In Eritrea sono stati arrestati più di 150 cristiani: “In prigione in condizioni spaventose”

L’Ong cristiana Portes Ouvertes ha dato la notizia di 150 cristiani arrestati per la loro fede e sarebbero tenuti in condizioni disumane.

In Eritrea – un piccolo paese dell’Africa orientale, vicino il Sudan, l’Etiopia e Gibuti – due ondate di arresti hanno portato in prigione più di 150 cristiani nel giro di poche settimane.

Lo ha riferito Portes Ouvertes (OP, agenzia missionaria cristiana francese) in una nota diffusa oggi, venerdì 30 agosto. I detenuti, a causa della loro fede, secondo la ONG cristiana, sarebbero tenuti in «condizioni disumane».

Il 18 agosto scorso le autorità hanno arrestato 80 cristiani a Godayef, un quartiere vicino all’aeroporto di Asmara, la capitale. Secondo PO, due giorni prima, sei cristiani sono stati condotti in un tribunale informale presso il Centro di comando militare di Asmara. Il giudice ha chiesto loro di rinunciare alla fede ma hanno rifiutato.

Il 23 giugno 70 cristiani della Chiesa della Missione della Fede di Cristo nella città di Keren, 100 chilometri a nord di Asmara, sono stati arrestati e portati nel complesso carcerario di Ashufera, dove sono stati confinati in alcune gallerie.

Portes Ouvertes ha stimato che più di mille cristiani sarebbero imprigionati «in condizioni spaventose».

Tuttavia, secondo un dirigente della ONG, c’è ancora speranza: «Il fatto che i cristiani mantengano la fede dopo anni di prigionia è per molti una prova della fedeltà e dell’azione di Dio».

Vocecontrocorrente.it

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