Jamaika, 8 anni, cristiana, sfugge allo stupro del vicino musulmano

E’ avvenuto ieri a Karachi, nel quartiere Essa Nagri. La piccola è riuscita a liberarsi gridando e scappando. I vicini di casa hanno afferrato e picchiato il tentato stupratore. Picchiata anche la polizia.

Karachi (AsiaNews) – Una bambina di 8 anni, Jamaika, è sfuggita allo stupro tentato da un vicino musulmano, Muhammad Amir. L’incidente è avvenuto nel quartiere di Essa Nagri, la zona di Karachi dove vi è la maggior concentrazione di cristiani.

Ieri pomeriggio, alle 14.45, il padre di Jamaika, Aslam Masih (foto 1), ha ricevuto una telefonata della moglie Razia che l’informava dell’accaduto: la piccola era andata a lezione dalla sua maestra, che però in quel momento era fuori per delle commissioni. Muhammad Amir, il fratello della maestra, ha preso l’occasione e ha cercato di violentarla. La piccola ha cominciato a piangere e a gridare con forza, tanto da potersi liberare e fuggire.

Lei stessa racconta ad AsiaNews, nel video: “Sono andata a casa della mia maestra per una lezione. Ma la maestra non era a casa. Intanto, il fratello della mia maestra mi ha chiamato nella sua stanza e dopo avermi consigliato di non dire niente a nessuno, ha cominciato a fare cose brutte su di me. Mi ha anche tolto le mutandine. Io ho cominciato a gridare forte e allora lui ha allentato la presa, così sono potuta scappare da casa sua. Ero molto spaventata e ho continuato a gridare. La gente in strada mi ha visto e mi ha domandato cosa era successo e io ho raccontato tutta la storia”.

Dopo che Jamaika ha raccontato come Amir avesse cercato di toccare parti del suo corpo e di “fare cose sporche”, la gente in strada si è raccolta attorno a lei. La signora Khushid Pervaiz, che abita nel quartiere, racconta che la notizia si è subito diffusa in tutto il vicinato e in pochi minuti centinaia di persone si sono dirette alla casa di Muhammad Amir, lo hanno afferrato e iniziato a picchiarlo (foto 2). Dopo un po’ è arrivata la polizia che ha cercato di strapparlo dalle loro grinfie, ma la gente ha picchiato anche i poliziotti, ferendone alcuni.

Finalmente sono giunti più poliziotti che sono riusciti a mettere al sicuro Amir, sparando dei colpi. Due persone del vicinato sono rimaste ferite.

In seguito, Jamaika è stata portata all’ospedale Abasi Shaheed. I dottori l’hanno visitata e hanno dichiarato che vi era stato un tentativo di stupro (foto 3). Davanti all’ospedale si è radunata tanta folla del quartiere. Uno dei residenti di Essa Nagri, il dott. Liaquat Munawar, presidente della Mission and Action for Social Services (Missione e azione per i servizi sociali), ha dichiarato che almeno 4 poliziotti sono stati feriti quando la gente ha cominciato a lanciare loro dei sassi nella strada affollata. La gente ha anche continuato la protesta bloccando il traffico e alcuni hanno rotto con le pietre i vetri di alcune auto di passaggio. Il dottore è amareggiato perché la famiglia di Amir vive nel quartiere da 30 anni.

Anthony Naveed, membro dell’Assemblea della provincia del Sindh, si è mosso perché le autorità prendano a cuore questo incidente e si è assicurato che fosse sporta una denuncia contro Amer per tentato stupro.

Kashif Anthony, attivista per i diritti umani e membro della Commissione di Giustizia e pace dell’arcidiocesi di Karachi, ha detto che la Commissione offrirà sostegno e aiuto legale alla famiglia. “In questo mese sacro del Ramadan – ha commentato – le persone digiunano ma ci sono persone cattive che tendono a soddisfare i loro bisogni cattivi. È patetico che si faccia del male a una bambina così piccola. Dobbiamo chiedere ai genitori di istruire i figli sul modo in cui proteggersi da questi mostri”.

 

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