E ora brucia anche l’Australia!

L’emozionante salvataggio del piccolo koala in una Australia avvolta dalle fiamme sta facendo il giro del web, mentre nessuno dei media fa caso che questo colossale rogo giunge ad appena qualche settimana dai devastanti incendi in California che hanno causato 83 vittime, oltre che danni incalcolabili all’agricoltura e alle case, ivi comprese le lussuose ville di celebri star del cinema mondiale.

Il fronte di fuoco senza precedenti che adesso brucia l’Australia ha raggiunto i confini dei sobborghi di Sydney e di altre città importanti, malgrado le autorità locali hanno timore che gli incendi potrebbero continuare anche per mesi. Secondo il bollettino meteorologico, si è vicini al livello “catastrofico” perché l’alta temperatura (media 40 gradi) e l’assenza di umidità favoriscono le forti raffiche di vento che stanno mettendo a dura prova i vigili del fuoco accorsi persino dalla Nuova Zelanda. I boschi bruciano da giorni e sono almeno un’ottantina i focolai di incendi in tutta la nazione: quattro al momento i morti accertati, mentre le autorità locali hanno fatto chiudere molti istituti scolastici e fatte evacuare diverse abitazioni. Secondo le statistiche, è dal 1994 che non si verifica un disastro di queste proporzioni tant’è vero che il forte vento ha generato una specie di colossale “tempesta di fuoco” con fiamme sino a 60 metri di altezza che stanno avvolgendo interi territori resi aridi dalla siccità di questi anni.

Se a questi terribili eventi aggiungiamo gli incendi di agosto scorso che hanno bruciato gran parte dell’Amazzonia, che rappresenta il “polmone verde” del mondo per via dei suoi cinque milioni di km quadrati di vegetazione, ci accorgiamo veramente che i cambiamenti climatici si vanno intensificando man mano che si avvicina il ritorno di Cristo. Senza dimenticare che questo avvenimento biblico epocale non è collegato solamente a fenomeni di natura atmosferica degli ultimi tempi (Matteo 24, Marco 13, Luca 21), ma è anche e soprattutto associato al carattere morale della società che precederà la grande tribolazione, è bene ricordare ancora una volta che l’analisi dettagliata di Paolo apostolo in 2^ Timoteo 3 va somigliando sempre di più alle news di cronaca di qualsiasi tiggì di questi tempi. E’ pur vero che gli incendi hanno non di rado una matrice dolosa (piromani), ma l’incuria e lo sfruttamento del suolo motivati da varie speculazioni (deforestazione) comportano drammatiche conseguenze per chi maltratta la terra piuttosto che “soggiogarla” e curarla (Genesi 1:28).

E i segni si vedono! Pertanto, esorto il lettore a non adeguarsi alle cattive notizie che arrivano da ogni parte del pianeta ma, al contrario, a mantenere ferma la sua confessione di fede perché “Colui che ha da venire, verrà e non tarderà” (Ebrei 10:37).

Salvatore Di Fede | Notiziecristiane.com

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un "Mi Piace" qui sotto nella nostra pagina Facebook