Insieme a Pasquetta con amici e fratelli!

La Pasquetta è da molto tempo conosciuta come la festa della pancia, specie che oggi c’è un bel sole a riscaldare uno splendido giorno di primavera; ma è anche l’ultimo dei due giorni consumistici si direbbe: dolci, memorabili abbuffate, uova, colombe, grigliate e fiumi di bibite… Si salvi chi può!!!

Premesso che il giorno di pasquetta non è un peccato stare assieme ai propri familiari, amici e fratelli, ma quantunque avremo alcune ore per rilassare il nostro corpo e la nostra mente dallo stress della vita vita quotidiana, avremo anche la possibilità di portare un messaggio di verità, anche attraverso la nostra condotta, il nostro amore e soprattutto attraverso le parole che Dio ci metterà nel cuore, a chi ancora non conosce il Signore.

Sicuramente non e facile far comprendere ai propri amici e parenti inconvertiti che per la Parola di Dio e per  rinati in Cristo Gesù, quella di ieri non era la vera pasqua, ma che la pasqua come il natale è tutto l’anno… e provarci non è peccato!

Ieri magari molti di loro erano vestiti a festa, con uno slogan che ridondava nella loro mente a ogni saluto “Buona Pasqua!”. Per quelli, poi, un po’ più religiosi, l’aggiunta, di diversi riti religiosi insieme ad una buona azione e a un sorriso sembrava un mix perfetto. Certo, per loro e per la loro religione dicono che va bene così… Ma, Dio, tramite la Bibbia, ci dice che non va bene per niente.

Dopo aver osservato tutte le feste comandate, quel che varrà veramente è il seguente monito: “Gesù ritorna, sei tu pronto?”. Molti credono che Gesù sia nato, morto e risorto, ma pochi credono che ritornerà, tanto meno sanno se sono pronti per quell’evento glorioso, quando tutti i credenti in Cristo ancora in vita, insieme con quelli che risorti usciranno dalle tombe, incontreranno il Signore nell’aria per andare a godere l’eternità nel Suo cielo glorioso (1°Tessalonicesi 4:13-18).

A tutta questa grande beatitudine celestiale, invece, si preferisce spendere tempo, denaro e vite intere alla ricerca di cose terrene che poi spesso ci lasceranno totalmente insoddisfatti. C’è chi oggi leggerà un libro per rilassarsi o magari un giornale di gossip per allietare la giornata e non ha mai letto nella Bibbia le meravigliose promesse del Dio del Cielo; c’è chi sa tutto degli scudetti della Juventus, del Milan ma non sa nulla della vita eterna; c’è chi conosce a memoria tutte le canzoni di Vasco, Justin Timberlake,  o magari di Ed Sheeran, ma non ha mai ascoltato la voce del Signore che parla al cuore; c’è chi è esperto di stelle e astri e non sa nulla della vita dopo la morte.

Molti di quei amici e fratelli nel mondo oggi per pasquetta, dopo settimane di duro studio o lavoro cercheranno di rilassarsi, di non pensare a nulla, magari mentre i propri figli scorrazzano all’aperto, altri cercheranno una storia d’amore con l’amichetta approfittando del giorno di lunedì di Pasqua, mentre altri cercheranno di assecondare i desideri del palato, magari davanti  a tanta carne al fuoco del Barbecue… Con molto dispiacere non hanno ancora capito che la cosa migliore da fare è quella di ricercare i tesori della conoscenza di Dio, un investimento che non lascerà mai delusi e vuoti come le mete terrene.

Se l’uomo cercasse la sapienza e la volontà di Dio come cerca i soldi, il successo personale o il piacere per le cose del mondo, la sua vita sarebbe decisamente diversa. “Se i morti non risuscitano” diceva l’apostolo Paolo, “mangiamo e beviamo, perché domani morremo; non v’ingannate, le cattive compagnie corrompono i buoni costumi. Ritornate a essere sobri per davvero e non peccate più; perché alcuni non hanno conoscenza di Dio; lo dico a vostra vergogna.

Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? E con quale corpo ritornano?»… Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale… E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, così porteremo anche l’immagine del celeste… La morte è stata sommersa nella vittoria… ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo” (1°Cor. 15:32-58).

Pasqua che vuol dire: “Passaggio”, non è il semplice passaggio da uno stomaco vuoto a pieno, ma passare da una vita carnale a una vita spirituale, e questo è possibile grazie al sacrificio di Gesù.

Grazie a Gesù, siamo passati dalla morte alla vita, e di conseguenza siamo pronti a partire con Lui, passare, infine, da questo mondo di dolore, al suo Paradiso di gioia e speriamo che questo possa avvenire presto anche per i nostri amici del mondo. Questo è il nostro augurio per questo giorno di Pasquetta.

Pietro Proietto | Notiziecristiane.com

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