Giappone: scenario come lo tsunami?

Mentre gli occhi del mondo sono puntati sui mondiali di calcio e sulla tragedia della Tailandia, dove dodici giovanissimi calciatori sono rimasti bloccati in una grotta invasa dalle acque delle piogge monsoniche e che i soccorritori stan portando tutti in salvo, pochi si sono accorti di quel che è accaduto in Giappone negli stessi giorni, laddove delle pesanti alluvioni hanno messo in ginocchio in poche ore l’economia di una nazione potente e florida come quella nipponica.

Come se non bastasse, alle forti piogge ha fatto seguito una violenta scossa di sei gradi che ha avuto epicentro nella prefettura di Chiba, poco distante da Tokyo, causando enorme panico malgrado i giapponesi siano abituati ai terremoti: 148 al momento le vittime delle inondazioni, mentre numerosi sono i dispersi. Lo scenario che si presenta ai mass-media sembra rievocare la stessa distruzione dello tsunami del marzo 2011, con auto ribaltate, case sventrate, strade sommerse totalmente da fanghiglia e detriti e campagne devastate, tant’è che la situazione più drammatica, oltre che nel distretto di Fukushima, si registra a Kurashiki, nella provincia di Okayama, città completamente coperta dalle acque e senza cibo, medicinali e vestiario per quanti sono scappati in fretta dai quartieri evacuati. Quasi sei milioni gli sfollati, mentre è stata sospesa la produzione di auto del settore più redditizio del Giappone, dato che i lavoratori non possono raggiungere le località di assemblaggio delle maggiori case automobilistiche (Mazda, Daihatsu). A tutt’oggi è in atto una vera e propria “corsa contro il tempo” cui partecipano 50mila persone, fra forze di difesa e sicurezza, vigili del fuoco e altri agenti. Nemmeno a distanza di 24 ore, la terra ha tremato pure in Russia, epicentro Petropawlowsk (magnitudo  6.1) e in Nuova Zelanda (6.5), mentre anche il Madagascar sussulta per via di un terremoto di 4.6 che ha dato inizio ad uno sciame sismico nella parte settentrionale dell’arcipelago. Paradossalmente, dalla parte opposta del Giappone assistiamo all’ennesimo exploit del papa argentino Bergoglio, tutto impegnato nella sua campagna ecumenica con le chiese orientali in terra di Bari, visitata sabato scorso; infatti, anziché far cenno a quanto stava accadendo nell’arcipelago giapponese, il vescovo di Roma ha pensato bene di riunire i Patriarchi delle Chiese mediorientali per auspicare la “pax mundi” in una terra insanguinata da guerre e terrorismo (leggi Isis). Il prelato si è poi recato a pregare sulla tomba di San Nicola, invece che intercedere per gli scampati delle inondazioni in Giappone.

Orbene, davanti alla catastrofe asiatica come si fa a non capire che lo smarrimento visibile sul viso dei nipponici presagisce quella ben più terribile futura “angoscia di popoli, sgomenti per il fragore del mare e dei flutti” (Luca 21:25) che coinvolgerà tutta la terra?

Salvatore Di Fede | Notiziecristiane.com