Il Suicidio

Oggi il mondo è pieno di cose strane, e una di queste, in senso assoluto, è proprio il tema della nostra trattazione di oggi. Se la nostra stessa esistenza è basata sulla vita, e se ogni individuo mantiene quel senso di sopravvivenza a volte esasperante, il desiderio di “farla finita” inevitabilmente, non è “naturale”. Sebbene molti considerino questo fenomeno come “marginale” rispetto ad altre problematiche, pure la sua incidenza è davvero notevole soprattutto nei ragazzi e cresce “esponenzialmente” man mano cresce l’età, segno che l’insofferenza o l’inquietudine è strettamente correlata con la disillusione offerta dalla società moderna. I dati ISTAT, aggiornati al 2009 riportano che se nella fascia di età 05-09 il fattore suicidio figura all’11° posto, in quella 10-14 sale all’8° posto, per insediarsi stabilmente al 3° con sempre tassi crescenti fino ai 29 anni di età. Inoltre, se questi numeri potrebbero ancora sembrare marginali, considerazione a parte va fatta per i tentativi di suicidio, cioè il tentativo operato da un giovane, (e/o da un meno giovane) NON riuscito, di suicidio. Li i numeri sono davvero allarmanti con le Forze dell’Ordine che registrano casi crescenti e le statistiche sono davvero preoccupanti. Soprattutto a costoro si rivolge il presente studio. Conoscere il modo in cui la Parola di Dio concepisce il suicidio ha delle implicazioni notevoli e potrà sicuramente servire a tanti.

Riprendendo un dizionario on line, il Sabatini Colletti, troviamo che la definizione più opportuna è la seguente

Suicidio: Gesto di chi si toglie volontariamente la vita || suicidio di massa, caso di suicidio collettivo che si verifica talvolta in situazioni di suggestione o di pericolo particolari.

Quindi prendiamo spunto da quanto citato per ribadire che in questa sede non vengono prese in considerazione quelle morti che vengono indotte a motivo di un comportamento specifico e che portano alla morte di un individuo. Si pensi ai torturati che pur di non rinnegare il nome del Cristo si lasciano decapitare, a coloro che compiono per doveri di ufficio gesti o azioni pericolose che possono portare anche alla loro morte. Tanti sono i motivi che possono portare al suicidio. Ma, più avviciniamo la nostra analisi ai tempi moderni, più emerge un dato inquietante: vanno sfocandosi i motivi unici e sempre più sono una serie diversa di fattori che concorrono a spingere qualcuno a suicidarsi. Fra questi fattori sicuramente rinveniamo: L’isolamento, la depressione, la malattia mentale e la schizofrenia, l’indigenza sopravvenuta, la delusione amorosa. Naturalmente la lista può essere allungata, ma questi sono i motivi “principali”. Questo premesso, occorre anche evidenziare un altro aspetto importante: il cosiddetto fattore imitativo del suicidio. Quando i mass media propongono un caso, sembra che da quel momento ne nascano improvvisamente tanti altri.

Ma cosa dice la Parola di Dio in proposito?

La morte suicida mette a nudo il problema stesso del senso della vita. La vita, per quello che dice la Bibbia, è un dono. E, proprio perché è un dono, può essere cestinato a proprio piacimento? L’uomo è l’autore e il padrone della propria vita o si trova invece posto in essa come chi ne deve rendere conto?

Atti 17:25 – Dio non è servito dalle mani dell’uomo, come se avesse bisogno di qualcosa; lui che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa.

Quindi da questo apprendiamo che la vita è un dono di Dio, come tanti altri doni che Dio ci ha fatti. Ma, mentre per tutte le altre cose, strettamente “materiali”, (collegate cioè esclusivamente alla nostra carne), possiamo in qualche modo avere una sorta di potere e di libero arbitrio, la vita terrena, che sancisce il periodo stabilito da Dio perché Egli riesca a riportare “Suo” figlio a casa, non può essere cestinata, perché arrecherebbe uno stravolgimento al piano di Dio nella vita di colui che è suicida. Costituirebbe una opposizione a ciò che Dio vuole fare per te nella tua vita. E, sommariamente, Dio vuole che ciascun uomo sia salvato.

II Pietro 3:8-9 – 8 Ora, carissimi, non dimenticate quest’unica cosa: che per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni come un giorno. 9 Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.

I Timoteo 2:3-4 – 3 Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore, 4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità.

La vita e il tempo che Dio ha scelto per noi di stare sulla Terra, non dipendono da altri fattori se non quello di adempiere il preciso piano che il Signore stesso ha nella nostra vita: salvarci e usarci come mezzo per far conoscere questa stessa salute a chi incontreremo nel nostro percorso, (Marco 16:15). Qualsiasi nostra azione tendente a vanificare o distruggere l’opera di Dio in noi equivale esattamente a una ribellione contro Dio stesso, come quella che Satana stesso ebbe volendo superare Dio, nel libro della Genesi. Ma questo tipo di peccato lo ritroviamo diverse volte nella Parola di Dio:

II Cronache 25:29 – Tu hai detto: “Ecco, ho sconfitto Edom”, e il tuo cuore ti ha inorgoglito fino a farti vantare. Resta a casa tua. Perché vorresti provocare una sciagura, mandando in rovina te e Giuda con te?.

Questo orgoglio, questa presunzione di attribuirsi un’opera che in ultima analisi è e spetta a Dio, porta ROVINA nell’essere che la compie, nonché rovina in Giuda, (=lode), cioè nell’opera che Dio sta compiendo in te. Anche a rischio di non incontrare il parere favorevole di tutti i nostri lettori, potremmo in ultima analisi conludere che il suicidio equivale ad un atto di orgoglio contro Dio, nel senso che il suicida si abroga un diritto che è e resta di Dio, sempre. Suicidarti ti fa anche diventare omicida, e in questo, ti fa assomigliare al demonio, (Giovanni 8:44 – Egli è omicida fin dal principio). La Parola di Dio chiaramente avverte tutti a non cercare questa via “d’uscita”, anche perché rappresenta solo l’inizio di un nuovo e più grande dolore, che ha i caratteri dell’eternità.

Giobbe 36:20-21 – Non desiderare quella notte… Guàrdati bene dal volgerti all’iniquità, tu che sembri preferirla all’afflizione!

Siamo persuasi che i motivi scatenanti siano tanti e vari, ma il punto è proprio che il suicidio lede l’atto di Dio nella tua vita. La vita, infatti, è un atto creativo di Dio:

Genesi 2:7 – Dio il Signore formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l’ uomo divenne un‘anima vivente.

Dio ci ha creati ed Egli è l’unico Signore della vita e ne detiene il possesso completo.

Deuteronomio 32:39 – Ora vedete che io solo sono Dio e che non vi è altro dio accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano e nessuno può liberare dalla mia mano.

Giobbe 1:21 – Nudo sono uscito dal grembo di mia madre, e nudo tornerò in grembo alla terra; il signore ha dato, il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore.

Giobbe 12:10 – Che Egli tiene in mano l’anima di tutto quel che vive, e lo spirito di ogni carne umana.

I Samuele 2:6 – L’Eterno fa vivere e morire.

Qualcuno oggi sostiene che il suicidio di un cristiano in realtà non ne compromette la salvezza. Ma, per quanto abbiamo argomentato, il suicidio infrange una legge di Dio, e, in senso generale, infrangere la legge di Dio significa macchiarsi di peccato. E il peccato porta CIASCUN UOMO alla morte, (Romani 6:23– Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita ETERNA in Cristo Gesù). La Parola afferma chiaramente che l’anima o la persona che pecca sarà quella a morire, (Ezechiele 18:20). E, mentre in una altro peccato, (che non sia a morte naturalmente) io ho sempre la possibilità di redenzione, in questo caso, purtroppo, no. La Bibbia parla di sei casi di suicidio, (tralasciando quello di Sansone il cui obiettivo era quello di uccidere i Filistei anche a costo della sua vita – Giudici 16:26-31).

Saul (I Samuele 31:4 – Allora Saulle disse a colui che portava le sue armi: Tira fuori la tua spada, e trafiggimi con essa chè talora questi incirconcisi non vengano, e mi trafiggano, e mi scherniscano. Ma colui che portava le sue armi non volle farlo; perciocchè egli temeva forte. Laonde Saulle prese la spada, e si lasciò cader sopra essa).

lo scudiero di Saul (1 Samuele 31:5 – E colui che portava le armi di Saulle, veduto ch’egli era morto, si lasciò cadere anch’egli sopra la sua spada, e morì con lui).

Aitofel (2 Samuele 17:23 – Or Ahitofel, veduto che non si era fatto ciò ch’egli avea consigliato, sellò il suo asino, e si levò, e andò a casa sua nella sua città, e diede ordine alla sua casa; e poi si strangolò, e morì, e fu seppellito nella sepoltura di suo padre).

Zimri (1 Re 16:18 – E come Zimri vide che la città era presa, entrò nel palazzo della casa reale, ed arse col fuoco la casa reale sopra sè, e così morì).

Giuda (Matteo 27:5 – Ed egli, gettati i sicli d’argento nel tempio, si ritrasse, e se ne andò, e si strangolò).

Tutti questi casi impiegano persone che per quanto conoscano il Signore, pure sono persone cattive che hanno tentato piani malvagi. L’unico del quale non possiamo asserire nulla di preciso è il servo di Saul, il quale, però, “temeva forte”, aveva paura. Se un cristiano arriva al suicidio, dubitiamo fortemente che i suoi piedi siano davvero ancorati sulla roccia.

Già fin dai primi albori, quando Dio decise di impartire dei comandamenti all’uomo, espresse il divieto assoluto di togliere la vita a qualunque essere umano, (compreso quindi se stesso).

Esodo 20:13 – Non uccidere!

E, il divieto del Signore viene sancito espressamente anche nelle azioni dei suoi discepoli, nel Nuovo Testamento.

Atti 16:27,28 – Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gli gridò ad alta voce: “Non farti del male”

Dio sia ringraziato perché Egli ancora oggi avverte gli uomini con il Messaggio potente della Sua Parola. “Non farti del male” sono le parole amorevoli di Dio per quanti probabilmente hanno deciso o tentato di porre fine alla loro vita. E, se questo monito Dio lo ripete per qualunque peccato l’uomo sia sul punto di commettere, la differenza fondamentale sta nel fatto che nel caso in cui si resti in vita, si resta anche nella grazia e nella possibilità di redenzione. Nel caso del suicidio, il male commesso resta su chi lo ha commesso che, da defunto, non ha più possibilità di redenzione.

Salmi 115:17 – Non sono i morti che lodano l’Eterno, né alcuno di quelli che scendono nel luogo del silenzio.

Ebrei 3:7-8 – 7 Perciò, come dice lo Spirito Santo: «Oggi, se udite la sua voce, 8 non indurite i vostri cuori come nella provocazione, nel giorno della tentazione nel deserto,

Forse oggi ti trovi in un tunnel buio dove sembra non esserci via di uscita. E probabilmente da un punto di vista umano non c’è via d’uscita. Ma la Parola può cambiare l’ombra della morte in uno splendente mattino. Quando il carceriere ascoltò le rassicuranti parole dell’Apostolo Paolo, cambiò atteggiamento, vide che i prigionieri erano tutti li ma comprese che quella era opera di Dio, e finalmente decise si “di morire”, ma non alla vita terrena, ma al mondo, chiedento a Paolo cosa doveva fare per ereditare una così grande salvezza.

Da: accademiajeshuaeuropa.it