Iran: Cauzioni esagerate per alcuni cristiani ex-musulmani

NELLA FOTO: Ingresso principale della prigione di Evin a Teheran, capitale dell’Iran

Il tribunale iraniano ha stabilito una cauzione di 3 miliardi di toman (circa 130.000 euro) per il rilascio del responsabile di una chiesa domestica armeno-iraniana. Joseph Shahbazian, 56 anni, è stato arrestato quattro settimane fa durante una serie di incursioni effettuate da agenti del governo nelle case di cristiani ex-musulmani nelle città di Teheran, Karaj e Malayer.

Anche una donna di 46 anni, Malihe Nazari, cristiana ex-musulmana e madre di 2 figli, che si trova in carcere a motivo della sua fede, è stata richiesta la stessa cauzione di 3 miliardi di toman (fonte Mohabat News).

Il sito di informazione MEC ha definito come “esagerato l’importo di tale richiesta, essendo il doppio del massimo richiesto normalmente per il rilascio dei cristiani”.

Per la scarcerazione di Shahbazian era stata inizialmente fissata una cauzione di 300 milioni di toman (circa 13.000 euro) con la richiesta di pagare in contanti. Il sito di informazione Articolo18 ha poi riferito che, non possedendo tale somma, i familiari di Shahbazian avevano chiesto di poter presentare un atto di proprietà come garanzia e che tale richiesta è stata rifiutata. Quando la famiglia è tornata in tribunale essendosi procurata il denaro richiesto le è stato comunicato che la cauzione era decuplicata.

Anche altri cristiani, arrestati durante i raid nelle case da parte delle forze di sicurezza iraniane, sono stati rilasciati a seguito del pagamento di somme tra i 30.000 e i 50.000 euro. Nel nostro report 2020 sulla persecuzione dei cristiani nel mondo (World Watch List) riportiamo come il governo utilizzi il sistema del pagamento delle cauzioni per impoverire i cristiani e incoraggiarli a lasciare il Paese. I livelli spesso sproporzionatamente elevati di tali somme costringono i cristiani e le loro famiglie a dover cedere beni immobili e attività commerciali. Alcuni funzionari del governo, inoltre, utilizzano tale pratica per arricchirsi.

Con il Paese al 9° posto della WWL2020, il governo iraniano continua a esercitare pressioni e minacce sui cristiani più attivi nelle attività evangelistiche affinché abbandonino il Paese.

Porte Aperte Italia

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