I testimoni di Geova e quella fine del mondo sempre rinviata

I testimoni di Geova hanno sempre basato la loro propaganda religiosa sulla fine del mondo. Il primo a stabilire una data sull’avvento dell’Apocalisse fu il loro fondatore, il pastore avventista Charle Taze Russel, che fissò la fine per il 1914. In quell’anno credeva che la prima guerra mondiale sarebbe sfociata in un fantomatico conflitto universale chiamato Armageddon.

Vallo a spiegare però che Armageddon era un termine figurato usato solo per simboleggiare la lotta tra le forze del bene e del male per liberare i cristiani dai nemici che li perseguitavano, e non si riferiva di certo a un olocausto mondiale che avrebbe sterminato il genere umano e permesso ai testimoni di Geova, e solo a loro, ovviamente, di ereditare le grazie divine.

E infatti il 1914 passò senza che accadesse nulla. E allora la Watch Tower spostò la fine prima nel 1918 e poi, a ruota, nel 1925, nel 1941, nel 1975 e nel 2000. Da allora, anche per evitare ulteriori figure barbine, hanno smesso di dare i numeri. Ciononostante il Corpo Direttivo continua ad affermare che la fine è sempre dietro l’angolo, sempre imminente, sempre vicina, sempre più disastrosa, come le loro profezie.

Poco importa se questo vuol dire arrampicarsi sugli specchi, manipolando la Bibbia a proprio uso e consumo per mantenere in piedi un gioco che se non fosse seguito da milioni di persone farebbe ridere qualunque persona dotata di un minimo di raziocinio. Già, perché i papi della Watch Tower avevano affermato, convinti, che la generazione nata nel 1914 non sarebbe passata prima che il mondo finisse.

Quale è stato il risultato? 105 anni dopo, quella generazione è morta e sepolta, riposa in pace al cimitero, e il mondo sta ancora in piedi. Ed ecco allora il gioco di prestigio: nel 2010 il Corpo Direttivo si inventò una seconda generazione che sostituisse quella del 1914 e che sarebbe nata nei nostri giorni. Un modo sofisticato ma neanche tanto velato per prolungare la fine all’infinito.

Il guaio è che molti testimoni di Geova ci credono, assorbono ormai acriticamente qualsiasi dottrina biblica che il Corpo Direttivo propina loro. Guai a mettere in dubbio certe presunte verità che la Watch Tower dichiara sacrosante, anche se il Corpo Direttivo ha sempre affermato di non essere infallibile e di non essere ispirato da Dio, quindi soggetto a errori di interpretazione e di valutazione.

Ma se non sei ispirato da Dio, come fai a profetizzare cose che non ti sono state rivelate e che Dio ha riservato alla sua autorità? In fondo, anche Gesù disse ci sono cose che nemmeno lui conosce. E fu sempre Gesù ad avvisare i suoi discepoli circa i falsi profeti quando disse: “Guardate che nessuno vi inganni, perché molti verranno in base al mio nome dicendo ‘Sono io’ e il ‘tempo è prossimo’. Voi però non seguiteli”.

Molti invece li seguono, e finiscono per diventare schiavi di uomini che concepiscono la religione come un business. Che mentre predicano l’imminenza del disastro, loro nel frattempo vivono in ville di lusso, viaggiano i business class, alloggiano in alberghi rinomati. E tutto questo con le contribuzioni che i fedeli sborsano ogni anno. Non c’è che dire: per certi gruppi religiosi la fine del mondo rende davvero bene.

Mario Barbato

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