Essere i primi della classe non significa essere bravi

C’è sempre una radicale differenza tra l’essere i primi della classe e l’essere bravi. I primi della classe possono esserlo semplicemente perché hanno imparato bene la lezione. I bravi invece lo sono perché l’hanno capita, e per questo possiedono la materia in una maniera più autorevole. I Vangeli ci dicono che Gesù parlava con autorevolezza, non a memoria. È come se volesse suggerirci che il cristianesimo è credibile solo a partire dall’aver fatto nostro ciò in cui crediamo e non semplicemente da saperlo perché letto da qualche parte.

Tutti possiamo conoscere la teoria, ma ciò che fa la differenza è la pratica nel quotidiano,nelle vicende costanti della vita.

Questo mostra come la conversione e la fede non sono cose che arrivano con effetti speciali, ma sono doni che necessitano della nostra decisione di accoglierli e viverli. Sono opere si’ del Signore, ma sono le nostre decisioni a permettere ad esse di manifestarsi nella nostra vita. I discepoli hanno ricevuto la chiamata di Gesù, ma hanno scelto di seguirLo. La conversione inizia quindi, quando decidi di iniziare a guardare la tua vita da un’altra prospettiva, affidandoti a uno sguardo infinitamente più lungimirante, misericordioso, tenero: quello di Dio. E la fede nel Vangelo è scegliere di credere in questo sguardo, che non si distoglie un attimo da noi, che crede in noi anche quando siamo i primi a non farlo.

Vincenzo Lipari

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