Indonesia: chiuse 2 chiese a luglio

NELLA FOTO: Proteste di gruppi musulmani contro l’ex governatore cristiano di Giacarta Ahok, avvenute nel 2016.

Nel giro di un mese, le autorità indonesiane hanno chiuso 2 chiese. I leader cristiani locali invitano il governo a non cedere alle pressionidei gruppi musulmani radicali.

L’agenzia di stampa UCANews ha riportato che, il 26 luglio scorso, il capo del distretto di Bantul, nella provincia di Yogyakarta, ha revocato il permesso di riunirsi liberamente ad una chiesa pentecostale poiché utilizzava una casa come locale di culto. Le ragioni di tale revoca non avrebbero però ragion d’essere in quanto la chiesa avrebbe a suo tempo prodotto la documentazione, che prevede la compilazione di lunghi moduli, ottenendo tutti i permessi necessari. Secondo quanto riportato da UCANews, sono state le animate proteste di gruppi di musulmani locali a spingere verso tale decisione.

Sempre secondo l’agenzia di stampa, un fatto analogo è accaduto agli inizi del mese di luglio, quando gruppi di musulmani radicali sono scesi per le strade di Giacarta protestando contro una chiesa della zona occidentale della città, chiedendo la revoca dei permessi accordati precedentemente. In quell’occasione, il pastore della chiesa Timotheus Halim, aveva espresso il suo disappunto verso l’improvvisa opposizione. La chiesa infatti aveva ottenuto i permessi soddisfacendo i requisiti legali e accordandosi con la popolazione locale.

“Ci troviamo davanti ad una verifica per il governo”, ha detto il pastore Gomar Gultom, segretario generale della Comunione delle Chiese in Indonesia, “una verifica attraverso cui lo Stato dimostrerà quanto sia determinato a difendere la libertà religiosa nel Paese”.

Secondo Muller, analista dell’unità di ricerca di Porte Aperte/Open Doors, “la vera sfida per il governo del presidente indonesiano Jokowi, agli esordi del suo secondo mandato, non sarà tanto l’economia del Paese quanto l’aumento del pensiero radicale dell’islamtra la popolazione. Il cambiamento di atteggiamento dei cittadini indonesiani indica che la popolazione islamica sta diventando religiosamente più conservatrice e che l’armonia religiosa è considerata da molti più importante della libertà religiosa. Sebbene l’idea di un’armonia religiosa possa sembrare attraente, essa è pericolosa se questo significa che la religione maggioritaria ha il diritto di non essere disturbata dalle minoranze”.

L’indonesia si trova alla posizione numero 30 della World Watch List 2019.

Porte Aperte Italia

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