Quando è stata l’ultima volta che hai fatto una passeggiata?
Io adoro fare passeggiate con mia moglie. Credo che io e Laura abbiamo le nostre migliori conversazioni quando facciamo una lunga camminata, ed è un modo così semplice per trovare complicità. Quando usciamo per avviarci prendiamo i nostri cani, scegliamo un percorso familiare, ignoriamo i nostri telefoni, mettiamo un piede davanti all’altro e parliamo. Mi piace un sacco!
A dire il vero, le nostre passeggiate sono un po’ diverse da quelle degli altri. Mia moglie è cieca e quindi quando camminiamo, dobbiamo rimanere connessi fisicamente e verbalmente. Devo stare attento a tutto ciò che può farla inciampare e spesso devo suggerirle: “c’è un gradino in arrivo” o “passo a destra, c’è del fango”. Questo stare concentrato non mi dispiace affatto perché amo servire mia moglie, ma ho anche notato che spesso sono così preso a guardare in basso, che dimentico di guardare il mondo fantastico che Gesù ha creato per noi. Un altro modo in cui Dio ci parla è attraverso la Sua creazione!
‘infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili ‘Lettera ai Romani 1:20
Non so tu, ma io amo il modo in cui le montagne maestose possono parlare di pace alla mia anima. Adoro il modo in cui un fiume che scorre lento può portare calma al mio cuore frenetico. Mi piace tanto il modo in cui un’aquila in volo può chiamarmi alla presenza di Dio. La chiave è che devo fermarmi, guardare e ascoltare per poter sperimentare Dio nella Sua creazione.
Quand’è stata l’ultima volta che hai fatto una lunga passeggiata e hai semplicemente ascoltato Dio mentre ti parlava attraverso la Sua creazione? Fallo oggi! Fallo subito! Lui ti parlerà, e la tua conversazione con Lui potrebbe essere l’inizio di un miracolo! Non rimanere bloccato a guardare il sentiero davanti a te. Alza anche gli occhi e osserva la maestà di Dio! Se hai paura di inciampare, ricorda la promessa di Dio contenuta nel Salmo 121:
‘Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà. Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà. Il Signore è colui che ti protegge; il Signore è la tua ombra; egli sta alla tua destra. Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte. Il Signore ti preserverà da ogni male; egli proteggerà l’anima tua. Il Signore ti proteggerà, quando esci e quando entri, ora e sempre.’Salmi 121:3-8
Di recente un amico mi ha chiesto se mi sono mai stancato di vedere per due persone, quando cammino con Laura. Dio mi ha parlato in quel momento e ho potuto rispondere: “Il bello è che non solo posso vedere la creazione di Dio, ma posso anche descriverla a Laura”. Lei “vede” con le sue orecchie attraverso il mio racconto, e le cose che mia moglie condivide con me riguardo i suoni della creazione di Dio sono incredibili!
Non lasciarti distrarre dalle sfide di oggi. Dio sta parlando! Fermati, guarda e ascolta.
Robin Dion Myers, un uomo di 63 anni da oltre trent’anni nel braccio della morte in Alabama (Usa), non morirà inalando azoto puro: la governatrice Kay Ivey ha commutato la condanna a morte in ergastolo senza possibilità di libertà vigilata, rendendo Myers il primo uomo nella storia moderna di quello Stato a ricevere clemenza in un caso di pena capitale. Secondo il Death Penalty Information Center, in Alabama, sono 157 le persone attualmente condannate alla pena capitale; dal 1976 lo Stato ha giustiziato 78 persone, e già sei nel solo 2024.
8 giugno 1972: gli elicotteri americani bombardano un villaggio vietnamita con bombe al Napalm. Kim Phúc aveva soltanto nove anni. Quel giorno fu fotografata mentre scappava nuda, in lacrime, un’immagine che fece il giro del mondo e che ben presto sarebbe diventata un’icona della guerra del Vietnam. Quel villaggio era stato sequestrato dai soldati vietkong, per questo fu bombardato. Le bombe al Napalm contenevano un gas vischioso che si attaccava ai vestiti e al corpo bruciando tutto.
Adorare il Signore è un atto di riconoscimento della Sua grandezza, bontà e santità. In un’epoca in cui spesso ci sentiamo sopraffatti dalle sfide quotidiane, l'adorazione diventa un momento di umiltà, un modo per ricordarci della nostra posizione nei confronti del divino. È un richiamo a fermarci e riflettere su ciò che è veramente importante.
La Corte ha infatti sottolineato che l'assenza di un adeguato sistema di cure palliative può indurre i pazienti a percepire la morte assistita non come una scelta libera, ma come un dovere imposto dalle circostanze, alimentando una "pressione sociale indiretta" che può portare i malati a sentirsi un peso per la società e per i propri cari, come tra l’altro la stessa Consulta aveva già affermato con la sentenza n. 135/2024.
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