I numeri “nascosti” del male che sta uccidendo i giovani

Sta agendo in modo subdolo e colpendo un numero crescente di ragazzi. I numeri  mostrano una realtà terrificante che non è evidente perciò sembra invisibile.

È urgente intervenire al più presto, non però con semplici “palliativi” ma andando alla radice del problema che sta trascinando i giovani nel baratro.

I numeri in questione emergono dall’App di controllo parentale sui social media Bark, che indica la situazione di emergenza che vivono i giovani. Una società che perde Dio perde anche i suoi riferimenti, i suoi valori morali, e i primi a subirne le conseguenze sono i più deboli, i giovani, che invece andrebbero orientati ed educati dagli adulti. Sono questi secondi ad avere perso il loro ruolo educativo.

I numeri del dramma nascosto nei telefonini

L’app ha registrato nel 2021 un aumento del 25 per cento di messaggi messaggi relativi a comportamenti autolesionistici e suicidi per la fascia che va dai 12 ai 18 anni. Migliaia di bambini hanno trascorso gran parte del tempo dallo scoppio della pandemia chiusi in casa. Dai 3,4 milioni di messaggi tra SMS, e-mail, piattaforme social analizzati sono emerse conclusioni devastanti.

Più del 43 per cento dei giovani adolescenti e quasi il 75 per cento degli adolescenti sono stati coinvolti in conversazioni riguardanti l’autolesionismo o il suicidio. Percentuali che non si confinano certo in rete ma che trovano riscontro nella realtà dei fatti. Il Centers for Disease Control and Prevention ha stimato per il 2020 oltre 6.600 morti per suicidio tra i giovani statunitensi di età compresa tra 10 e 24 anni.

Con la pandemia la situazione è peggiorata terribilmente. Se tra i ragazzi le visite al pronto soccorso per tentativi di suicidio sono aumentate del 4 per cento, tra le ragazze le percentuali crescono enormemente e si attestano al 51 per cento. Sarebbero questi insomma gli effetti di quanto la società moderna e femminista offre alle giovani donna?

L’ansia che divora le vite dei più giovani durante la pandemia

Durante la pandemia l’ansia ha dominato molte giovani vite. Secondo i dati dell’Anxiety and Depression Association of America, il 25 per cento degli adolescenti di età compresa tra 13 e 18 anni sono affetti da ansia. Stare rinchiusi e confinati in casa ha fatto perdere loro ogni stimolo alla socialità, un aspetto estremamente significativo per i ragazzi in modo particolare in alcune fasi dello sviluppo.

Da questa ne emergono problemi di non poco conto. Poi c’è tutto il fenomeno del bullismo in rete, e i numeri dicono che il 72 per cento dei giovani adolescenti e l’85 per cento degli adolescenti ha assistito o subito atti di questo tipo. Il 75 per cento dei giovani adolescenti e al 93 per cento degli adolescenti intrattiene regolarmente conversazioni che hanno a che fare con l’uso di droghe o alcol.

Intorno ai sette giovani adolescenti su dieci e circa nove adolescenti su 10 hanno cercato nudità o contenuti di natura sessuale nei loro telefonini. Il 10 per cento dei giovani adolescenti e il 20 per cento degli adolescenti ha ricevuto messaggi da predatori online. App come KiK, Tumblr, Houseparty, Discord o anche Google Dropbox sono stati valutati come dei veri e propri ricettacoli di questo genere di pericoli.

Il bisogno di andare alla radice del problema annunciando Cristo

Giganti della tecnologia come Google e Apple sono accusati di avere chiuso continuamente occhi su queste problematiche, limitandosi a pubblicare annunci in cui fingono di avere sotto controllo il problema. Non è così. Per questo è necessario che le grandi tecnologie facciano passi avanti nel controllo di questi atteggiamenti, ma non saranno di certo loro a risolvere il problema stesso che hanno creato.

Sono le famiglie, le istituzioni, i centri educativi a doversi rimettere in gioco per ricostruire un tessuto sociale lacerato. Sono con figlioli di DIO a doversi rimboccare le maniche, come anche gli operatori dell’informazione. I giovani hanno bisogno di tornare alla fede e una vita piena di valori, piena perché vissuta in Cristo, centrata nella sua figura. Altrimenti si continuerà sempre a girare intorno al vero problema.

I numeri che emergono da queste ricerche sono infatti dei veri e propri campanelli di allarme sulla situazione dei più giovani che sta lentamente scivolando verso un baratro, ed è necessario che si intervenga al più presto, prima che sia troppo tardi.

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