Il nostro spirito è prigioniero della dipendenza da social network?

Negli ultimi anni, la nuova tecnologia, che senza dubbio è stata ed è la più rapida, comoda e diretta per arrivare a persone lontane, ha avuto anch’essa, ed ha tuttora, i suoi effetti negativi su molte persone. “Il mondo si evolve! Siamo nel 2018” dicono. Certo, ma questo non annulla il fatto che tutti questi nuovi mezzi di comunicazione come Facebook, Whatsapp, Instagram, hanno sostituito i nostri vecchi indimenticabili e compianti veri mezzi di comunicazione, quando solo ci si parlava da vicino guardandosi negli occhi. Oggi, non ci si guarda più negli occhi, ma ci si limita ad osservare uno schermo illuminato. “Selfarsi” e fotografare ogni tipo di cosa o evento, ormai è diventato lo stile di vita di molte persone.

Quest’ondata tecnologica si è insinuata in ogni area della nostra vita, e purtroppo, è arrivata persino ad influenzare l’area “religiosa” e il modo di essere di molti credenti, trasformandolo particolarmente.

Il fatto che i social network come credenti ci avvantaggino nella rapidità e nella comodità di arrivare a tutte le persone con messaggi biblici, non devono però costituire in noi una dipendenza morbosa, più che dal social network stesso, quanto dal nostro “egocentrismo”, dal desiderio morboso di voler essere a tutti i costi al centro dell’attenzione, a tal punto da trasformarsi in una specie di “oversharing”, ovvero postare ogni cosa della propria vita.

Ora, certo, è buono, usare tutti i mezzi tecnologici che oggi abbiamo a disposizione, per arrivare a persone lontane, ma dobbiamo fare molta attenzione con quale spirito interagiamo con questi social. I cellulari, ma più nello specifico, i social network, se usati con uno spirito sbagliato, possono trasformarsi (in realtà lo sono già) in reali palcoscenici per egocentrici. E se il nostro spirito è prigioniero della dipendenza da social network, e c’è in esso il desiderio morboso di raggiungere a tutti i costi una certa notorietà, visibilità, apparizione e un certo numero di “mi piace”, allora dobbiamo stare realmente attenti, perché stiamo vivendo per un mondo virtuale piuttosto che reale.

Alessio Sibilla | Notiziecristiane.com