Iran: due cristiani arrestati. Non si conosce il luogo della reclusione

Secondo quanto riportato da Middle East Concern (MEC), lo scorso venerdì 16 novembre due cristiani ex-musulmani dell’Iran (Behnam Ersali e Davood Rasooli) sono stati prelevati dalle loro case da parte di agenti dei servizi segreti nelle città di Karaj e Mashhad. I due sembra che si fossero accordati per incontrarsi a Mashhad e, secondo MEC, che i servizi segreti ne fossero a conoscenza grazie ad alcune intercettazioni telefoniche.

Ersali si trovava già a Mashhad, a 946 km da Karaj, nel nord-est dell’Iran, quando sei agenti hanno fatto irruzione nella casa dove alloggiava insieme ad un amico, arrestandoli entrambi. Qualche ora più tardi l’amico è stato rilasciato, mentre Ersali è stato trattenuto in custodia in un luogo ancora sconosciuto. Nel frattempo Rasooli, noto anche come David, che in passato aveva frequentato la chiesa delle Assemblee di Dio di Teheran, è stato arrestato alle 6:00 di venerdì mattina davanti alla sua casa di Karaj, mentre si apprestava a mettersi in viaggio per andare a Mashhad. Due agenti in borghese lo hanno portato via per poi tornare a perquisire la casa. Mohabat News riferisce che alcuni libri ed effetti personali sono stati confiscati. Dal momento del loro arresto i due uomini non hanno potuto contattare le rispettive famiglie e ancora non si conosce l’accusa alla base della loro detenzione e il luogo dove si trovino.

Lo scorso agosto un altro cristiano iraniano, Naser Navard Gol-Tapeh, dopo aver scontato 10 anni di carcere per aver organizzato degli incontri di studio biblico nelle case, ha scritto una lettera aperta alle autorità iraniane chiedendo perché le sue attività cristiane fossero considerate una minaccia contro lo stato.

A ottobre World Watch Monitor aveva riportato la condanna a 12 e 18 mesi per due cristiani iraniani con l’accusa di “aver diffuso propaganda contro il regime” per aver sostenuto che Gesù è il Signore e che la Bibbia è la loro ultima autorità.

I fatti elencati mostrano la crescente pressione che i cristiani subiscono in IranMohabat News afferma che “I rapporti degli ultimi giorni indicano che le agenzie di intelligence della Repubblica islamica dell’Iran hanno convocato e arrestato un certo numero di cristiani nelle città a nord del paese”, sostenendo che è molto probabile che alcuni cristiani siano stati rilasciati solo dopo aver firmato un documento in cui si impegnano a presentarsi in tribunale quando saranno convocati.

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