La sofferenza che porta la vita eterna

La testimonianza di Lucia Bellinvia

Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”.
‭‭(GIOVANNI‬ ‭7:38‭)

Provengo da una famiglia cattolica, di quelle praticanti nella normalità! Mia madre, infatti, ogni domenica mattina mi svegliava per andare in Chiesa. Mi sono sposata a 19 anni nel 1983. Il mio matrimonio grazie a Dio è stato felice e sereno. Mia suocera era l’unica nella famiglia di mio marito che aveva fatto una bella esperienza col Signore ed era ancora nella fede, anche se fino alla morte di mio suocero, che è avvenuta nel 1985, le veniva impedito di frequentare una comunità evangelica. Il seme della Parola di Dio era stato piantato ed era sbocciato in lei però, nessuno dei suoi tre figli, compreso mio marito, aveva mai voluto ascoltarla. Anch’io ero infastidita e cercavo continuamente di contraddirla, ma lei malgrado avesse fatto solo la seconda elementare, aveva una conoscenza molto profonda della parola di Dio (che solo ora comprendo); solo la guida dello Spirito Santo le poteva dare questo dono. Dopo la morte di mio suocero comunicò ai figli la sua scelta di volere iniziare a frequentare una comunità.

Dopo poco tempo si battezzò ma nessuno di noi volle partecipare. Lei non si scoraggiò e fino alla fine continuò a pregare per tutti noi. Un giorno, sempre per contraddire mia suocera, comprai una Bibbia dal mio parroco, ed iniziai a leggerla; ma con uno spirito di contraddizione e, di conseguenza, non comprendevo nulla e questo mi infastidiva molto, perché non riuscivo a contraddire le sue verità. Nonostante il mio atteggiamento, mia suocera continuava ad essere molto amorevole; si dimostrava una brava mamma, una brava suocera ed infine una brava nonna. Ed io le volevo veramente bene, malgrado la sua fede. Ho avuto due figli maschi che amavano molto la loro nonna. Vivevo tranquillamente nella mia famiglia ma lontana dal Signore. Non frequentavo più neanche la comunità cattolica perché mia suocera aveva messo in me dubbi e incertezze. Ma non lo volevo ammettere, ero troppo orgogliosa! Il 27 aprile del 2007 mio figlio maggiore che allora aveva 23 anni, era uscito da casa col motorino, un “Majestic” comprato poco prima. A pochi metri da casa ebbe un banale incidente!! Banale perché da fermo; infatti mentre appoggiava il piede a terra, non vide che c’era un grosso tombino senza grata, poiché interamente ricoperta da erbacce, profondo circa 2,5 metri. Così facendo, sprofondò nel tombino ed il pesante motorino gli è caduto addosso schiacciandolo. Da qui la tragedia!! Nove costole rotte e cosa più grave, entrambi i polmoni schiacciati.

Primo soccorso a Barcellona Pozzo del Gotto con poche speranze. Lo trasferiscono all’ospedale di Taormina: qui lo intubano e lo mettono in rianimazione. Dopo i vari controlli, i dottori ci comunicano che la situazione era molto grave e che non potevano intervenire in nessun modo perché i polmoni erano entrambi schiacciati. Era attaccato ad una macchina che lo aiutava a respirare finché resisteva. Vista la nostra disperazione, il primario ci indicò una statua di Padre Pio situata nella saletta d’attesa della rianimazione e ci disse: “Se avete fede, cercate un miracolo”. Da qui iniziò il nostro sconforto, non potevamo crederci, iniziò un calvario notte e giorno in ospedale con la paura che da un momento all’altro ci arrivasse la brutta notizia della fine di mio figlio. Ma quel piccolo seme piantato da mia suocera iniziò a germogliare e abbiamo iniziato ad invocare il nome del Signore (e no padre Pio o altri come mi avevano insegnato nella mia famiglia d’origine); iniziammo a chiedere preghiere con l’aiuto di mia suocera nelle varie comunità.

Dopo dieci giorni di coma, stanchi e stremati dal dolore, tornammo a casa dall’ospedale di Taormina. Quella sera, mio marito iniziò ad invocare il Signore con forza e con lacrime, chiedendo al Signore di soffiare nei polmoni di mio figlio perché di questo aveva bisogno, del suo alito. Alle 7,30 del mattino ci arrivò una telefonata dall’ospedale; tremanti, pensando al peggio, rispose mio marito, perché io ero pietrificata per la paura. I medici della rianimazione ci chiesero di recarci subito all’ospedale perché Francesco aveva avuto dei colpi di tosse (cosa che non poteva avere visto che era il respiratore che gli dava il respiro), lo avevano scollegato dalla macchina che gli consentiva di respirare e, improvvisamente, aveva iniziato a respirare da solo. Appena ripreso a respirare normalmente, aveva chiesto incessantemente di me. Era stremato e non capiva dove si trovasse e non ricordava nulla di quello che gli era successo. GLORIA A DIO il miracolo era avvenuto!! Ora devo dire grazie al Signore perché ha permesso che accadesse tutto questo nella mia famiglia per uno scopo glorioso!

Dopo questo dramma, ho iniziato a leggere la Bibbia insieme a mio marito, ma questa volta non con spirito di contraddizione e orgoglio che mi impedivano di comprendere, ma con il desiderio di conoscere Gesù, il mio Salvatore. Dopo quattro anni dall’incidente io e mio marito abbiamo iniziato a frequentare una comunità vicina, insieme ci siamo convertiti e battezzati e abbiamo invitato i nostri figli con le loro allora fidanzate al nostro battesimo che hanno accettato volentieri di partecipare. Inoltre, come promette il Signore nella sua parola: “credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la casa tua”, il più piccolo dei miei figli, dopo una settimana venne in chiesa e accettò Gesù nel suo cuore; l’altro mio figlio, il più grande ha dato il suo cuore a Gesù dopo un anno!

Questo è stato il miracolo più grande, che i miei figli che vivevano come quasi tutti i giovani di oggi una vita sregolata e piena di vizi e stravizi, droghe, alcol e quant’altro, si sono convertiti ed ora insieme a loro, con le loro rispettive famiglie che il Signore ha donato, serviamo il Signore nella pace e nella gioia. Sono molto felice che mia suocera, prima della sua morte avvenuta tre anni fa, abbia potuto gioire per la conversione di almeno una parte della sua famiglia. Quel seme benedetto è caduto in terra, è cresciuto e adesso sta dando i suoi frutti!


A DIO sia la GLORIA!

Ferrentino Francesco La Manna | Notiziecristiane.com
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