Emergenza, disprezzo e violenza

NELLA FOTO: Cristiano aggredito dopo la demolizione della sua casa in India

Mentre la fine dei provvedimenti al contenimento del virus stanno gradualmente accompagnando le persone verso una nuova quotidianità, una triste realtà sembra scoprire lentamente il suo velo: Gli atti di persecuzione verso i cristiani sono continuati nel silenzio delle mura domestiche.

Per settimane il mondo ha assistito ai graduali progressi della lotta al Covid-19, come se tutto fosse sospeso, come se anche il tempo si fosse fermato. Ma la persecuzione non ha dato tregua. Un partner locale di Porte Aperte, parlando della persecuzione dei cristiani nel suo Paese, ha affermato: “Non ci sono bombardamenti, ma la situazione è drammatica… e purtroppo non finirà mai tra le prime pagine dei giornali!”.

Giovane cristiana picchiata nella sua casa
È accaduto in un paese dell’Asia, dove una ragazza adolescente è stata molestata per giorni dai musulmani del quartiere a motivo della sua appartenenza a una famiglia cristiana. Poi, dopo una serie di minacce, alcuni uomini sono entrati nella sua casa buttandola a terra e picchiandola ferocemente. Anche i suoi familiari sono stati colpiti nel tentativo di difenderla. Nonostante le ferite evidenti la polizia non è intervenuta. Un nostro collaboratore, riferendosi a questo episodio, ha detto: “La violenza contro i cristiani continua ed è sempre più difficile fuggire da essa”.

Siamo cristiani, a nessuno importa di noi!

In un altro paese asiatico un pastore ha espresso con queste parole la sua frustrazione: “Siamo cristiani, a nessuno importa di noi!”.

Alcuni cristiani indiani, mentre cercavano di reinsediarsi nelle loro abitazioni dopo essere stati cacciati dai loro villaggi, hanno trovato le case distrutte e ricevuto botte dagli estremisti indù come punizione per la loro conversione al cristianesimo.

Anche in Bangladesh i cristiani stanno affrontando una palese discriminazione. Uno di loro ci ha riferito: “Quando ho chiesto gli aiuti alimentari le autorità mi hanno mentito sostenendo che fosse finito tutto. Poi, ridendomi in faccia, hanno detto che dovevo rivolgermi a un’organizzazione cristiana”.

Questi atti di persecuzione violenta non fanno che ricordare ai cristiani quanto essi siano disprezzati, facendo sorgere, oltre alla sofferenza fisica, anche una sensazione di rifiuto e abbandono. Ecco perché una semplice visita ha un enorme valore per queste famiglie cristiane: “La vostra presenza ci ricorda che non siamo soli e che qualcuno ci ama e si prende cura di noi. Questo è per noi un faro di speranza”.

Porte Aperte Italia

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