Il diamante: invincibile e fragile

I diamanti divennero le pietre preziose per eccellenza dal 1600 e non hanno più perso il loro primato. Le pietre, dette “figlie della terra”, da sempre affascinano l’uomo per le sue proprietà uniche ed affascinanti.
Come le altre pietre preziose, il diamante è un cristallo, i cui atomi e molecole nei processi di fusione e raffreddamento assumono una disposizione ordinata di un solido geometrico. Nascono nelle viscere della terra dove esistono le condizioni necessarie alla loro formazione. Per poter apprezzare la bellezza e la lucentezza di un diamante, quest’ultimo deve essere lavorato con accuratezza e con precisione. Il taglio, ovvero quella lavorazione che trasforma il diamante grezzo in una splendida gemma, è un aspetto spesso trascurato e a volte quasi del tutto ignorato.
Eppure, la cura con il quale viene eseguito il taglio, è fondamentale quanto e più delle caratteristiche stesse di purezza e colore.

Il termine diamante deriva dal greco “adamas” che significa “invincibile”, proprio facendo riferimento alla sua durezza, cioè la proprietà di scalfire o di essere scalfito, di graffiare o di essere graffiato.
Tuttavia il diamante, nonostante sia il materiale più duro del pianeta, avendo un reticolo cristallino molto compatto, non è per niente elastico e conseguentemente è molto fragile e può rompersi con discreta facilità se sottoposto ad urti e colpi violenti.

Per proprietà fisiche esposte, noi, nella nostra libertà, dobbiamo permettere a Dio di entrare nella nostra vita, affinché Egli ci possa custodire e guidare verso una strada non esposta agli urti violenti di questo mondo che è capace di distruggerci. Infatti, se non vi è l’amore di Dio nella nostra vita, non possiamo attivare e riflettere le potenzialità che Dio stesso ha messo in noi. Senza il Suo amore siamo fragili ed esponiamo la nostra preziosa natura alle forze violente capaci di spezzarci.<<Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose (…) Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo…>>.
(Galati 5:19-22)

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