I MURI DI ALGERI

Quando l’Uomo non capisce, rifiuta.

E’ il sistema più semplice per tenere alla larga quello che non comprende.

Cercare di scoprire la Verità è un esercizio faticoso, meglio sbatterla fuori dalla mente.

Quando un Uomo ha paura, costruisce muri.

Anche qui è molto più semplice rifiutare che aiutare. I ponti costano.

Accade ovunque nel mondo, anche tra i nostri confini.

Accade nelle realtà ecclesiali, nelle società sportive, tra le aziende, nelle amicizie.
Sembra molto più facile cestinare anziché comprendere nuove idee, nuove persone.

Il nuovo spesso non è sinonimo di nuove opportunità e di crescita, di integrazione, ma di possibile complicanze, secondo una mentalità seriamente bigotta.

Questa a cagion veduta quando si alimenta all’interno delle realtà religiose, in cui, le scelte, le direzioni dovrebbero sempre essere prese seguito consiglio dello Spirito è mai dietro a personalismi o simpatie.

Quanto tutto questo incide nella nostra società civile? Tantissimo, vergognosamente!

In questo contesto però stiamo analizzando l’Algeria 🇩🇿, il Paese arabo più grande del Continente africano: ha deciso che saranno i muri a difendere la sua integrità territoriale ed il suo integralismo politico. Oltre 6.000 km di muro in allestimento. Saranno protetti da barriere di filo spinato e fossati.

Controllati dalle Guardie di Frontiera con l’ordine di sparare a vista. Chiunque s’avvicini al muro sarà ucciso.

Stiamo costruendo un mondo di frontiere e di muri intorno a noi.

Tutto ciò nel proseguo sfocerà soltanto in odio se non iniziamo seriamente a ricostruire i nostri passi e per farlo, dobbiamo iniziare dai contesti in cui viviamo ed operiamo, perché, le vere frontiere non sono così lontane come appaiono.

Vincenzo Lipari | Notiziecristiane.com

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