La paura di non riuscire a perdonarsi!

Ci sono molti credenti che non riescono a perdonarsi per qualche caduta commessa in passato. Essi rimangono nella convinzione di essere condannati per sempre da Dio. Non c’è bugia più grande di questa, e come ogni bugia, essa proviene direttamente dall’inferno, dal nemico di Dio, sussurrando, con la speranza di convincere, parole come queste: “Hai peccato, Dio ti condanna, la Bibbia ti condanna, i fratelli e sorelle ti condannano, quindi se spacciato, per te non c’è più rimedio. Forse hai addirittura peccato contro lo Spirito Santo!”
Quando questo pensiero, suggerito, innesta convinzione, ci deprimiamo, ci allontaniamo al punto di indurire il cuore, perdendo, di conseguenza, nuove benedizioni da parte di Dio. Si diventa simili a Giuda, colui che aveva tradito Gesù e quindi immeritevole di perdono al punto di togliersi la vita! Se Giuda, sinceramente pentito, avesse chiesto perdono a Gesù, Egli lo avrebbe perdonato. Giuda vide e percepì il suo peccato, ma non comprese la misericordia di Dio in Cristo, così facendo, distrusse se stesso a motivo della sua iniquità. Il suo peccato, da quando comprendiamo, non fu di per sé imperdonabile. Dio salvò alcuni dei traditori e assassini di Cristo, Giuda, invece, arrivò alla conclusione che la sua iniquità era troppo grande per essere cancellata, si gettò nella disperazione che il diavolo gli aveva preparato, invece che nella misericordia di Dio. Alcuni hanno commentato che Giuda peccò di più perché non cercò il perdono di Dio piuttosto dell’aver tradito il Maestro.
Molti si stanno perdendo proprio come Giuda!
Un proverbio cita: “Finché c’è vita c’è speranza!” La speranza c’è, anche per tutti quelli che hanno commesso peccati che ritengono “imperdonabili”.
Il guaio di questi fratelli e sorelle, che vivono con dei fardelli sulle loro spalle, è che sono circondati, ahimè, troppo spesso da persone che non conoscono il Vangelo, la Grazia di Dio e la Sua grande misericordia. Li senti che sparlano e li accusano accrescendo in loro la propria colpa. L’unica cosa che sanno della Bibbia sono i passi di condanna, ma i passi dell’amore di Gesù Cristo non li conoscono. Talmente presi ad accusare i propri fratelli da non rendersi conto di quando è grande la “Grazia” divina! Alleluia!
In America c’era un uomo che aveva divorziato dalla moglie. Dopo un po’ di tempo trovò un’altra donna è s’innamorò. Così si risposò per la seconda volta. Ebbe tre figli, mentre con la prima moglie nessuno. Ormai in età avanzata, incominciò a cercare Dio. Un giorno, mentre ascoltava la radio, sentì una breve predica sulla salvezza. Alla fine del messaggio il pastore fece un appello: se qualcuno in ascolto avesse voluto sapere di più sulla salvezza e come andare a Cristo Gesù, di telefonare al tal numero: degli evangelisti sarebbero andati a far loro visita e spiegare il piano di salvezza. L’uomo chiamò, e in breve tempo ebbe a casa sua una visita di quattro persone che incominciarono a fare domande sulla sua vita invece che parlare dell’amore di Dio. Quando seppero che l’uomo era divorziato e che si era risposato, gli dissero che lui stava vivendo in pieno “peccato d’adulterio”, per cui non aveva speranza di salvezza, a meno che non avesse ripudiato l’attuale moglie per poi ritornare con la prima, e se ciò non fosse stato possibile, avrebbe dovuto rimanere da solo. Il povero vecchietto, per la paura di finire all’inferno, mandò via la moglie contro il parere di tutti, degli amici e dei figli. Si mise alla ricerca della prima moglie, ma non la trovò, e nemmeno sapeva che fine avesse fatto. Così, il poveretto, restò da solo nella sua grande casa. Dopo un po’ cadde in una forte depressione e si tolse la vita.
Gesù è venuto ha liberaci dal peccato, qualunque esso sia, è venuto a liberaci da qualsiasi giogo che vuole tenerci schiavi, e sopra ogni cosa, è venuto a portarci il suo perdono. L’uomo non avrebbe mai dovuto ascoltare quelli che sono seguaci della “lettera che uccide”, ma dello Spirito di Dio che vivifica, e continuare a vivere con la nuova famiglia.
La prova del grande amore di Dio la troviamo nella storia del re Davide, il quale commise una serie di peccati gravissimi. Adulterio, tradimento verso il marito dell’amante, e fu il mandante di un omicidio. Tuttavia, Dio conoscendo il cuore di Davide, lo perdonò subito dopo averlo giudicato per mezzo del profeta Natan. Insieme alla condanna che avrebbe fatto passare Davide e la sua casa per il fuoco, Dio gli inviò anche il perdono. Dio sapeva che Davide si sarebbe pentito, ma le conseguenze dei peccati si pagano. Ed è per questo che molti non si perdonano, perché convinti che Dio, a causa di tal peccato e delle conseguenze, non li ami più. Invece Dio è sempre lo stesso, e come ebbe compassione per un cuore pentito come quello di Davide, lo avrà sicuramente anche per te e per me! Dobbiamo solo credere: “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno”
(Lettera agli Ebrei‬ 13:8).
Molti asseriscono l’impossibilità del perdono facendo riferimento a 1 Corinzi 6:9-10: “Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete: né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.” Ma qui Paolo parla di persone “ingiuste”, e non dei cristiani convertiti che sono caduti, anche malamente e, adesso sono pentiti! infatti al (v.11) dice: “E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.” Quindi il messaggio di Paolo è riferito ai reprobi, e non ha chi è caduto si è pentito e si vuole rialzare. Se questo non fosse vero, lo stesso Paolo si contradirebbe con altri passi biblici scritti da lui stesso: 1Corinzi 5:5, 1 Timoteo 1:20.
Proprio mentre scrivevo questa meditazione, mia moglie mi ha suggerito di vedere un filmato. In una Nazione latino-americana, un ragazzo, che aveva rubato, giaceva al suolo, colpito da proiettili sopra a un marciapiede, era ferito gravemente, (morirà dopo due giorni) giaceva in una pozza di sangue e si dimenava con la faccia a terra. All’improvviso in un modo forte è inequivocabile cominciò a parlare in lingue fino all’arrivo dell’autoambulanza! Una spiegazione potrebbe essere che, l’uomo avendo chiesto perdono a Dio, e avendolo ricevuto, fu battezzato nello Spirito, oppure, secondo il mio pensiero, che avesse già conosciuto il Signore, ma poi allontanatosi ritornò al peccato pur avendo in se il seme della verità, e che Gesù, nella Sua immensa misericordia lo abbia accolto nuovamente a se, come fece con Nick Cruz, il ragazzo di David Wilkerson. E come lui, tanti altri ragazzi sono tornati nel mondo, ma poi sono ritornati a Dio.
Dio è sempre pronto a stendere la mano verso chi si pente, verso chi cerca Dio e verso chi si è allontanato da lui. ‬‬
Molti temono il peccato contro lo Spirito Santo riferendosi a Ebrei 6:4:6: “Infatti quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste, e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo, e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro, e poi sono caduti, è impossibile ricondurli di nuovo al ravvedimento, perché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia”.
Questo passo in Ebrei, in verità era riferito solo agli Ebrei e non a tutti. Anche in altri passi della lettera, il riferimento è le motivazioni sono molto chiare.
Scrive il fratello: Myer Pearlman
“In Ebrei 10:32-39, molti Ebrei erano tentati di ritornare al giudaismo. Prima di essere nuovamente ammessi nella sinagoga, dovevano dichiarare pubblicamente che: Gesù non era il Figliuolo di Dio, il Suo sangue era stato sparso come quello di un comune malfattore, i Suoi miracoli venivano operati per la potenza del maligno. Tutto questo è implicito in (Ebrei 10:29). L’insistenza su tale ripudio è provato dal caso, in tempo più recente, di un ebreo cristiano in Germania, il quale, desiderando ritornare alla sinagoga non venne accettato perché voleva attenersi ad alcune verità contenute nel Nuovo Testamento. I cristiani, ai quali è indirizzata l’epistola agli Ebrei, appartenevano alla nazione che aveva crocifisso Cristo; ritornare alla sinagoga avrebbe significato crocifiggere nuovamente il Figliuolo di Dio ed esporlo a vituperio: sarebbe stato il terribile peccato dell’apostasia (Ebrei 6:6), sarebbe stato come il peccato che conduce a morte per il quale non vi è perdono. Colui che fosse divenuto così indurito da commetterlo, non avrebbe potuto “essere rinnovato a penitenza”, ma sarebbe stato degno di una punizione peggiore della morte (Ebrei 10:28), sarebbe incorso nell’ira dell’Iddio vivente (Ebrei 10:30-31)”.

Siamo all’epilogo del messaggio.
I cristiani che sono caduti, e che si sono sinceramente pentiti del loro peccato, non bisogna condannarli. Non c’è un passo biblico che condanna un figlio di Dio che sta male del suo peccato e vuole tornare al Padre! Non dimentichiamo il figliol prodigo.
I figlioli di Dio che hanno peccato e non si sono ravveduti non bisogna salutarli nemmeno, perché sono peggio dei peccatori pagani, in quanto, venuti a conoscenza della verità, continuano a condurre una vita nel peccato dando cattiva testimonianza del Signore Gesù!
Dio ci perdoni e ci benedica!
Ferrentino La Manna Francesco
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