ISAIA 6:1-13 UN INSEGNAMENTO E UN’ESORTAZIONE SEMPRE ATTUALE

I principali insegnamenti ed esortazioni per Israele all’epoca di Isaia e per noi oggi:

Gli insegnamenti e l’esortazione principale dei suddetti passi biblici sono:

Primo passo: “la giusta comprensione di chi è Dio e chi invece siamo gli uomini”;

secondo passo:  la “consapevolezza del peccato che produce lo stato di morte permanente cioè la morte eterna.

Proprio quando tutto sembra essere finito e perduto viene offerta però una speranza a coloro che prendono atto del proprio stato:

  1. a) di essere peccatori e che il peccato ci separa dalla presenza di Dio;
  2. b) riconoscere la conseguenza che questo ha nella propria vita e la causa che ha degenerato questa condizione così che possiamo essere perdonati e riconciliati a Dio sulla base dell’espiazione come “prezzo di riscatto”.

Infatti l’effetto immediato dell’espiazione è la riconciliazione che permette di passare dallo stato di “peccatore” a quello di “redento” cioè di “riconciliato” per essere uniti a Dio.

L’esortazione che il profeta Isaia dà è quella di “riconoscere la santità e la giustizia di Dio” e di scegliere di vivere “appartati” cioè in “santità” alla sua presenza, nei suoi comandamenti, statuti e precetti abbandonando il peccato.

Isaia attraverso i suddetti passi biblici ( Isaia 6:1,13) evidenzia e sottolinea il tema della morte che apparentemente sembra segnare la fine, è da sottolineare la parola sembra perché in realtà non è così in quanto “la morte non ha l’ultima parola” infatti dinnanzi all’inevitabile giudizio di morte ecco che invece compare una nuova luce che cambia la visione sullo stato di morte permanente dandone una nuova sfaccettatura sotto una nuova prospettiva che induce a prendere consapevolezza di una realtà che viene offerta e invita a fare una scelta di cambiamento individuale per afferrarla ed entrare in uno stato dove il rapporto con il Signore può essere recuperato (Isaia 5:3,7 “Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e la vostra anima vivrà; e io stabilirò con voi un patto eterno, secondo le grazie stabili promesse a Davide. Ecco, io l’ho dato come testimone ai popoli, come principe e comandante dei popoli. Ecco, tu chiamerai una nazione che non conosci, e una nazione che non ti conosce accorrerà a te, a motivo dell’Eterno, il tuo Dio, e del Santo d’Israele, perché egli ti ha glorificato». Cercate l’Eterno mentre lo si può trovare, invocatelo mentre è vicino. Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all’Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro DIO che perdona largamente”).

C’è una visione di Dio tripartita:

1) la santità del Signore con le sue conseguenze per il destino di Isaia e del suo popolo. Oggi il popolo di Dio siamo noi credenti quindi tali insegnamenti ed esortazioni sono ancora attuali;

2) l’espiazione da parte del Signore che purifica e ristabilisce quindi offre un’opportunità;

3) il piano del Signore e il ministerio di Isaia allora e di noi oggi e ciò che esso comprende.

Anche se nessuno può vedere Dio in quanto spirito, Isaia invita a vederlo (come ha fatto anche lui) con gli occhi spirituali della fede, in tutta la sua regalità e maestà esaltata e questo consiste nel riconoscere la sovranità e il primato di Dio, nell’essere consapevoli della nostra posizione quali servitori che ci adoperiamo nel fare la sua volontà per la nostra vita anche quando non collima con la nostra volontà.

Interpretazione e ampliamento nel Nuovo Testamento:

L’uso dei versetti biblici citati nel libro di Isaia 6:9,10 “Allora egli disse: «Va’ e di’ a questo popolo: Ascoltate pure, ma senza comprendere, guardate pure, ma senza discernere! Rendi insensibile il cuore di questo popolo, indurisci i suoi orecchi e chiudi i suoi occhi, affinché non veda con i suoi occhi, né oda con i suoi orecchi né intenda con il suo cuore, e così si converta e sia guarito», vengono interpretati e ampliati nel Nuovo Testamento in una dimensione di particolare importanza della loro comprensione in quanto “avendo, adesso, la consapevolezza di chi è Dio e del proprio stato di peccato” siamo portati a fare un terzo passo: “la confessione”, dobbiamo confessare il nostro stato di peccato apertamente solo così Dio ci userà nel modo che Egli vuole usarci e saremo ripieni di Spirito Santo.

A questo punto subentra un quarto passo: “la purificazione” mediante l’espiazione, infatti il sangue di Gesù è stato versato ed asperso sulla porta del nostro cuore per poter essere purificati. Dunque il peccato può essere perdonato, abbiamo una nuova speranza per il presente e per il futuro.

Il quinto passo: è la sfida per ciascuno di noi e consiste nel vedere chi è Dio veramente, vedere il mondo come Dio lo vede e quindi fare quel passo di fede che ci mostrerà quanto ciò sia rilevante per la nostra vita. Se un tempo eravamo lontani da Dio adesso abbiamo la possibilità di riavvicinarci a Lui.

Come fece Isaia, anche noi, dobbiamo comprendere ciò che ci è stato ordinato e dunque il nostro ministerio di presentare la verità con molta semplicità per far sì che “gli uomini di mondo” la possono capire senza alcuna difficoltà (Isaia 28:9,10 “ «A chi vuole insegnare conoscenza? A chi vuole far comprendere il messaggio? A quelli appena divezzati, a quelli appena staccati dalle mammelle?  Poiché è un precetto su precetto, precetto su precetto, regola su regola, regola su regola, un po’ qui, un po’ là»).

Quella verità che viene offerta in modo sobrio agli “oppositori” e li mette dinnanzi ad una scelta e chi la rifiuta si spinge oltre il “punto di non ritorno”, i loro cuori e le loro menti vengono rese irrimediabilmente dure (Ebrei 6:4,8 Quelli infatti che sono stati una volta illuminati, hanno gustato il dono celeste, sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire se cadono, è impossibile riportarli un’altra volta al ravvedimento, poiché per conto loro crocifiggono nuovamente il Figlio di Dio e lo espongono a infamia. Infatti la terra, che beve la pioggia che spesso cade su di essa e produce erbe utili per quelli che la coltivano, riceve benedizione da Dio; ma se produce spine e triboli, è riprovata e vicina ad essere maledetta, e finirà per essere arsa”). Possiamo capire come l’uomo nella sua cecità spirituale non è in grado di vedere lo stato di perdizione nella quale versa a differenza di Dio che lo conosce in anticipo e nella sua sovranità lo decreta nel suo presiedere, in perfetta giustizia, ai processi psicologici umani che egli ha creato.

Abbiamo la responsabilità di portare la parola di Dio in modo chiaro al popolo che versa nello stato di perdizione e raggiungere con la verità i loro cuori solo così possono essere indotti a cambiare”.

Dalla comprensione della nostra proclamazione della verità dipende la salvezza o il giudizio delle persone per questo motivo dobbiamo raggiungere i nostri ascoltatori fino alle estremità più lontane della terra con un messaggio semplice ma chiaro perché la recezione di questo messaggio cambia la loro posizione attraverso la quale Dio dà loro la salvezza o il giudizio ((Isaia 7:18 In quel giorno avverrà che l’Eterno fischierà alle mosche che sono all’estremità dei fiumi d’Egitto, e alle api che sono nel paese di Assiria”; Isaia 8:8Passerà attraverso Giuda, strariperà e passerà oltre fino ad arrivare al collo, e le sue ali spiegate copriranno tutta l’estensione del tuo paese, o Emmanuele).  

Il giudizio divino si è elevato con la parola “espiato, con la promessa della venuta del Messia per redimere la discendenza santa e con la garanzia della propria continuità fino al suo arrivo.

Da qui ha origini il “seme santo” quel popolo che un giorno godrà dell’adempimento delle promesse (Isaia 41:8 “Ma tu, Israele, mio servo, Giacobbe che io ho scelto, progenie di Abrahamo, mio amico”; Isaia 43:5 Non temere, perché io sono con te; farò venire la tua progenie dall’est e ti radunerò dall’ovest”; Isaia 45:25Nell’Eterno sarà giustificata e si glorierà tutta la progenie d’Israele; Isaia 53:10 “Ma piacque all’Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire. Offrendo la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e la volontà dell’Eterno prospererà nelle sue mani; Isaia 59:21 «Quanto a me, questo è il mio patto con loro», dice l’Eterno: «Il mio Spirito che è su di te, e le mie parole che ho posto nella tua bocca non si allontaneranno mai dalla tua bocca né dalla bocca della tua progenie né dalla bocca della progenie della tua progenie», dice l’Eterno, «da ora e per sempre»”; Isaia 66:22 “«Poiché come i nuovi cieli e la nuova terra che io farò sussisteranno stabili davanti a me», dice l’Eterno, «cosí sussisteranno la vostra progenie e il vostro nome) perché “iscritto tra i vivi” (Isaia 4:3 Ed avverrà che chi sarà rimasto in Sion e chi sarà superstite in Gerusalemme, sarà chiamato santo, cioè chiunque in Gerusalemme sarà iscritto tra i vivi”) nella Sion del futuro che è la Gerusalemme celeste (Ebrei 12:22  Ma voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, che è la Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli).

Gli insegnamenti e le esortazioni che possiamo trarre dal brano per il popolo di Dio oggi alla luce di tutta la sua rivelazione biblica è:

  1. Che c’è una speranza futura per noi stessi (Isaia 6:4,8) e per l’umanità (Isaia 6:13b);
  2. Il Signore attraverso il Messia offre un futuro basato sulla giustificazione per fede.

Tramite l’espiazione Dio ha scelto un popolo eletto che è tratto da ogni nazione, tribù e lingua dunque è tra i miscredenti che dobbiamo portare il messaggio della verità perché è tra loro che troviamo quelle persone che scelgono di abbracciare la fede e di vivere la propria vita nelle vie del Signore trovando così la luce oltre le tenebre.

Viviamo in un mondo corrotto che ogni giorno ci mette dinnanzi ad una scelta che dobbiamo basare sulla nostra fede nel Signore e nelle sue promesse anche quando la situazione che stiamo vivendo non è delle migliori o addirittura è tra le peggiori perché subentra l’azione di scegliere tra due alternative: la vita o la morte.

Conclusioni:

Dobbiamo ogni giorno scegliere Dio come Re sovrano della nostra vita; dobbiamo riconoscere che versavamo nello stato di perduti a motivo del peccato e meritevoli di nulla ma che il Signore nella sua infinita bontà e misericordia ci ha riscattati e riconciliati a Lui con la promessa che chi avrà fede nel giorno del giudizio divino farà ritorno (questa è la promessa della salvezza che è basata sulla fede infatti la fede salva mentre la mancanza di fede uccide); dobbiamo ogni giorno scegliere di camminare con integrità e in santità nei suoi sentieri di giustizia e di rettitudine; dobbiamo ogni giorno scegliere di adempiere alla nuova missione che il Signore ci ha affidato cioè di portare il messaggio della verità ad ogni creatura; la fede, inoltre, ci fa camminare nei piani del Signore che ha preparato per noi fin dall’inizio delle fondamenta della terra e ci fa riconoscere la sua maestà, la sua gloria, la sua santità e la sua grandezza in confronto della nostra nullità sì perché malgrado tutto quello che facciamo siamo ancora dei servi inutili.

Luisa Lanzarotta | Notiziecristiane.com


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