Gesù salva: Gianni liberato da uno spirito di infermità!

il-mal-di-schiena-deriva-dalle-scimmieHo 61 anni e soffrivo di mal di schiena da quando avevo 6 o 7 anni. Era dovuto a colpi di freddo e il dolore passava con l’uso di calda biancheria intima di lana, cardata e filata in casa. Pungeva molto, ma il malanno se ne andò. A 15 anni urtai con la zona “sacro-iliaca”, posta nella fascia lombare-renale su un gradino di pietra. Provai una dolorosissima fitta che passò poco tempo dopo. Mi alzai e dimenticai l’incidente. Quando, da adulto, cominciai a lavorare, le posture dovute al lavoro mi provocavano, di tanto in tanto, diciamo, una volta all’anno il risveglio di questo dolore fortissimo. Ma dopo un paio di giorni e l’uso di pomate e iniezioni antidolorifiche riprendevo la vita di sempre.

Nel 2003, avendone la possibilità (esposizione molto lunga all’amianto, servizio militare) andai anticipatamente in pensione a 47 anni. Il dolore di schiena cominciò a colpirmi con frequenza semestrale, risvegliando dolori di vecchie contusioni quasi dimenticate. Dopo essermi rimesso in piedi dovevo stare attento perchè il suo ritorno non era affatto da escludere. Cominciai a considerare la possibilità di sottopormi ad una TAC, forse la caduta di tanti anni fa aveva prodotto una microfrattura mai completamente calcificata. Un paio di anni fa mi ricordai che la magneto terapia era una valida cura per questo tipo di dolori. Avevo in casa qualche calamita che applicai sulla zona dolorante e questo mi rimise in piedi più di una volta. Portavo questi magneti fissati con scotch o cerotto per almeno un giorno. La cura fu efficace e ringraziavo il Signore di questo efficace rimedio non tossico. Ma, quest’anno, di ritorno dalle ferie estive, causa il lungo viaggio di ritorno alla guida della macchina, arrivai a casa e dovetti stare a letto una settimana. Applicai le calamite sul solito punto, il dolore era spento ma la sensazione di blocco alla schiena durò tutta la settimana senza poter camminare.

Potei partecipare al culto la prima domenica di settembre. La settimana successiva, una mattina mentre ero seduto sul divano di casa, stavo preparandomi per leggere, meditare, la Bibbia e pregare. Mentre mia moglie si preparava per andare al lavoro. Invece di prendere la Bibbia mi trovai nelle mani il telecomando e accesi il televisore. Il canale sintonizzato era quello che trasmette “DoctorOz”. Quella mattina, IN QUEL PRECISO MOMENTO, una donna stava raccontando la sua storia: operata otto anni prima alla schiena, a causa di una scoliosi congenita, l’operazione era stata perfetta ma continuava ad accusare dolori sempre più forti. Il chirurgo che l’aveva operata era presente e spiegava agli ascoltatori che la stava curando con la psicoterapia. In pratica stava istruendo la donna ad esercitare “laicamente” la sua fede. Il conduttore del programma chiese se la psicoterapia fosse efficace e se la donna sarebbe guarita. L’ortopedico rispose che la donna stava lentamente guarendo. Il conduttore chiese “quanto tempo sarebbe occorso”? Lo specialista affermò che potevano occorrere “sette minuti, sette mesi, sette anni”. Secondo il suo parere, autorevole, il mal di schiena non richiede l’operazione chirurgica nove volte su dieci. In pratica non esistono cause strutturali come appunto la scoliosi. Mentre continuava a parlare mi venne in mente l’episodio di Gesù che guarì una donna, tutta curva, oppressa da uno spirito di infermità da 18 anni.(Luca 13.13-17) Quella donna non aveva nessun problema alla schiena ma soffriva per una serie di idee, di paure e quant’altro(usati dallo spirito di infermità) al riguardo: non so se la mia situazione fosse esattamente “uguale” ma la schiena mi faceva male e questo male durava non solo tre giorni ma,ormai, anche un mese, negli ultimi anni. Si preannunciava con una senzazione di blocco alla base della colonna vertebrale, come se vi fosse una piastra imbullonata al bacino. E poi scoppiavano i vari dolori assolutamente insopportabili. Pochi istanti prima, mentre guardavo il programma, ero rilassato. Al ricordo dell’episodio del NT, subito, fui assalito dalla sensazione premonitrice di “blocco” della schiena appena descritta. Con Fede, rabbia e desiderio di libertà, gridai:”Nel nome di Gesù sono libero da questa infermità. VATTENE!” LA sensazione appena descritta se andò in pochi secondi. In queste settimane ho preso accidentalmente freddo alla schiena più di una volta ma i dolori non sono più tornati. Grazie al Signore! Avverto le parti interessate effettuare i movimenti richiesti senza sensazioni dolorose. Anch’io non avevo nulla ma soffrivo a causa di uno spirito di infermità di cui non sapevo la presenza nel mio corpo. Con questa infermità sono spariti diversi altri dolori articolari, formicolii, addormentamenti alle braccia, cervicale, e molto ancora. Ho raccontato queste cose a mia sorella che non crede e m’ha detto che avevo “tutto nella testa”.

Sì, forse, era così, ma i dolori erano reali e l’idea di passare (possibile!) la vecchiaia su una sedia a rotelle non mi sorrideva. Il male, vero o psicosomatico, è una reale sensazione di sofferenza. E il Signore mi ha liberato in pochi istanti. La mia sorpresa fu che, nel leggere l’episodio evangelico, ripetei più o meno le parole di Gesù alla donna:”Donna, TU SEI LIBERATA DALLA TUA INFERMITÀ”! (v. 12) La malattia, a causa della caduta, è insita in ogni cuore umano. Molti anni fa un uomo, durante uno spettacolo di illusionismo, credette alle parole dell’ipnotista e, mentre gli veniva messo in mano un cubetto di ghiaccio, “sapeva” di avere in mano un carbone ardente: sulla mano si produsse un’ustione di terzo grado. Essa sparì in pochi secondi dopo essere stato risvegliato dall’ipnosi ed essersi reso conto della realtà. Per questo è saggio pregare per gli infermi, aspettandosi di vederli guariti dal Signore. Gesù guariva le persone con un tocco, una parola e cose simili, agendo sullo spirito di quelli che si accostavano a Lui. IL SIGNORE PREGAVA SENZA STANCARSI! La Fede esercitata è l’unico strumento di cui Dio ha bisogno per farci del bene. Infatti Egli più volte sottolineò il ruolo della Fede nel ricevere guarigione.

L’apostolo Pietro, dopo aver guarito lo zoppo, disse:”E per la fede nel Suo Nome, il Suo nome ha fortificato quest’uomo… LA FEDE CHE SI HA PER MEZZO DI LUI, GLI HA DATO QUESTA PERFETTA GUARIGIONE”. (Atti 3.6) Gloria sia sempre resa al nostro Signore che ci libera e sostiene. Amen.

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