Golpe in Afghanistan, evento casuale?

Il recente golpe in Afghanistan, comunque prevedibile a seguito del ritiro delle truppe americane dal paese, è l’evento che sta tenendo in allerta tutto il mondo: ma quest’ennesimo conflitto (Matteo 24:6) è uguale a tutti gli altri?

L’Afghanistan confina ad est con la Cina, condividendo una linea di circa 70 km con il territorio asiatico, e la sua economia è assai povera nonostante la grande produzione di papavero da oppio; tuttavia il sottosuolo è ricco di rame, ferro, niobio e litio, con presenza di giacimenti argentiferi vicino la capitale Kabul che fanno gola ai cinesi e russi, tant’è che il governo di Pechino non ha mai contrastato i talebani.

Dal settembre del 2001, epoca dell’attentato alle torri gemelle di New York, l’Afghanistan è salito alla ribalta della stampa internazionale per via del gruppo terroristico di Al Qaida guidato da Ben Laden, leader musulmano autore del progetto dell’attentato che ha dato poi via all’invasione degli Usa, nel vano tentativo di dar vita a una democrazia che non ha trovato mai spazio politicamente. Prossimamente la Repubblica Islamica dell’Afghanistan cambierà in Emirato Islamico dell’Afghanistan, con guida suprema Hibatullah Akhundzada, erede di Mohammad Manour.

Orbene, al di là delle questioni socio-politico-religiose che segneranno il nuovo governo, perché l’Afghanistan diventa strategico biblicamente parlando? In Apocalisse 16:12 si parla del gran fiume Eufrate (che nasce in Turchia) che, un giorno, sarà prosciugato per “preparare la via ai re che vengono dall’oriente”: attualmente sono circa venti le dighe costruite dal governo di Erdogan, per usare le risorse idriche come fonte di ritorsione verso i paesi che dipendono essenzialmente dal Tigri e dall’Eufrate. Continuando, se tracciamo una linea dall’oriente rispetto ad Israele, quindi dalla Cina, le nazioni che vengono attraversate in linea retta sono l’Afghanistan, l’Iran (antica Persia) e la Turchia, notoriamente governi ostili al popolo ebraico.

Osservando il quadro geografico in esame, ci si accorge che esso coincide con i territori dell’antica Mesopotamia dove sorgevano Babilonia e Ninive. Secondo Apocalisse 9:14, sul fiume Eufrate – che non a caso nasce in Anatolia (odierna Turchia), attraversa la Siria e l’antica Persia (oggi Iran) – verranno sciolti quattro angeli che andranno a incitare i governanti di queste nazioni per invadere la terra d’Israele e provocare la morte di un terzo dell’umanità presente a quel tempo.

Chiarendo che gli Angeli di Dio sono spiriti servitori nient’affatto “lègati”, è ovvio che si tratta di dèmoni che non uccideranno direttamente e personalmente la terza parte degli uomini ma lo faranno tramite gli armamenti militari (Apocalisse 9:18-19) oggi presenti negli eserciti di tutto il mondo. Oltretutto, l’apostolo Giovanni ode il numero delle truppe di cavalleria (duecento milioni – vers. 16), il che fa pensare a un imponente corpo a cavallo anche se la descrizione di questi “cavalieri” include grossi mezzi corazzati e altri strumenti militari sofisticati capaci di sterminare in poco tempo intere masse di persone.

Ricapitolando brevemente, l’Afghanistan, base del terrorismo islamico e dell’Isis, permetterà alle truppe asiatiche (i re dell’oriente) di attraversare il loro territorio, superare l’Iran e la stessa Turchia dove scorre l’Eufrate che, grazie alle numerose dighe, verrà prosciugato proprio per far “passare” questi eserciti. Quindi, anche se al tempo presente è impensabile sostenere che Israele possa diventare obiettivo di sterminio da parte dei paesi islamici circonvicini, quel che è scritto si adempirà, ragion per cui il colpo di stato in terra afghana conferma quanto dovrà accadere in futuro in quel medioriente che geograficamente resta teatro del destino delle nazioni gentili (Apocalisse 16:16).

Salvatore Di Fede

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