Epidemie, invasioni di cavallette, disagi ambientali: siamo davvero negli ultimi tempi?

Secondo l’OMS, ad oggi la pandemia da Coronavirus ha causato oltre 10.000.000 di casi in tutto il mondo. L’Italia ha registrato un’importante deflessione della curva epidemiologica, passando da terzo a nono Paese per numero di casi. In particolare, ad oggi (1/7/2020) il numero di casi di infezione attiva è pari a poco più di 30.000. Le Unità di Terapia Intensiva di numerosi ospedali si sono praticamente svuotate e, inaspettatamente, nonostante la maggiore esposizione al contatto sociale, non si è ancora osservata una ripresa del numero dei contagi. I dati epidemiologici lasciano ben sperare. In base ad essi, il Prof. Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare dell’Ospedale San Raffaele di Milano, sostiene si possa procedere verso la riapertura dei contatti, favorendo la ripresa economica del Paese.

I dati epidemiologici relativi al Coronavirus hanno per mesi catturato l’attenzione pubblica, distogliendola da eventi altrettanto catastrofici. Già da mesi, numerose invasioni di cavallette minacciano il settore agro-economico di moltissimi Paesi in tutto il mondo: si parla infatti, cumulativamente, di circa 70 miliardi di insetti volanti che ricoprono oltre 740 chilometri quadrati! Nel 2020 si contano già 23 paesi tra Africa orientale, Medio Oriente e Asia minacciati da questo fenomeno. Secondo la Banca Mondiale, relativamente ad India e Pakistan, si tratterebbe della “peggiore invasione di cavallette degli ultimi 70 anni”. Tra l’altro, a maggio, ne è stata colpita anche la Sardegna. Questi eventi hanno portato l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) a segnalare la gravità della situazione: le cavallette hanno prodotto un danno in decine di migliaia di ettari di terre coltivate e pascoli in Etiopia, Kenya e Somalia, con ripercussioni importanti in una regione in cui già 11,9 milioni di persone sono esposte a insicurezza alimentare.

Oltre alle cavallette, i cambiamenti climatici rappresentano un’altra importante problematica di questo periodo. Recentemente, circa 200 città e villaggi in Ucraina sono stati danneggiati da una grave inondazione, che avrebbe distrutto migliaia di abitazioni, strade e decine di ponti, lasciando tantissime persone sprovviste di luce e gas. Anche in Cina, proprio qualche giorno fa, si è abbattuta una pesante inondazione, che ha colpito 650.000 persone in 22 città, distruggendo 100.000 abitazioni, per un danno stimato pari a circa 3,5 miliardi di dollari. Ciò che colpisce l’attenzione è che non si tratta di luoghi geografici suscettibili a tali fenomeni e, tantomeno, il periodo dell’anno in cui si stanno verificando è certamente insolito.

Questi fenomeni certamente destabilizzano l’animo dell’uomo, reso sempre più impaurito e insicuro dalla mancanza di certezze. Eppure, questo periodo storico è perfettamente descritto, con dovizia di dettagli, in molti capitoli della Bibbia (es. Daniele 7, Matteo 24, Apocalisse 13, ed altri). Questi capitoli, per quanto scritti in periodi storici e da uomini diversi, sembrano essere guidati dalla medesima mano e dalla medesima intenzione e rappresentano un tentativo da parte di Dio di rassicurarci, affinché non temiamo questi tempi, circa i quali siamo già stati avvisati, ma li affrontiamo con la giusta consapevolezza. 

Fonti

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