La morte del cristiano

Un uomo faceva il fabbro ferraio, ed era specializzato nella costruzione artigianale di spade. La sua vita era molto dissoluta, era un uomo violento, fino a quando non ebbe un punto di svolta e decise di cambiare vita camminando con il Signore. Divenne un uomo mite, onesto, cercava di fare del suo meglio per non andare oltre la Parola di Dio, eppure ogni cosa nella sua vita sembrava peggiorare. Sia da un punto di vista economico che familiare ogni cosa stava degenerando in un modo “inspiegabile”.

Passò del tempo e ricevette la visita di un suo caro e vecchio amico, compagno di fede, diciamo. Quest’uomo esordì compatendo il vecchio fabbro ferraio, e sottolineava che non capiva il motivo della mancanza di benedizione nella vita di quell’uomo, …. mentre il fabbro ferraio sospirava.

Dopo un po’ di tempo, l’amico prese parola ed argutamente osservò: “Se tu un giorno decidessi di abbandonare le vie del Signore e ritornare indietro non ti potrei neanche accusare, sei davvero ridotto male. Sembra che Dio non ascolti le tue preghiere, ne veda il tuo comportamento retto”.

Il fabbro ferraio sorrideva e nel frattempo sospirava. Passarono alcuni minuti di silenzio, scanditi soltanto dal battere del martello sulla lama di una spada che si stava forgiando. Improvvisamente quella spada si increspò di spaccature e il fabbro ferraio , dopo averla  mostrata all’amico terreno, la gettò su un mucchio di altre spade evidentemente fuori uso.

“Ma cosa stai facendo?” – Chiesa l’amico – “E’ davvero un peccato!”.

“No!” – rispose il fabbro – “Purtroppo quella spada ormai non può essere più utilizzata per nulla, si è distrutta”.

Dopo una breve pausa, il fabbro andò da un altro mucchio di spade, queste invece erano poche ma tutte scintillanti e ben forgiate,… ne prese una ben fatta e la mostrò spavaldamente all’amico.

“Vedi, mio caro, ogni spada comincia come un ammasso ferroso informe. Non vi è bellezza alcuna ne forma alcuna, ne capacità alcuna,… eppure quell’ammasso crede di essere indistruttibile, perché lo chiamano ‘ferro’…. Allora viene nelle mie mani, nelle mani di colui che lo deve forgiare. Apparentemente avrei dovuto accarezzare il ferro, allisciarlo, … forse questo è il trattamento che quel pezzo di ferro informe si aspetterebbe da parte mia, invece lo comincio a riscaldare con un fuoco a temperatura infernale, producendo uno sconvolgimento nelle sue cellule fino quasi a farlo liquefare, rendendolo rosso fuoco. In quel momento forse lui pensa che io ho finito, invece no, comincia a ricevere colpi di martello, sempre più forti e insistenti, che cercano di fargli cambiare forma. Quando ha cominciato ad assumere una forma, il pezzo di ferro pensa che lo lascerei in quella situazione, invece mi trovo costretto ad immergerlo in acqua fredda creando un nuovo sconvolgimento nella sua struttura …. l’aria intorno si riempie di fumo, di crepitii,… il ferro finalmente pensa di essere stato forgiato…. Ma non è così. Devo ripetere questo percorrso almeno sette volte per ottenere un risultato di qualità. Così siamo noi nelle mani di Dio, ma mio caro, c’è ancora dell’altro…. Certe volte, come in queto caso che hai osservato tu, il ferro non resiste, e scoppia, mostrando venature e spaccature. Quel ferro non è più buono a nulla. Ora amico mio, da quando servo il Signore, so che lui mi sta battendo e mi sta raggelando, e mi sta riscaldando, …. e lo sta facendo per diverse volte fino a che non prenderò la forma che lui pensa che io debba avere. La mia preghiera non è che smetta presto, la mia preghiera è che io non scoppi mostrando le mie screpolature e venendo buttato in quel mucchio che non è più buono a nulla”

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