Il giardino fiorente

Il deserto diventerà un giardino (Is 32, 15): ecco trovata una delle più grandi promesse eterne che il Signore ha dato,per il futuro,ma che si trasforma anche nell’immediato presente,quando,meravigliosamente avviene quell’incontro tra il tuo Io e Lui,il Padre Redentore.

Questo desiderio di bellezza e serenità, nella nostra vita, spesso però si va a scontrare con l’asprezza della realtà: nella vita di tutti i giorni, senz’andare a scomodare i drammi più profondi, la nostra routine è spesso danneggiata dagli imprevisti: l’auto che non parte, il treno che ritarda, la tubatura che perde, il temporale che danneggia il cancello elettrificato. Basta un’inezia, e tutti i nostri programmi vanno in malora. Il nostro vagheggiare il giardino si trasforma ben presto in arido deserto e trasformarlo anche solo in una steppa è impresa ardua ed impegnativa, che mette a dura prova le nostre fatiche fisiche e mentali.

All’ora,data la promessa e le tante promesse,perché accadono determinate condizioni?

Be’,sinceramente credo che il più delle volte siamo noi stessi a farle accadere e quando davvero non siamo noi gli artefici di determinati episodi, cercarne un significato logico non è mai semplice,ma una cosa è certa:  Il suo amore precede la nostra iniziativa: la anticipa e la favorisce, come ben esplica la parabola del Padre Misericordioso. Egli non avrebbe mai potuto corrergli incontro, precedendone le mosse (e “rovinando” il film sulla richiesta di perdono che il figlio minore si era già creato nella testa), se non fosse stato già pronto ad accoglierlo, aspettando con ansia il suo ritorno, sbirciando dalla finestra ogni indizio sul possibile ritorno. Chissà quali angosce devono avere albergato, in quel cuore di Padre (“Tornerà? Capirà? Crederà di poter ricevere il perdono che il suo cuore anela?”).

Quelle stesse che abitano il cuore di Dio, quando un Suo figlio si allontana e, magari dispera di poter meritare il perdono.

La realtà è che il perdono non è qualcosa che si meriti.

Come l’amore. È un dono.

Travalica le aspettative, supera la giustizia, oltrepassa la misura della logica, incoraggia a non fermarsi alla banalità.

Ecco che a quel punto, Il nostro nulla può raggiungere il Tutto di Dio, trovando la Sua mano pronta a raccogliere il nostro sguardo,il più delle volte smarrito ma desideroso e pulsante di Lui.

Vincenzo Lipari | Notiziecristiane.com