Il popolo perisce per ignoranza?

Osea, il cui nome significa “Il Signore salva” da inizio ai libri dei profeti minori citati nei profeti nel Vecchio Testamento. Osea da cui prende il nome il testo nella Bibbia esalta la fedeltà di Dio, nonostante la sua vita si contrassegnata dall’abbandono e tradimento della moglie Gomer che torna a prostituirsi. Il dramma accaduto ferisce profondamente il profeta ma l’immenso dolore non gli impedisca di continuare ad amarla, perdonarla e dopo aver pagato una somma, riportarla a casa con la promessa di fedeltà reciproca.

Nelle pagine del Libro di Osea leggiamo rimproveri verso il popolo d’Israele, ammonimenti per le infedeltà, annunci di dispersione del popolo di Israele, giudizio e castighi verso il popolo ed esortazione al pentimento e alle promesse di restaurazione del Signore.

Io guarirò la loro infedeltà, io li amerò di cuore, poiché la mia ira si è distolta da loro. Io sarò per Israele come la rugiada; egli fiorirà come il giglio e spanderà le sue radici come il Libano.

Suoi rami si estenderanno; la sua bellezza sarà come quella dell’ulivo e la sua fragranza come quella del Libano.  (Osea 14:4-6).

Come ai giorni nostri la situazione sociale era la medesima i richiami di Osea, si rivolgono a una classe dirigente ingiusta e corrotta, una denuncia aperta verso culti idolatri e superstiziosi, verso condotte immorali quali la prostituzione sacra.

Un parallelo fra la propria dolorosa esperienza e la condizione di peccato del popolo di Dio.

Osea è definito il profeta dell’amore; tema focale del suo libro verte sull’infinito amore di Dio, tanto del suo libro c’è l’amore: ma si tratta dell’amore di Dio, tanto perseverante da desiderare fermamente di riportare il popolo a sé. Esattamente come farebbe un padre terreno che ama il proprio figlio. Dopo averlo ripreso e punito, è pronto ad accoglierlo fra le braccia amandolo maggiormente e proteggendolo.

Un amore incondizionato spesso difficile da configurare in un Dio Padre che si strugge e soffre per la lontananza del popolo: “Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai rifiutato la conoscenza, anch’io ti rifiuterò come mio sacerdote; poiché tu hai dimenticato la legge del tuo Dio, anch’io dimenticherò i tuoi figli” (Osea 4:6)

L’esortazione chiara e forte, rivolta verso la chiesa e non per empi o increduli, rilevava la mancanza della conoscenza della Parola, così come molti oggi non conoscono bene la parola del Signore e i suoi insegnamenti. Nel testo indicato leggiamo altresì che il popolo perisce per mancanza di conoscenza.

Che non solo non hanno conoscenza ma l’hanno disprezzata dimenticandola.
Parole chiare in breve chi rifiuta la Parola e non ne tiene conto verrà rifiutato.

Dio dovrebbe essere la priorità assoluta nell’esistenza di ogni figliolo, lasciando da parte ogni superficialità o indifferenza verso il carattere di Dio e la Sua sovranità. Dovremmo, e possiamo chiedere a Dio di aiutarci, organizzare i tempi fra i nostri impegni secolari e l’applicazione allo studio, alla comprensione investigando le sacre scritture lasciate da Dio, ciò ci porterà a non essere rigettati.

Chi è saggio ponga mente a queste cose! Chi è intelligente le riconosca!
Poiché le vie del SIGNORE sono rette; i giusti cammineranno per esse, ma i trasgressori vi cadranno
 (Osea 14:9).

Lella Francese

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