e questo ha più che pagato il conto con quel Gesù di cui tu parli e mi ha dato speranza.

Rimasi totalmente stupito dalla sua risposta, ma dopo tutto ciò che c’eravamo detti non potevo andare via cosi. Dallo screen del taxi vidi l’importo segnato, e fu allora che decisi di dare esattamente il doppio di quanto segnava il tassametro.

Poi prima di andare via gli dissi: Pregherò per te Fuaad affinché il Dio di cui ti ho parlato prima possa rivelarti quanto ti ama e che lui è l’unica via, l’unica verità, e l’unica vita.

Ringrazio il Padre Eterno per l’opportunità di predicare la buona notizia in ogni dove e in ogni luogo.

Oggi, purtroppo, la cultura e la società ci portano a pensare che predicare l’evangelo significhi riempire gli stadi, avere delle casse a tutto volume o finire in tv, ma il più grande palcoscenico per Gesù non fu mai uno stadio, una chiesa enorme, o un mega piazza allestita con casse e microfoni, per Gesù ogni giorno era un’ottima occasione per predicare l’evangelo, per Gesù ogni cuore era un cuore da conquistare con l’amore del Padre, la compassione del Figlio e la potenza dello Spirito Santo.

Il mondo è pieno di Fuaad, di gente che sta aspettando la buona notizia! Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio (Romani 8:19) .

Alessandro Russo – notiziecristiane.com


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