Gandolfini su legge Texas: «Un passo importante per rompere la diga abortista»

Fa ben sperare ed è motivo di esultanza la nuova legge texana sull’aborto che ha decretato illegale l’interruzione di gravidanza dopo la rilevazione del primo battito cardiaco fetale che si verifica normalmente intorno alla sesta settimana di gestazione. Il testo è stato firmato a maggio dal governatore del Texas, Greg Abbott, e ieri è arrivata la conferma da parte della Corte Suprema degli Usa che, con una decisione storica, hanno respinto il ricordo presentato dalla politica pro-aborto. Sul tema abbiamo intervistato Massimo Gandolfini, presidente dell’Associazione Family Day.

Professore, cosa ne pensa di quanto accaduto in Texas?

«E’ una notizia che ci fa ben sperare e riaccende dentro di noi la speranza che possiamo porre dei limiti alla deriva iniqua e perversa di questa onda culturale verso l’aborto, soprattutto in un paese come gli Stati Uniti, in cui, da una parte si va verso un fondo senza limite (aborto fino al nono mese di gravidanza) ma, per fortuna, c’è qualcuno che ha mantenuto ancora il buonsenso, prima della virtù morale e quindi, questo passaggio al primo battito che io considero di grande importanza anche per rompere questa diga di favore all’aborto e di negazione della vita».

Professore, pensa che sia un esempio virtuoso che possa essere imitato anche in Italia?

«E’ già da parecchi anni che facciamo presente l’istanza che la donna, prima di arrivare alla decisione definitiva, debba essere sottoposta ad un’ecografia in cui si mostri alla donna stessa, cosa sta accadendo scientificamente, realmente, non religiosamente, nel suo corpo. Quindi la donna è necessario che veda innanzitutto il battito cardiaco del bambino, prima della richiesta di aborto. È chiaro che quello che sta accadendo nel Texas è un elemento in più per sostenere una posizione di obiettività nella difesa della vita di un bambino».

https://www.provitaefamiglia.it/blog/gandolfini-su-legge-texas

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un "Mi Piace" qui sotto nella nostra pagina Facebook