Iran: 114 cristiani arrestati in una settimana

Più di 100 cristiani sono stati arrestati nell’ultima settimana e quasi 150 nell’ultimo mese. L’intento da parte del governo iraniano, come dichiarato da Mansour Borji di Articolo 18, sembra quello di avvertire i cristiani di non fare proselitismo durante il periodo natalizio.

Borji ha definito il numero di arresti “sconcertante” e riferito che la maggior parte delle persone ha comunque fatto rientro a casa nel giro di poche ore “perché ne avevano arrestati troppi e non sapevano cosa fare con tutte quelle persone”. Sono comunque stati loro confiscati i telefoni cellulari e chiesto di mettere per iscritto l’elenco delle attività cristiane svolte, intimando di smettere di incontrarsi.

Nella stessa settimana degli arresti, la madre di Ebrahim Firouzi, detenuto cristiano di lunga data, è morta senza che a suo figlio fosse dato il permesso di incontrarla. La donna, Kobra Kamrani, aveva il cancro e più volte aveva chiesto alle autorità di poter vedere suo figlio, richiesta puntualmente negata. Dopo la morte della madre, Firouzi, in carcere dal 2013, ha inoltrato una domanda di congedo per poter assistere ai funerali, anche questa respinta.

Ebrahim aveva 28 anni quando nel marzo del 2013 venne arrestato e condannato a 1 anno di carcere e 2 di esilio nella remota città di Sarbaz (confine tra Iran e Pakistan), per aver “tentato di promuovere un sito internet cristiano allo scopo di ottenere contatti con persone straniere e sospette, oltre che per svolgere servizi ecclesiastici online”.

Nel 2015 il rilascio venne prorogato con  l’ulteriore accusa di “azioni contro la sicurezza nazionale” e altri 5 anni di reclusione. Oggi si trova ancora nella prigione di Rajaei Shahr, nella città di Karaj, a ovest di Teheran. Attraverso uno sciopero della fame in segno di protesta contro il crescente numero di arresti di cristiani iraniani, Ebrahim Firouzi ha alzato la voce in favore dei cristiani iraniani, come anche Maryam Naghash Zargaran, oggi libera, di cui vi abbiamo parlato in passato e il cui caso è stato ripreso da Amnesty International nel 2016. L’Iran si trova al 10° posto della World Watch List 2018 e i cristiani che vi vivono sperimentano grosse pressioni da parte del governo, considerati una seria minaccia per il Paese.

Porte Aperte Italia

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