La rovina di Babilonia – la Fede in Dio come fine ultimo

A lungo ci si è interrogati su chi fosse la Babilonia di cui si parla ampliamente nell’Apocalisse di San Giovanni, e spesso ci si è limitati a trarre delle conclusioni limitate all’amministrazione umana del Regno di Dio in terra; ovvero si è accusata Roma e la Chiesa di Roma stessa, perché incline al peccato.

La Chiesa di Roma formata dopo l’Editto di Milano del 313 d.C., ovvero collusa con lo stesso Impero Romano che aveva crocifisso Cristo. I cristiani, ormai ingestibili per numero e vigore nella Fede, furono pertanto “annessi” alle leggi dell’Impero.

Ma siamo veramente sicuri che una profezia così imponente riguardi meramente una condizione socio-politica?
Già in un articolo precedente https://www.notiziecristiane.com/il-diavolo-amico-o-nemico/ avevo affermato il problema del Male, non giustificando l’uomo che accusa Satana dei suoi errori, poiché Dio ci ha donato il libero arbitrio.

Il problema del Male, citando Socrate mette radici nell’ignoranza, e l’ignoranza non è solamente legata allo studio e alla cultura in senso stretto, ma soprattutto è legata all’ignoranza di Dio, alla negazione di Dio che tutti gli uomini invece conoscono e sentono, ma che alcuni ignorano.

Pertanto occorre giustamente affrontare il problema della Conoscenza, la “grande meretrice” a cui tanti si sono abbeverati ma misconoscendo Dio.
Sto parlando di un coltello, che può essere usato per preparare un agnello, oppure per uccidere un fratello tentando di rubargli la sua eredità.
Altresì la parola, che può essere usata per avvicinarci a Dio e moltiplicare le nostre giornate con la saggezza, come segno per il passaggio ai nostri figli delle tradizioni; oppure la parola che serve per diffondere la menzogna, per sottomettere i popoli contro l’amore di Dio.

E la Babilonia era proprio questo, un posto in cui tutti si scambiavano parole senza significato: pertanto nel Giorno del Giudizio, quando la conoscenza sarà vicinissima a Dio, non sarà più possibile servirsene, senza servire prima Dio.

Ci sarà un’evoluzione per l’uomo fedele e verace, per gli uomini che eleveranno la loro conoscenza a Dio; mentre gli altri rimarranno indietro e saranno schiacciati dalla loro ignoranza, ormai incapaci di comprendere nel rifiuto di Dio.

Riccardo Testatonda

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