Halloween: morti centinaia di giovani | Coincidenza inquietante che allarma

Sono morti centinaia di ragazzi mentre festeggiavano Halloween. Una festa dai molti volti oscuri che si è tinta di rosso sangue. 

Una folla si è accalcata, tra musica a tutto volume e alcol a fiumi, e quando è partita la ressa è stata strage.

L’hanno già ribattezzata la “strage di Halloween”. Una coincidenza che certo fa pensare. È accaduto a Seul, la capitale della Corea del Sud al centro delle tensioni internazionali nelle ultime settimane. Nel quartiere della movida Itaewon si era ammassata una folla sterminata. Le autorità parlano di 100 mila persone, soprattutto giovani.

In tantissimi si erano radunati sabato scorso per festeggiare Halloween. Quando a un certo punto nella folla si è scatenato il panico. Improvvisamente una massa di gente ha cominciato a correre all’impazzata travolgendo tutto quel trovava. Il bilancio finale è sconvolgente: almeno 154 morti, tutti ragazzini intorno ai venti anni. Ma altre 2.600 persone mancano all’appello e si temono numero molto maggiori.

Sono morti in maniera orribile. Circolano immagini e video spaventosi che mostrano i giovani intrappolati nella calca che urlano per il dolore. In tanti sono morti così: soffocati o calpestati.

Una marea di gente che correva all’impazzata

Una fiumana di persone si è riversata nelle viuzze strette e scoscese, piene di bar e ristoranti, del quartiere simbolo della vita notturna della capitale sudcoreana. Ed è stata una strage. Un ragazzo sopravvissuto ha raccontato che “le persone sono cadute come un domino e l’una sull’altra“. La musica ad alto volume ha soffocato le urla disperate delle vittime. I cadaveri “erano uno sull’altro come in una fossa comune”, ha aggiunto un altro testimone.

Una festa poco raccomandabile, dicono gli esorcisti

C’è stato poco da fare per i soccorsi, durante i quali hanno perso la vita anche tre poliziotti. Tutto è cominciato verso l’ora di cena in Corea, alle 18:00 circa, quando i giovani si sono radunati per festeggiare, dopo tre anni di Covid, il primo Halloween senza mascherine e distanziamento. Senza mascherine ma con maschere e costumi da Guardie Rosse di Squid Game, pipistrelli, Dracula. Tutto il campionario tipico di Halloween, la festa contro la quale tanti esorcisti, da padre Gabriele Amorth fino a don Aldo Buonaiuto, hanno messo in guardia per il pericolo di occultismo, esoterismo, magia, stregoneria.

Il tutto, come ha sottolineato il giornalista italiano Renato Reggiani, che vive a Seul, innaffiato da Sodju, un superalcolico simile alla grappa venduto a poco prezzo negli onnipresenti minimarket sempre aperti nella capitale della Corea del Sud. La strage è iniziata quando erano da poco passate le 22:00, meno di mezz’ora dopo sono cominciate a giungere le prime chiamate di aiuto.

Le immagini orribili circolate sui social

Ancora non è chiaro cosa sia successo. Anche se con le ore ha preso quota l’ipotesi che a scatenare la folla sia stato un gioco di spintoni finito male. Altri hanno parlato dell’arrivo di una celebrità locale che ha fatto partire il parapiglia. Sui social sono circolate  immagini angoscianti che mostravano decine di persone che lottavano per non soffocare e venire inghiottite dalla folla gigantesca che aveva cominciato a muoversi in uno stretto vicolo nei pressi dell’’Hamilton Hotel, noto luogo di party.

Altre foto mostrano file di cadaveri a terra coperti dai teli dei soccorritori. In tanti sono riusciti a salvarsi dal fuggi fuggi generale solo arrampicandosi sulle tettoie. Non ha aiutato il fatto che molti all’inizio avessero scambiato i poliziotti per persone in maschera, ignorando le loro indicazioni.

Quell’inquietante voglia di distruggere

Alcol, musica a tutto spiano, una folla sterminata che pensava solo a divertirsi, Halloween: un mix “dionisiaco” che non prometteva nulla di buono e che si è trasformato in un inno alla morte. Difficile non interrogarsi sulla voglia di trasgressione, dagli esiti distruttivi, che accomuna fatti recentissimi legati a Halloween: non solo la stage di Seul, ma anche il rave party di Modena.

Perché, come disse a suo tempo l’insospettabile Elémire Zolla, «non esiste nessuno scopo paragonabile alla distruzione […]. Chi si propone di sconvolgere e di rovinare, ma senza secondi fini, con satanica purezza, potrà contare su uno stuolo di alleati».

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