Ecco come prendere esempio dall’Ungheria, il Paese con la più robusta politica familiare

Tutti gli esperti demografici stanno guardando all’Ungheria, il paese con le politiche pro family e pro natalità più ‘robuste del pianeta’.

L’ultima notizia è che, a partire dal 1° gennaio 2022, non ci sarà nessuna tassa sul reddito per chi ha meno di 25 anni, un’iniziativa importante per i giovani e per il loro desiderio di famiglia e natalità. Già lo scorso anno il governo ungherese aveva detto che il paese aveva bisogno di bambini, la priorità non era solo quella di affrontare la crisi da Covid e dell’economica, ma anche quella di “incoraggiare la continuazione delle nostre famiglie per diverse generazioni”. Un paese che mette le persone al primo posto e le generazioni future come priorità è oggi una mosca bianca nel dibattito europeo ed internazionale.

Da ormai 50 anni, infatti, l’Occidente sta sperimentando una fertilità inferiore al tasso di sostituzione di poco più di due figli a coppia e nessuno sa davvero come rimediare, ma sappiamo cosa succederà se non lo facciamo. Nel 1963 l’Ungheria aveva il tasso di fertilità più basso del mondo (1,81), sceso all’1,29 nel 1999. Alla fine ha raggiunto l’1,41 nel 2015 e si attesta all’1,53 per il 2020. Tutte le indicazioni attuali prevedono che il numero di nascite sia in aumento. Come mai?

Nel 2019 il Piano d’azione per la protezione della famiglia, ovvero un pesante pacchetto di incentivi per avere più figli, includeva: Esenzione dall’imposta sul reddito a vita per le donne con quattro o più figli; Congedo di maternità pagato per tre anni; Prestito di 35.000 dollari senza interessi per le donne sotto i 40 anni che si sposano per la prima volta e se la famiglia alla fine ha tre figli, il prestito viene condonato; Generoso sussidio per il mutuo sulla casa per famiglie con due o più figli; Le famiglie con tre o più figli hanno diritto a un sussidio governativo di 9.000 dollari per l’acquisto di un’auto a sette posti; Creazione di 21.000 asili nido entro il 2022; Campi estivi scontati per i bambini; Pagamenti per la cura dei bambini ai nonni che si occupano dei nipoti; Congedo familiare per i nonni che lavorano e che si prendono cura dei nipoti appena nati; A partire dal 2022, nessuna tassa sul reddito per chi ha meno di 25 anni.

I benefici sopra descritti sono condizionati all’occupazione. Gli incentivi entrano in vigore quando le donne incinte raggiungono il secondo trimestre di gravidanza. Secondo il Ministro della Famiglia, Katalin Novák, “questo è un aspetto filosofico per noi. Crediamo che la vita inizi al momento del concepimento. Diamo valore ai bambini non ancora nati, non solo a quelli nati. Gli aiuti previsti del Piano per la famiglia sono accessibili anche per gli ungheresi che vivono oltre i confini dello Stato, in Transilvania, Serbia, Slovacchia o Ucraina”. L’Ungheria investe un enorme 5% del PIL nel sostegno alle famiglie.

Fanno sul serio, dunque, e vedremo nei prossimi anni come funzionerà. Il Governo dichiara che nell’ultimo decennio c’è stato un aumento del 24% delle nascite, un calo del 40% degli aborti, il 40% di matrimoni in più e il 29% di divorzi in meno. Inoltre, la scorsa settimana, su iniziativa ungherese, il Gruppo dei paesi di Visegrad (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica ceca) ha deciso di stringere una collaborazione permanente per promuovere le politiche famigliari e della natalità. Poco? L’Europa e l’Italia hanno solo da imparare.

https://www.provitaefamiglia.it/blog/ecco-come-prendere-esempio-dallungheria-il-paese-con-la-piu-robusta-politica-familiare

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