“Festival” della cannabis a Milano. Ma la droga è sempre droga…

Incredibile ma vero: a Milano, dal 3 al 5 maggio, apre l’International Cannabis Expo, pubblicizzato con tanto di manifesti che ritraggono proprio la classica foglia di marijuana con l’ipocrita scritta “io non sono una droga”. Un messaggio che, oltre che falso, è di una gravità unica per le ripercussioni a livello sociale che rischia di avere. Infatti l’accesso a tale “festival” è consentito anche ai minorenni. Tra l’altro parliamo di un evento enorme, con 150 espositori e 100 conferenze in uno spazio di 8.000 mq.

Tra i relatori, non a caso c’è la presidente dei Radicali italiani, Barbara Bonvicini, collaboratrice del consigliere regionale Michele Usuelli di +Europa, che è colui che ha proposto la creazione, in Lombardia, di una zona per la produzione di cannabis “terapeutica”. Sembra un ossimoro l’espressione “cannabis terapeutica” ma in realtà è il solito espediente che consiste nel far accettare gradualmente l’inaccettabile, proponendone il suo uso “in casi particolari”, “per evitare il peggio”. Ma sappiamo poi, questo trucchetto a cosa porta, ovvero alla liberalizzazione, senza se e senza ma, di pratiche che vengono utilizzate senza criterio etico alcuno. Interessante ed eloquente è anche l’altro modo in cui l’evento è denominato, ovvero 4.20 Hemp Fest. Laddove “hemp” è il termine inglese per canapa e i numeri “4.20” sono un “omaggio” alla storiella che il sito dell’evento riporta:

«Nell’autunno del 1971 cinque ragazzi della San Rafael High School, in California vengono a sapere dell’esistenza di una piantagione di marijuana abbandonata nelle vicinanze di Point Reyes, a un’ora di macchina dalla scuola. I ragazzi alle 4.20, partono alla ricerca della piantagione con una Chevrolet Impala. La ricerca, però fu un buco nell’acqua, ma i ragazzi continuarono a incontrarsi ogni giorno alle 4.20 e il numero divenne il loro codice, che pian piano si diffuse tra i compagni di scuola e per tutta San Rafael. Questa è solo una delle tante leggende che ruotano attorno al numero 4.20. Negli Stati Uniti il 20 Aprile è diventata la giornata nazionale della Cannabis con feste e raduni immersi nel verde». Quindi negli Stati Uniti esiste addirittura una giornata nazionale della cannabis che ora come ora ci scandalizzerebbe ancora (forse), ma rischiamo di arrivare a questa follia anche noi, piano piano.

Infatti questo festival che è già divenuto di portata mondiale nel 2018, si è tenuto, seppure in forma più modesta, a Milano, nel 2016 e nel 2017, con il titolo di European Psychedelic Hemp FestCi stiamo avvicinando anche noi, a piccoli passi, a una “giornata della cannabis”? Potrebbe non essere un’ipotesi così lontana e assurda, considerato il processo graduale con cui molte pratiche, in seguito legalizzate e che in un tempo non molto lontano, erano considerate impensabili, si sono poi affermate in Italia. Allora, proprio per fermare l’inesorabilità di questo ulteriore processo distruttivo che rischia di andare avanti senza che nessuno faccia nulla, CitizenGo ha lanciato, dalla sua piattaforma, una petizione che invitiamo tutti a sottoscrivere perché la liberalizzazione della cannabis continui a essere impensabile e le droghe continuino a essere considerate sempre droghe.

Manuela Antonacci | Notizieprovita.it

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