Giornata della Memoria: perché i testimoni di Geova furono perseguitati dai nazisti

La persecuzione nazista contro gli ebrei ha fatto passare in secondo piano la sorte toccata ad altri gruppi avversati dal regime hitleriano per motivi di razza, etnia o ideologia politica. Tra questi gruppi ci furono anche i testimoni di Geova, internati nei campi di concentramento e sottoposti a torture e uccisioni. Per anni la Società Torre di Guardia ha sventolato questa parentesi storica per vantare il suo eroismo e la sua neutralità cristiana contro la dittatura tedesca, omettendo però di dire al pubblico come sono andate effettivamente le cose.

Quando nel 1933 i nazisti presero il potere in Germania era chiaro a tutti la minaccia che incombeva su quanti avessero assunto una posizione ostile verso il regime hitleriano. Da una confessione che si reputa cristiana ci si sarebbe aspettato un atteggiamento di prudenza e di moderazione, in linea con le parole di Gesù Cristo che consigliava ai suoi discepoli di essere cauti come serpenti e innocenti come colombe in mezzo a un branco di lupi.

E invece, Joseph Rutherford, secondo presidente della Watch Tower, iniziò una feroce campagna mediatica contro i nazisti, non perché questi fossero una minaccia per l’umanità, ma perché erano una minaccia per il proselitismo dei testimoni di Geova, messi al bando in Germania e quindi costretti a non distribuire più libri e riviste. Rutherford ingaggiò un braccio di ferro con Hitler, usando nei suoi confronti termini irripetibili e mostrando un’arroganza che poteva essere mostrata solo da un uomo che sfidava il nazismo a diecimila chilometri di distanza, protetto dal governo americano che solo pochi anni prima aveva insultato e vilipeso.

La differenza tra gli ebrei e i testimoni di Geova era che gli ebrei dovevano morire in quanto ebrei, mentre ai testimoni di Geova fu prospettata la liberazione purché firmassero un documento che attestava il rigetto della loro fede. I Testimoni tedeschi giustamente ed eroicamente rifiutarono, senza sapere però che l’istigatore della loro persecuzione, Joseph Rutherford, se ne stava beatamente in una villa in California, da dove continuava a inveire contro Hitler, facendo inasprire ancora di più la persecuzione dei fedeli in Germania.

La dottoressa Christine King, vice rettore dell’Università inglese dello Staffordshire, che ha dedicato allo studio del comportamento delle sette nei campi nazisti buona parte delle sue ricerche, spiegò i motivi del conflitto fra i testimoni di Geova e il nazismo:

“Si trattava di un conflitto fra due sistemi che l’esasperato totalitarismo che li caratterizzava rendeva molto simili fra di loro, e che non potevano certamente coesistere insieme in Germania. Entrambi erano nuovi, entrambi condividevano una veduta totalitaria del mondo ed erano fortemente autoritari; entrambi erano millenaristi, fondamentalisti, messianici, anti intellettuali; entrambi esigevano una fanatica devozione da parte dei loro seguaci; entrambi erano alieni dai compromessi … Himmler una volta sottolineò che i Testimoni sarebbero stati un ottimo esempio per le SS a motivo della loro fanatica devozione al loro movimento e al Messia”.

La dottoressa King presentò quindi lo scontro tra due opposti fanatismi: la religione dei testimoni di Geova e il movimento dei nazisti. Entrambi non tolleravano di essere messi in discussione da entità nemiche. E così, mentre altre sette religiose, più sagge e prudenti, furono accolte con indifferenza e fu concesso loro di essere neutrali, i testimoni di Geova furono considerati nemici implacabili, una genia da spazzare via alla stessa stregua degli oppositori politici.

La vera ragione della frattura fra la Watch Tower e lo Stato nazista non stava quindi nel rifiuto dei testimoni di Geova di sostenere il regime di Hitler, di impugnare le armi o di fare il saluto nazista, quanto piuttosto nello scontro fra due sistemi totalitari che non accettavano compromessi. Ognuno dei due si attendeva piena ubbidienza dai “sudditi”.  E poco importa se a pagarne il prezzo non furono i capi della Watch Tower, ma i loro seguaci tedeschi.

Mario Barbato

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un "Mi Piace" qui sotto nella nostra pagina Facebook