Gioco d’azzardo: la debolezza dell’uomo, la responsabilità dello Stato. Forse in Lombardia qualcosa si muove

imagessaForse, qualcosa si muove in Lombardia.  Sembra che, cominci a prendere forma la legge di contrasto al gioco d’azzardo che la Regione Lombardia vuole approvare nel giro di 4 mesi.
Ecco le misure al vaglio del gruppo di lavoro voluto dal governatore della Lombardia: regole rigidissime per vietare l’utilizzo delle puntate ai minori; stesso discorso per le “giocate clandestine”, quelle cioè che potrebbero servire alle organizzazioni criminali per ripulire il denaro – si pensa a una tessera “anti minore” ma che serva anche per la tracciabilità e l’antiriciclaggio –; ancora, semaforo verde alle norme in materia di urbanistica per consentire ai sindaci di vietare la dislocazione in prossimità di aree sensibili (scuole, case di cura, centri per anziani, parrocchie, oratori, ecc.); inoltre, non saranno più concessi spazi istituzionali per pubblicizzare i giochi.A confermare il rispetto cronologico dell’iter dei lavori, il presidente della commissione Attività produttive e occupazione della Regione, Angelo Ciocca, ieri a Pavia per la manifestazione nazionale Antislot, organizzata, tra gli altri, dal Movimento No Slot e dal collettivo SenzaSlot con la partecipazione di associazioni, movimenti, sindacati, comunità educative e amministratori. Il provvedimento legislativo sarebbe il secondo in Italia dopo quello approvato lo scorso anno dal Consiglio regionale della Liguria.
Del resto, l’appuntamento di Pavia – città di tristi primati con una macchinetta ogni 110 abitanti, oltre 2.000 euro l’anno giocati in media da ciascun residente e quasi l’8% del Pil provinciale strappato da slot, giocate online, Gratta e vinci e scommesse – punta il dito proprio contro l’assenza di un’adeguata legislazione nazionale e regionale, fondata sull’abolizione del gioco d’azzardo liberalizzato e della pubblicità, sulla limitazione di licenze e orari di chiusura dei locali, di concessioni di immobili di proprietà comunale, e su precise assunzioni di responsabilità per curare e prevenire il gioco d’azzardo patologico.
«Definire esplosiva questa situazione è poco, dice Simone Fede del Movimento No Slot , visto che qui il 7% dei giocatori passa dalle 3 alle 7 ore al giorno davanti alle macchinette e quando finisce i soldi trova pure chi gli fa credito. La legge regionale in arrivo sarebbe provvidenziale». Senza un simile provvedimento, «ogni azione dei Comuni è monca, inefficace, quasi inutile», aggiunge Riccardo Bonacina, direttore di Vita, perché «in assenza di norme regionali e nazionali, chi si oppone alle restrizioni dei sindaci ricorrendo al Tar, ha quasi sempre partita vinta». Al contrario, qualche giorno fa il Tar di Genova ha respinto il ricorso di un operatore del settore contro le misure restrittive del Comune: «La ha fatto perché la Liguria ha una legge contro l’azzardo e quella sentenza è storica», conclude Bonacina.
«Se siamo la città che più risente del fenomeno, vuol dire che saremo la prima anche per contrastarlo», dichiara il primo cittadino Alessandro Cattaneo, che è anche presidente pro tempore dell’Associazione nazionale Comuni italiani. «Abbiamo lavorato molto in questo senso, avviando un nuovo regolamento di polizia locale e disposizioni restringenti sulle distanze delle sale da gioco. Premiamo, poi, i locali che rinunciano alle macchinette con sconti sulla Tarsu. Ora servono leggi per non vanificare i nostri sforzi», conclude.

Azzardo: dall’arabo az-zahr, vuol dire: “Dado da gioco”. Quante vite spezzate dal gioco d’azzardo?! Giorno dopo giorno, a tentare la fortuna, sperando nella sorte, si rincorre la dea bendata in tutti i giochi. Anche lo Stato, invece di tutelare la salute dei cittadini, pensa a riempire le proprie casse con un fatturato annuo di circa 100 miliardi di euro. Come un cancro nell’anima, c’è chi ha perso la propria casa, il camion con tutto il carico, la propria moglie, fino ad uccidere i propri cari per avere denaro da giocare. Tragedie umane indicibili.  Se rifletti per un istante, ci sono tante storie di persone che conosci bene che ogni giorno vivono questo dramma; la loro storia oggi ti sia da monito per farti riflettere sulla vera vita, uscendo dal tuo mondo luccicante di sopravvivenza. Tutto questo succede perché l’uomo non è mai contento di quello che Dio gli dà, vuole sempre di più con avidità irrefrenabile. Il Re Salomone nella sua proverbiale sapienza diceva: “La sanguisuga ha due figlie che dicono: «Dammi, dammi!»” (Proverbi 30:15). L’uomo sanguisuga che vuole tutto e subito. L’apostolo Paolo invece poteva dire: “…ho imparato ad essere contento nello stato in cui mi trovo” (Filippesi 4:11). Aveva trovato la sua più grande ricchezza in Gesù. E Gesù stesso, consigliandoti per il meglio, apostrofa: “Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua?” (Matteo 16:26). Perché perdere la propria anima eterna per del misero denaro terreno? Vai a Gesù, leggi la Bibbia, ed Egli ti libererà da un’inutile vita d’azzardo, donandoti quella vera, quella eterna. Te lo auguriamo!

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